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Antimafia Duemila

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Aug 21st
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Elezioni politiche 2008 PDF Stampa E-mail


Elenco di alcuni dei candidati sconsigliabili per la condotta altamente discutibile sul piano etico, civile, sociale, politico e giudiziario.



Andreotti Giulio DC - Mov. Aut.
Processato a Palermo per associazione mafiosa e a Perugia per l’assassinio del giornalista di “OP” Mino Pecorelli. Andreotti se l’è cavata con l’assoluzione del reato di omicidio “per non aver commesso il fatto” e con la “prescrizione” a Palermo per il reato di partecipazione ad associazione mafiosa, commesso fino alla primavera del 1980.    

Andò, Salvo (Rosa nel pugno)
Processato a Catania con l’accusa di voto di scambio con il clan mafioso Santapaola. È stato assolto. Per le vicende di corruzione, invece (tangenti sul centro fieristico catanese), i reati sono stati prescritti.
 
Bartolo Pellegrino NUOVA SICILIA
Nel febbraio 2002, è stato indagato nell’operazione “Golden Oranges”. Ad aprile del 2007, sorpreso in incontri ravvicinati con i boss di Trapani, viene arrestato con l’accusa di associazione mafiosa ed estorsione, questa volta i giudici dispongono per lui la detenzione domiciliare. 

Berlusconi Silvio FORZA ITALIA
Indagato in merito all’inchiesta (poi archiviata) sui “mandanti esterni” delle stragi del ’92/’93 in cui morirono i giudici Falcone e Borsellino. E’stato più volte rinviato a giudizio per corruzione e falso in bilancio nei processi di Milano Sme e Imi-Sir.

Berruti, Massimo Maria (Forza Italia)
Arrestato per corruzione negli anni Ottanta, è stato successivamente assolto.Nel 1993 è stato condannato a 16 anni, poi ridotti in appello. Di nuovo arrestato nel 1994 per favoreggiamento a Berlusconi nell’inchiesta “Guardia di Finanza”è stato condannato in primo grado a 10 mesi e in appello a 8, pena confermata in cassazione. Nel 2005 è stato iscritto nel registro degli indagati per riciclaggio nell’inchiesta Mediaset

Biondi, Alfredo (Forza Italia) 
Nel 1998 ha patteggiato la pena di 2 mesi di arresto e 6 milioni di multa per frode fiscale (reato poi depenalizzato): aveva evaso le tasse su parcelle professionali per quasi 1 miliardo.

Bossi, Umberto (Lega nord) 
Condannato, con sentenza definitiva confermata dalla Cassazione per tangenti: 8 mesi al processo per la maxitangente Enimont, per un contributo di 200 milioni regalati da Carlo Sama e incassati dal cassiere Patelli.

Carra, Enzo (Margherita) 
Condannato a 1 anno e 4 mesi per false dichiarazioni al pubblico ministero: mentì per cercare di impedire la scoperta della maxitangente Enimont. 


Cesa, Lorenzo (Udc) 
Condannato nel 2001 a 3 anni e 3 mesi per corruzione: ha ammesso tangenti da centinaia di milioni per appalti Anas. Ma nel 2003 la Corte d’appello di Roma annulla la condanna per un vizio tecnico: il pm aveva svolto funzione di gup. Scatta così la prescrizione.

Cintola Salvatore UDC
Deputato regionale all’Ars durante il governo Cuffaro è stato più volte indagato per concorso esterno in associazione mafiosa per i suoi rapporti con la “famiglia” di Partinico (Pa). Ogni volta la sua posizione è stata archiviata

Cirino Pomicino, Paolo (Dca-Nuovo Psi)   
Condannato in via definitiva a 1 anno e 8 mesi per finanziamento illecito tangente Enimont e a 2 mesi (patteggiati) per corruzione, per i fondi neri Eni. Indagato (ma prosciolto) per mafia. Nel governo Prodi è stato membro della commissione antimafia.

Comincioli Romano FORZA ITALIA
Nel 1985 Comincioli venne rinviato a giudizio per ricettazione aggravata per i rapporti poco puliti intrattenuti col faccendiere sardo Flavio Carboni, coinvolto nell’omicidio del banchiere Roberto Calvi. L’assoluzione era arrivata a febbraio dell’’86 perché “il fatto non sussiste”.
Cuffaro Salvatore UDC Ex presidente della Regione Sicilia (2001 – 2006). il 18 gennaio di quest’anno è stato condannato a 5 anni di detenzione per “favoreggiamento personale a singoli mafiosi”; gli è stato notificato un avviso di garanzia anche nell’ambito all’inchiesta “Messina Ambiente” il reato contestato è “concorso in divulgazione di segreto d’ufficio” e “favoreggiamento”.   
Crisafulli Vladimiro DS
E’ stato indagato nel 2003 per concorso esterno in associazione mafiosa dopo essere stato sorpreso dalla Polizia a parlare di affari con il boss di Enna Raffaele Bevilacqua. L’inchiesta è stata poi archiviata. Gli è stato notificato anche un avviso di garanzia nell’inchiesta “Messina Ambiente” con l’accusa di “concorso in divulgazione di segreto d’ufficio” e “favoreggiamento”.   

D’Alì Antonio FORZA ITALIA
Senatore trapanese secondo fonti investigative sarebbe vicino alla famiglia mafiosa trapanese dei Messina Denaro.

D’Elia, Sergio (Rosa nel pugno)
Ex Esponente di Prima linea condannato a 30 anni di carcere, poi ridotti a 12, per banda armata e concorso in omicidio per l’uccisione del poliziotto Fausto Dionisi. 

Dell’Utri Marcello FORZA ITALIA
Senatore della Repubblica e creatore del partito di Forza Italia, è stato condannato in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa perché ritenuto il mediatore tra la mafia e gli ambienti imprenditoriali milanesi, in particolar modo quelli del gruppo Fininvest. 

Del Pennino, Antonio (Forza Italia)  
A luglio 1994 ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese.

De Michelis, Gianni (Nuovo Psi)
Ha patteggiato a Venezia 1 anno e 6 mesi per corruzione (mazzette autostradali del Veneto) e a Milano 6 mesi per finanziamento illecito (tangente Enimont).

Firrarello Giuseppe FORZA ITALIA
E’ stato rinviato a giudizio il 13 giungo 2002 per concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa d’asta e corruzione. Nel 2007 in primo grado è stato condannato a due anni e sei mesi per corruzione e turbativa d’asta. L’inchiesta è legata alle tangenti e alle collusioni negli appalti per il nuovo ospedale Garibaldi di Catania e di altre opere pubbliche.

Frigerio, Gianstefano (Forza Italia)
Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Il 31 maggio 2001 Frigerio è stato arrestato. Doveva scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese.

Gianni Giuseppe (Pippo) UDC
Deputato ed ex segretario della commissione di vigilanza Rai. Ritenuto negli anni Ottanta uno di quei medici a “disposizione” dei detenuti mafiosi, Pippo Gianni era stato rinviato a giudizio nel ’95 dalla Procura di Siracusa per associazione a delinquere per finalizzata alla commissione di turbativa d’asta, concussione, abuso d’ufficio e voto di scambio. Nel ’98 anche la Procura di Catania lo rinviava per voto di scambio con l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra. In entrambi i procedimenti Pippo Gianni è stato definitivamente assolto.   

Giudice Gaspare  FORZA ITALIA
Deputato del Parlamento italiano. Rinviato a giudizio nel 1998 per le sue cointeressenze con i boss di S. Maria di Gesù, con l’accusa di associazione mafiosa e riciclaggio. Giudice è stato assolto in primo grado lo scorso anno.

Jannuzzi, Lino (Forza Italia)
Condannato definitivamente a 2 anni e 4 mesi per il reato di diffamazione, è stato graziato dal Capo dello Stato Ciampi mentre stava per finire in carcere

Inzerillo Vincenzo DC
E’ stato condannato in primo grado a otto anni per associazione mafiosa e assolto in appello perché il fatto non sussiste. La Suprema Corte ha annullato con rinvio il giudizio di assoluzione.

Lo Giudice Vincenzo UDC

Il suo nome finì nell’elenco degli indagati il 29 marzo 2004 quando scattò l’operazione “Alta mafia” e venne arrestato con l’accusa di associazione mafiosa. I pm della Dda di Palermo hanno chiesto ai primi di febbraio la sua condanna a 18 anni.

La Malfa, Giorgio (Forza Italia) 

Condannato con sentenza definitiva a 6 mesi per aver percepito finanziamenti illeciti, provenienti dalla maxitangente Enimont.

Loiero Agazio  PDM

Attuale governatore della Regione Calabria. Indagato nell’ambito delle inchieste sull’Ital Tbs di Trieste e Why Not. In quest’ultima l’accusa è corruzione elettorale e corruzione semplice.

Lo Porto Guido  AN

E’ stato accusato dal pentito Alberto Lo Cicero di essere il politico di riferimento della cosca palermitana di Resuttana. Nel 1998 i sostituti Domenico Gozzo e Vittorio Teresi hanno chiesto di archiviare l’inchiesta sul deputato accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La richiesta è stata accolta dal gip un anno dopo.

Mannino Calogero UDC

Leader della ex Dc in Sicilia, ex ministro dei Trasporti e dell’Agricoltura. Arrestato nel ’95 per concorso esterno in associazione mafiosa, avendo svolto un ruolo nel cosiddetto “tavolino” tra mafia – politica e imprenditoria. La Cassazione lo assolve con rinvio. È in corso il nuovo processo d’Appello. 

Mastella, Clemente (Udeur)

Indagato nell’ambito dell’inchiesta “Why not” per presunto abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti e truffa nei confronti dell’Unione Europea e dello Stato Italiano. La procura di Santa Maria Capua Vetere ha successivamente iscritto nel registro degli indagati lo stesso Mastella, a cui sono stati contestati sette reati (concorso esterno in associazione per delinquere, due episodi di concorso in concussione e uno di tentata concussione, un concorso in abuso d’ufficio e due concorsi in falso)

Micciché Gianfranco FORZA ITALIA

Venne raggiunto da un avviso di garanzia il 26 luglio 1996 con l’accusa di favoreggiamento aggravato per fuga di notizie nell’inchiesta palermitana a carico del senatore Dell’Utri. L’inchiesta è stata successivamente archiviata.

Mormino Antonino FORZA ITALIA

Il 22 gennaio 2003 l’avvocato viene iscritto nel registro degli indagati e un mese dopo è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. L’inchiesta a suo carico è stata archiviata il 23 ottobre 2004 per mancanza di prove.

Musotto Francesco FORZA ITALIA

Avvocato e Onorevole, prima socialista poi forzista. E’ stato arrestato a Palermo l’8 novembre 1995 con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, anche se poi è stato assolto in tutti e tre i gradi di giudizio.

Nania, Domenico (Alleanza nazionale)

Condannato in primo grado per gli abusi edilizi della sua villa a Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia (prescritto in appello).

Romano Saverio UDC

Tra il 26 e 27 giugno 2003 è stato colpito da un avviso di garanzia per i reati di concorso in associazione mafiosa nell’inchiesta su mafia e politica “Ghiaccio 2” per un presunto incontro con il boss Giuseppe Guttadauro.

Sodano, Calogero (Udc)   

Ha subito una condanna definitiva a 1 anno e 6 mesi per abuso d’ufficio finalizzato a favorire i costruttori abusivi in cambio di favori elettorali.


Sterpa, Egidio (Forza Italia)

Condannato a 6 mesi in via definitiva per la tangente Enimont.


Tomassini, Antonio (Forza Italia)

Condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni per falso in atto pubblico.

Vito, Alfredo (Forza Italia)

Condanna definitiva e 2 anni patteggiati e oltre 4 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra (fu poi prosciolto). Nel governo Prodi è stato membro della commissione antimafia
Info: societacivile.it (onorevoli wanted)




Tutti contro il PD o la sinistra muore


Non c’è più tempo per l’analisi e, del resto, non ce n’è nemmeno troppo bisogno. Perché le cose sono divenute chiare da sé. E’ tempo di decisioni e di chiarezza. Dò il mio contributo, anche perché sollecitato a farlo da più parti.
Andiamo a elezioni che significheranno una grave sconfitta dell’intero movimento democratico, non soltanto della sinitra. Chi ha provocato questa catastrofe? L’elenco dei responsabili è lungo. In esso trovano posto anche tutti e quattro i soggetti della “cosa rossa”. Ma il posto principale è tutto del Partito Democratico di cui, non a caso, il portabandiera oggetto delle più ampie lodi dei poteri forti, è Walter Veltroni. Lasciamoglielo!
Incredibile a dirsi c’è ancora gente che pensa che il Partito Democratico sia un partiro di sinistra. Moderato ma di sinistra. Invece l’operazione – di successo – che questa sigla ha compiuto è quella di traghettare al centro una parte dell’ex elettorato di sinistra. Non c’è scusante per chi finge di non accorgersene. Il Partito di Montezemolo non può rappresentare gli operai della Thyssengroup, o i precari.
Veltroni annuncia di correre da solo, scaricando tutti gli alleati del centro-sinistra che si sono dissanguati e anche abbastanza sputtanati a sua difesa. I partiti della “cosa rossa” vanno a pietire alla sua corte invece di capire, finalmente, che i giochi sono stati chiusi. Balbettano perché non si rendono conto, nemmeno adesso, che non c’è più partita alle vecchie condizioni. Subita la sconfitta pensano a un nuovo centro-sinistra con il Partito Democratico. Non vedono che sarà il Partito Democratico a negarglielo. E ciò è tanto più inescusabile di fronte all’evidenza: dopo le elezioni Berlusconi e Veltroni si metteranno d’accordo per cambiare insieme la Costituzione e la legge elettorale. Per questo, se lo scarto tra la destra e il PD sarà contenuto, potranno ancora meglio coprire l’inganno, dicendo che non se ne può fare a meno. A quel punto potranno, con vantaggio reciproco, chiudere i conti con tutte le opposizioni, privare i cittadini di ogni possibilità di reazione organizzata e democratica, blindare, con un bipartitismo tanto perfetto quanto truffaldino, la scena politica del paese. Poi si combatteranno, come si combattono democratici e repubblicani in America, ma all’interno della Casta, pronti a bastonare chiunque si opporrà ai loro termovalorizzatori, alla privatizzazione dell’acqua, alla privatizzazione della giustizia, al monopolio dell’informazione.
C’è una sola risposta possibile, opposta a quella che alcuni della “cosa rossa” stanno già avanzando: Veltroni corra da solo dappertutto. Nessuna convergenza, nessuna alleanza, a nessun livello. Non a Roma, in nessun posto.
Che è la condizione per non ricadere nella trappola del “grande babau” Berlusconi, nella quale da un decennio siamo stati tutti rinchiusi. Per non rimanere muti, per non essere costretti a fare sconti. Per non eleggere persone di cui non abbiamo stima e fiducia.
L’attacco politico deve essere concentrato infatti proprio sul Partito Democratico. Per molte e convergenti ragioni. La più importante delle quali, tattica, è che una parte non indifferente del suo elettorato potenziale è ancora “di snistra” e si illude. Per questo è necessario e possibile tentare di recuperarla. Ma ciò è possibile solo non lasciando equivoci al riguardo del PD. Inoltre andare alle elezioni attaccando solo Berlusconi significa perdere le elezioni e perdere anche la faccia.
E così veniamo alla “cosa rossa”.
Il popolo democratico e della sinistra aspettava un segnale chiaro e non lo ha ancora avuto. Mi domando se vi sia ancora lo spazio. Il rischio di un astensionismo di massa a sinistra è altissimo. E giustificato.
Dunque alla “cosa rossa” io dico: avete ancora la possibilità di dare questo segnale. Una sola. Non presentatevi al paese come la sommatoria di quattro apparati. Non rappresentate che una parte – per quanto importante e gloriosa - del vasto popolo della sinistra, ma non potrete costituire, da soli, il punto di aggregazione per tutti. E’ vostro dovere politico e morale contribuire a crearlo. Sarebbe deleterio, per tutti, se pretendeste di esaurire in voi le speranze di coloro che hanno ormai ingoiato tutte le medicine più amare in questi anni.
Dovete accettare la formazione di liste aperte, decise in primarie dove chiunque potrà candidarsi, da farsi con una consultazione di massa sul web, nelle forme della maggiore trasparenza. I candidati che ne usciranno saranno i candidati di tutti, dei partiti, dei cittadini, dei movimenti.
Se queste condizioni non saranno prese in considerazione io, personalmente, non vi voterò. Non costringete il popolo della sinistra e democratico a voltarvi le spalle.

Giulietto Chiesa


ANTIMAFIADuemila
N°57
 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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