| 'Ndrangheta Holding, un giro d'affari da 44 miliardi di euro l'anno |
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di Aaron Pettinari – 21 maggio 2008 Un dato che, così come ha puntualizzato il presidente Gian Maria Fara nel corso della conferenza stampa di presentazione, “risulta ancora più evidente ed allarmante se messo a confronto con il Pil di alcuni paesi europei”. Basti sommare la ricchezza nazionale prodotta da Estonia (13,2 miliardi di euro) con quella della Slovenia (30,4 miliardi di euro) e si ottiene una cifra equivalente a quella raggiunta dalla ‘Ndrangheta Holding. Secondo la stima il settore più remunerativo, si conferma quello del traffico di droga, che determinerebbe introiti per 27,24 milioni di euro pari a oltre il 62% del totale dei profitti illeciti. Una vera escalation per le “ndrine” che ormai da anni controllano il mercato grazie al contatto diretto con i cartelli sudamericani, soprattutto colombiani, che immettono la droga sul mercato mondiale. Non meno importante il fronte imprese. Il fatturato si aggira attorno ai 5.773 milioni di euro. Tra appalti truccati a compartecipazioni in imprese impegnate nella costruzione di opere pubbliche si evidenzia un’infiltrazione fortemente radicata anche in questo tessuto. I soggetti imprenditoriali “mafiosi” dispongono di ingenti risorse finanziare provenienti da attività illecite che permettono così alle stesse ditte di autofinanziarsi, penetrare il mercato ed annullare la concorrenza. Secondo il presidente di Eurispes Calabria “la ‘ndrangheta, attraverso l'uso sistematico e indiscriminato dell'intimidazione, del terrore, dell'omicidio, aspira ad affermare contro le Istituzioni locali una propria contro-cultura, una esplicita quanto determinata richiesta di potere”.
Ed è in questo senso che si guarda anche ad altre fonti di guadagno
come le estorsioni e l’usura (5.017 milioni di euro ndr). Da non tralasciare
infine gli introiti provenienti dal traffico d’armi (2.938 milioni di euro) e
prostituzione (2.867 milioni di euro). Drammatica anche la situazione se si
approfondisce l’aspetto militare. L’analisi delle evidenze investigative
dimostra la forza dei sodalizi, testimoniata dal ritrovamento di materiale
d’armamento (anche da guerra), esplosivi, apparati trasmessivi e di
intercettazione delle frequenze radio e bunker sotterranei attrezzati per il
ricovero di latitanti. Negli ultimi anni c’è stato un forte incremento delle
morti per ‘Ndrangheta. Tra il 1999 e il |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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