| In manette il boss Giuseppe Nirta |
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Lo hanno catturato i Carabinieri del Gruppo di Locri - al comando del ten. Col. Francesco Iacono - a San Luca, in un'abitazione di proprietà di un suo parente, in pieno centro del paese. E' finita così, questa mattina, la latitanza di Giuseppe Nirta, 68 anni, accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso e di omicidio, inserito nelle lista dei 100 latitanti più pericolosi secondo il Ministero dell'Interno. E a capo dell'omonima cosca di 'Ndrangheta coinvolta nella faida che la scorsa estate è culminata nella strage di Duisburg: quella tra i Nirta-Strangio da una parte e i Pelle-Vottari dall'altra. A scatenare la guerra, nel lontano Carnevale del 1991, era stato un motivo apparentemente banale: il lancio di uova marce contro il circolo ricreativo di Domenico Pelle da parte di un gruppo di ragazzi vicini alla famiglia Strangio. Un oltraggio. Un gioco finito in tragedia e sfociato prima nella strage di San Valentino - nella quale persero la vita due giovani della famiglia Strangio mentre altri due rimasero feriti - poi nella lunga sequela di attentati e uccisioni che negli anni Novanta colpirono una volta l'una una volta l'altra parte in conflitto. Intorno al 2000 sembrò arrivare la tregua. Una pace solo apparente spezzata il giorno di Natale del 2006 da un gruppo di killer armati di pistole e fucili che uccise a Natale Maria Strangio, moglie di Giovanni Nirta figlio di Giuseppe, il latitante arrestato oggi. Alla morte della giovane seguirono omicidi e latitanze volontarie, scosse sempre più intense che avrebbero raggiunto il loro culmine nella strage di Ferragosto, in Germania. Un evento che non aveva sorpreso gli investigatori – sin da quel Natale di sangue in attesa di una “contromossa” - ma che avrebbe scosso l'Europa intera. Per la prima volta posta di fronte alla dimensione internazionale della 'Ndrangheta, per nulla ristretta entro i confini della Calabria ma diffusa ovunque. Così come i Nirta, principi del narcotraffico, con basi non solo in Germania, ma anche in Olanda e oltreoceano e particolarmente attivi anche sul territorio nazionale. Dalla Val d'Aosta all'Emilia Romagna, al Lazio, dove hanno concentrato i propri interessi anche nel tessuto economico-sociale tramite la costituzione di società fittizie per la gestione di bar, paninoteche, pasticcerie, ristoranti. Così come a Duisburg. Oggi, a seguito della strage che ha sconvolto la Germania, la Dda di Reggio Calabria coordinata dal dott. Salvatore Boemi ha avviato una serie di indagini in collaborazione con gli investigatori tedeschi e ha dato il via all'operazione Fehida, nell'ambito della quale era coinvolto lo stesso Giuseppe Nirta - sfuggito al blitz – accusato tra le altre cose dell'omicidio di Bruno Pizzata ucciso il 4 gennaio del 2007 a San Luca proprio nell'ambito della faida con i Pelle-Vottari. A seguito del suo arresto il ministro dell'Interno Roberto Maroni si è congratulato oggi con il generale Siazzu, comandante dell'Arma, per la brillante operazione. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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