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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Agenda arrow Prima nazionale al Premio Ilaria Alpi
Prima nazionale al Premio Ilaria Alpi PDF Stampa E-mail

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Lunedì, 2 giugno, 21.15 al Teatro del Mare, Riccione
Il caso Spampinato
inchiesta drammaturgica
di Roberto Rossi e Danilo Schininà

IL PROGRAMMA PREMIO ILARIA ALPI 2008

 
"Il caso Spampinato. Inchiesta drammaturgica" debutterà in prima nazionale il 2 giugno alle 21.15 al Teatro del Mare di Riccione, ospite del Premio Ilaria Alpi. Oltre a Danilo Schininà, che interpreterà Giovanni Spampinato, sul palco si muoveranno Marcello Perrachio – noto al grande pubblico come il medico legale nella fiction "Il commissario Montalbano" – nel ruolo del giudice Tommaso Auletta, Alessandro Sparacino alias Roberto Campria e Nicoletta La Terra nel ruolo della teste chiave Elisa Ilea.
Lo spettacolo è patrocinato dall'Ordine nazionale dei giornalisti, dalla Federazione Nazionale della Stampa e dal Segretariato Sociale Rai.


Sono trascorsi più di trentacinque anni dalla morte di Giovanni Spampinato, il corrispondente da Ragusa de "L'Ora" e de "L'Unità" assassinato dal figlio di un alto magistrato, Roberto Campria, principale sospettato di un delitto sul quale il venticinquenne Spampinato indagava e scriveva cercando di andare oltre le indagini sonnacchiose della Procura e le cronache omologate degli altri corrispondenti, e rispetto al quale credeva ci fosse un collegamento con il consorzio criminale fra destra eversiva e criminalità organizzata che aveva già documentato con diverse inchieste uscite sul quotidiano del pomeriggio palermitano.
Dallo studio di quelle inchieste, degli atti processuali di quei delitti, delle perizie e degli interrogatori della polizia giudiziaria, degli articoli di giornale e delle lettere di Giovanni al fratello Alberto è nata "l'inchiesta drammaturgica sul Caso Spampinato". Una pièce nella quale le parole trascritte nei faldoni ingialliti e abbandonati negli archivi dei tribunali di Ragusa e di Catania, prendono voce e gridano una verità insabbiata e una giustizia negata per un giornalista colpevole di "non essersi fatto i fatti suoi".
Gli autori Roberto Rossi e Danilo Schininà (quest'ultimo anche interprete e regista) hanno tagliato e ricucito insieme quelle pagine, assieme a quel ticchettio dei martelli della Olivetti che segnavano il trascorrere del tempo a casa Spampinato, a quelle convulse telefonate tra vittima e carnefice ricostruite nelle comunicazioni tra Giovanni e il fratello, cadenzate da flashback che riportano all'infanzia di Giovanni e di Campria e illuminano sul percorso giudiziario che portò alla blanda pena dell'omicida. E poi quella spasmodica corsa di Giovanni verso la verità, una corsa in solitaria ma condivisa con i suoi lettori, tanto distante dai silenzi dei colleghi delle altre testate e dagli omissis di chi gestiva le carte. Una corsa interrotta in una Cinquecento bianca, una notte di ottobre del 1972, a pochi metri dal carcere della città iblea, dove il carnefice si consegnerà dopo aver esploso sei colpi di pistola contro il giovane cronista.
      

 
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    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
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    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
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    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
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    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

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  • Terzo Millennio

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