Dossier
Roberto Calvi
Cooperazione internazionale contro i traffici di droga | Cooperazione internazionale contro i traffici di droga |
|
|
|
Pagina 2 di 3 Non è ragionevole pensare che, in processi estremamente complessi concernenti la criminalità organizzata, una commissione rogatoria internazionale diretta all'interrogatorio di imputati di gravi delitti o all'esame di testi importantissimi, possa essere eseguita dalla magistratura o, per delega, dalla polizia del Paese richiesto senza alcun apporto del magistrato del Paese richiedente che, essendo il solo compiutamente informato dei fatti, può fornire i chiarimenti e suggerire le domande più opportune, sulla base del concreto sviluppo dell'interrogatorio degli esami testimoniali. Indubbiamente, si tratta di problemi di soluzione non agevole e resi più complicati da legislazioni nazionali, che talora si basano su princìpi giuridici diversi dai nostri. Ma non di rado la insufficiente conoscenza del fenomeno della criminalità organizzata e della sua dimensione internazionale non favorisce un atteggiamento più comprensivo verso le esigenze della magistratura del Paese richiedente. Così, spesso indagini giudiziarie particolarmente complesse vengono ritardate o addirittura omesse per l'incomprensibile atteggiamento di chiusura dell'autorità giudiziaria del Paese richiesto. E non si può tacere che non sempre l'autorità diplomatica italiana svolgerebbe all'estero quella assistenza che sarebbe tanto utile per un'efficace esecuzione delle commissioni rogatorie. Ma tutto ciò non è che uno dei tanti aspetti della ancora insufficiente comprensione della dimensione internazionale del problema della criminalità organizzata (e del traffico di stupefacenti in particolare) e, quindi, della necessità di una stretta collaborazione fra tutti gli organismi preposti alla repressione del fenomeno. Sarebbe ingiusto, però, sostenere che non si sono fatti passi avanti nella cooperazione internazionale. Organismi come l'Interpol compiono meritori sforzi per una efficace collaborazione fra le polizie dei vari Paesi, e sono state stipulate convenzioni multilaterali per la estradizione e per l'assistenza giudiziaria in materia penale; inoltre, l'Organizzazione delle Nazioni Unite svolge da tempo un'efficace opera di sensibilizzazione degli Stati membri per la cooperazione internazionale nella repressione del traffico di stupefacenti. Tuttavia, si tratta sempre di sforzi insufficienti, che urtano contro malintesi nazionalismi e che ancora non hanno consentito di istituire un'efficace rete di collaborazione internazionale. Non si dimentichi che le organizzazioni criminali non hanno problemi di confini e che operano con disinvoltura in tutto il mondo, per cui ogni ritardo nella cooperazione internazionale per la repressione del fenomeno si rivolge in ulteriori vantaggi per tali organizzazioni, che di giorno in giorno diventano sempre più efficienti e pericolose. […] I problemi che insorgono nella materia a livello internazionale sono di diversa natura (legislativa, giudiziaria e amministrativa) e riguardano, principalmente: a) il rintraccio dei capitali e dei beni di illecita provenienza; b) la possibilità di confiscare detti beni in qualunque posto si trovino e, quindi, anche nei cosiddetti Paesi terzi, nei quali, cioè, le organizzazioni criminali non hanno commesso alcun reato, e tanto meno un delitto concernente gli stupefacenti, ma hanno investito i beni provenienti da tale traffico in attività lecite o depositato capitali. Cominciando dal primo punto, una delle esigenze più avvertite è quella di una maggiore professionalità nelle indagini dirette alla individuazione dei beni e dei capitali di provenienza illecita. In Italia, è vero, vi è un corpo di polizia come la Guardia di finanza specializzato nelle indagini finanziarie e patrimoniali; ma, da un lato, la stessa professionalità non ricorre in analoghi corpi di polizia esistenti in altri Paesi e, dall'altro, le indagini in questione hanno un taglio particolare e richiedono conoscenze multidisciplinari, un continuo aggiornamento professionale e costanti scambi di informazione fra i diversi Paesi, in considerazione delle tecniche di riciclaggio sempre diverse e sempre più sofisticate. E' vero, altresì, che vi sono organismi come l'Interpol e il C.c.c. (Consiglio di cooperazione in materia di dogana), che potrebbero essere maggiormente utilizzati anche in tali indagini; ma anche per questi organismi si pongono le esigenze di affinamento delle tecniche operative già rilevate per le polizie nazionali. |
|||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
|
| Leggi tutto... |
|
Gioco criminale |
|
Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |