Dossier
Giovanni Falcone
Cooperazione internazionale contro i traffici di droga | Cooperazione internazionale contro i traffici di droga |
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Pagina 2 di 3 Non è ragionevole pensare che, in processi estremamente complessi concernenti la criminalità organizzata, una commissione rogatoria internazionale diretta all'interrogatorio di imputati di gravi delitti o all'esame di testi importantissimi, possa essere eseguita dalla magistratura o, per delega, dalla polizia del Paese richiesto senza alcun apporto del magistrato del Paese richiedente che, essendo il solo compiutamente informato dei fatti, può fornire i chiarimenti e suggerire le domande più opportune, sulla base del concreto sviluppo dell'interrogatorio degli esami testimoniali. Indubbiamente, si tratta di problemi di soluzione non agevole e resi più complicati da legislazioni nazionali, che talora si basano su princìpi giuridici diversi dai nostri. Ma non di rado la insufficiente conoscenza del fenomeno della criminalità organizzata e della sua dimensione internazionale non favorisce un atteggiamento più comprensivo verso le esigenze della magistratura del Paese richiedente. Così, spesso indagini giudiziarie particolarmente complesse vengono ritardate o addirittura omesse per l'incomprensibile atteggiamento di chiusura dell'autorità giudiziaria del Paese richiesto. E non si può tacere che non sempre l'autorità diplomatica italiana svolgerebbe all'estero quella assistenza che sarebbe tanto utile per un'efficace esecuzione delle commissioni rogatorie. Ma tutto ciò non è che uno dei tanti aspetti della ancora insufficiente comprensione della dimensione internazionale del problema della criminalità organizzata (e del traffico di stupefacenti in particolare) e, quindi, della necessità di una stretta collaborazione fra tutti gli organismi preposti alla repressione del fenomeno. Sarebbe ingiusto, però, sostenere che non si sono fatti passi avanti nella cooperazione internazionale. Organismi come l'Interpol compiono meritori sforzi per una efficace collaborazione fra le polizie dei vari Paesi, e sono state stipulate convenzioni multilaterali per la estradizione e per l'assistenza giudiziaria in materia penale; inoltre, l'Organizzazione delle Nazioni Unite svolge da tempo un'efficace opera di sensibilizzazione degli Stati membri per la cooperazione internazionale nella repressione del traffico di stupefacenti. Tuttavia, si tratta sempre di sforzi insufficienti, che urtano contro malintesi nazionalismi e che ancora non hanno consentito di istituire un'efficace rete di collaborazione internazionale. Non si dimentichi che le organizzazioni criminali non hanno problemi di confini e che operano con disinvoltura in tutto il mondo, per cui ogni ritardo nella cooperazione internazionale per la repressione del fenomeno si rivolge in ulteriori vantaggi per tali organizzazioni, che di giorno in giorno diventano sempre più efficienti e pericolose. […] I problemi che insorgono nella materia a livello internazionale sono di diversa natura (legislativa, giudiziaria e amministrativa) e riguardano, principalmente: a) il rintraccio dei capitali e dei beni di illecita provenienza; b) la possibilità di confiscare detti beni in qualunque posto si trovino e, quindi, anche nei cosiddetti Paesi terzi, nei quali, cioè, le organizzazioni criminali non hanno commesso alcun reato, e tanto meno un delitto concernente gli stupefacenti, ma hanno investito i beni provenienti da tale traffico in attività lecite o depositato capitali. Cominciando dal primo punto, una delle esigenze più avvertite è quella di una maggiore professionalità nelle indagini dirette alla individuazione dei beni e dei capitali di provenienza illecita. In Italia, è vero, vi è un corpo di polizia come la Guardia di finanza specializzato nelle indagini finanziarie e patrimoniali; ma, da un lato, la stessa professionalità non ricorre in analoghi corpi di polizia esistenti in altri Paesi e, dall'altro, le indagini in questione hanno un taglio particolare e richiedono conoscenze multidisciplinari, un continuo aggiornamento professionale e costanti scambi di informazione fra i diversi Paesi, in considerazione delle tecniche di riciclaggio sempre diverse e sempre più sofisticate. E' vero, altresì, che vi sono organismi come l'Interpol e il C.c.c. (Consiglio di cooperazione in materia di dogana), che potrebbero essere maggiormente utilizzati anche in tali indagini; ma anche per questi organismi si pongono le esigenze di affinamento delle tecniche operative già rilevate per le polizie nazionali. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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