| "Ponte sullo Stretto è priorità di Governo" |
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di Aaron Pettinari Un’opera che ha sempre fatto discutere e che negli scorsi anni era stata accantonata. Con il nuovo Governo Berlusconi ecco la nuova accelerazione. “Il collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente – afferma Matteoli invitando Pietro Ciucci, presidente della Società Stretto di Messina a riaprire in fretta le pratiche – è tra le infrastrutture che rivestono carattere prioritario e la sua realizzazione ha già costituito oggetto di affidamento al contraente generale (Impregilo ndr), in tempi brevi vanno riprese le attività inerenti alla costruzione del manufatto”. Per farlo occorrerà revisionare la convenzione di concessione e il piano economico – finanziario. La prima ipotesi di un ponte verso l’isola era degli anni novanta. Dieci anni dopo fu costituita la Spa con capitali Iri, Ferrovie, Anas e regionali. Nel 2001 la prima accelerazione, sempre sotto il governo Berlusconi, poi una pausa di due anni con lo scioglimento della società Stretto di Messina spa scongiurato solo per concessione dell’ex ministro alle infrastrutture Antonio Di Pietro, ed oggi il nuovo impulso. Il costo stimabile dovrebbe aggirarsi attorno ai 6 miliardi di euro. Unico problema sembrerebbero i finanziamenti dato che la Comunità Europea ha già fatto sapere nel novembre 2003 che il ponte non è assolutamente una priorità in quanto facilita soltanto i contatti tra Italia e Italia e non quelli con l’Europa. Tuttavia riaffiora anche un altro spunto di riflessione, che già in passato era stato argomento di discussione. Gli interessi della criminalità organizzata. “Il ponte unirà due cosche, ‘Ndrangheta e Cosa Nostra, non due coste”. A ricordarlo è Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia. Una considerazione confermata da numerose indagini che hanno evidenziato sia come le cosche locali puntino ad inserirsi nei sub-appalti, nelle opere secondaria e nell’imposizione del pizzo, che come la grande mafia internazionale abbia provato a finanziare direttamente l’opera, grazie alle immense disponibilità economiche in proprio possesso. Basti ricordare la relazione della Dia, trasmessa al Parlamento nel novembre 2005 che affermava: “la mafia è pronta ad investire il denaro del narcotraffico nella costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina” così come dimostrato dall’inchiesta “Brooklyn”. Articoli correlati: "BROOKLYN": LA COCA DEL PONTE |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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