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Rassegna Stampa
"Una commissione d’inchiesta sulla zona grigia" | "Una commissione d’inchiesta sulla zona grigia" |
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La mafia come un virus che si è diffuso nell’aria e contro il quale abbiamo dimostrato di non avere ancora anticorpi in grado di difenderci. E’ questa l’immagine che Renda sceglie per far capire quanto essenziale sia ancora oggi parlare di mafie e quanto ancor di più sia l’influenza di Cosa nostra sulla società, sugli apparati e le istituzioni, sul sistema Paese, tanto che 1/3 dell’Italia è governata dalla criminalità organizzata. “Questo libro nasce da un dato – dichiara Renda – intorno a noi continuavamo a registrare richieste di cambiamento, segnali chiari che andavano raccolti e sostenuti; Era necessaria una nuova fase di riflessione sull’aspetto infettivo di Cosa nostra, tutto il libro è un ragionamento metodologico e concreto su come fermare questo “veleno” mafioso ma anche un appello affinché la società prenda coscienza di questo, perché sin ad oggi è stato un dato fortemente sottovalutato, trascurato, ridimensionato”. Tre in particolare, secondo gli autori, sono i punti chiave dai quali bisognerebbe ripartire in questa nuova fase per la liberazione dalle mafie. Il primo riguarda la necessità di un nuovo eu-topos, un’utopia che per farsi davvero concreta deve propagarsi ed essere agita in tutti gli ambiti della società italiana, anche attraverso una posizione trasparente e di responsabilità della politica stessa, ovvero l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta su questa “influenza mafiosa”. Il secondo riguarda la società civile che deve promuovere comportamenti di rottura, come quelli già in atto. Inoltre, conclude Renda, da troppi anni “viviamo in un meridione in cui la lotta alla mafia è solo meridionale” mentre è giunta l’ora di capire che la lotta alle mafie non è più solo una “cosa nostra”. Quelli già trascorsi sono stati anni di lotte – dichiara il procuratore della repubblica di Palermo Francesco Messineo – di contenimento e d’emergenza fra le Istituzioni e la mafia, volti soprattutto a sconfiggerne l’ala militare. Oggi la situazione è decisamente cambiata, abbiamo più elementi per capire analizzare ed intervenire, anche se non sappiamo ancora abbastanza e la lotta contro Cosa nostra, anche sotto l’aspetto miliare, non è ancora vinta. In merito alla zona grigia – commenta il procuratore - non credo nella teoria della borghesia mafiosa; bensì proprio il mancato sviluppo di una vera borghesia ha consentito a Cosa nostra di nascere e crescere all’ombra del nostro mercato economico e non solo”. Un’economia che come testimonia Antonio Riolo, coautore del libro, sta iniziando a dare segni di ripresa incontrovertibili. Ci sono stati esempi virtuosi che consentono oggi di sperare: dai ragazzi di Addiopizzo, movimento di giovani per il consumo critico a Libero futuro, associazione antiracket presieduta da Enrico Colaianni, alle cooperative come La Placido Rizzotto che coltiva terre e produce prodotti sui terreni confiscati a Cosa nostra. Ce ne sono tanti altri, invisibili, che ogni giorno hanno luogo nelle scuole o nelle associazioni e soprattutto queste diventano il tramite quotidiano per ricostruire quel rapporto interrotto fra i giovani e la cosa pubblica. Alla resa dei conti nella lotta alle mafie la grande assente sembra sempre lei, la politica, la stessa dichiara Italo Tripi della Cgil Sicilia, “capace di concentrare l’attenzione di tutti in breve tempo, come sta accadendo con la questione immigrati e Rom, e produrre risultati concreti. A giudicare dalla percezione dei cittadini e dagli effetti ottenuti solo se si mettesse la mafia al centro del dibattito con la stessa forza si potrebbero auspicare interventi efficaci”. Ed è l’unico politico presente in sala a prendere la parola a spiegare i perché di tanta ritrosia nel farlo: “la politica – dichiara Giuseppe Lumia – fa una fatica immensa perché se mettesse la questione mafie al centro dell’agenda nazionale dovrebbe metter in discussione se stessa, in primis, ecco perché non lo fa. La buona politica invece non dovrebbe aver paura di farlo perché questa diventa parimenti unica via per riformarsi e fare quel salto di innovazione che altrimenti non riuscirà a fare. Infine - chiosa Lumia - trovo ragionevole la proposta di Renda e posso già dire che mi impegnerò a proporre alla prossima commissione antimafia l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla cosiddetta zona grigia. Dalle conversazioni in Sicilia contenute nel libro a quattro mani di Riolo – Renda, definito dal presidente di Libero Futuro, Enrico Colajanni “un nuovo manifesto per chi oggi si occupa di lotta alle mafie e al racket”, guardando ad un’utopia necessaria, indispensabile per operare nel quotidiano partono da Palermo i primi “ragionamenti – proposte”, verso un’Italia libera dalla cultura mafiosa e una nuova fase della lotta a tutte le mafie. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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