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'Ndrangheta Holding, un giro d'affari da 44 miliardi di euro l'anno PDF Stampa E-mail

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di Aaron Pettinari – 21 maggio 2008
Un fatturato di quarantaquattro miliardi di euro. E’ quanto stimato dal dossier Eurispes. I conti sono riferiti all’anno 2007 e sono pari al 2,9% del Pil italiano attestato a 1.535 miliardi di euro.

Un dato che, così come ha puntualizzato il presidente Gian Maria Fara nel corso della conferenza stampa di presentazione, “risulta ancora più evidente ed allarmante se messo a confronto con il Pil di alcuni paesi europei”. Basti sommare la ricchezza nazionale prodotta da Estonia (13,2 miliardi di euro) con quella della Slovenia (30,4 miliardi di euro) e si ottiene una cifra equivalente a quella raggiunta dalla ‘Ndrangheta Holding. Secondo la stima il settore più remunerativo, si conferma quello del traffico di droga, che determinerebbe introiti per 27,24 milioni di euro pari a oltre il 62% del totale dei profitti illeciti. Una vera escalation per le “ndrine” che ormai da anni controllano il mercato grazie al contatto diretto con i cartelli sudamericani, soprattutto colombiani, che immettono la droga sul mercato mondiale. Non meno importante il fronte imprese. Il fatturato si aggira attorno ai 5.773 milioni di euro. Tra appalti truccati a compartecipazioni in imprese impegnate nella costruzione di opere pubbliche si evidenzia un’infiltrazione fortemente radicata anche in questo tessuto. I soggetti imprenditoriali “mafiosi” dispongono di ingenti risorse finanziare provenienti da attività illecite che permettono così alle stesse ditte di autofinanziarsi, penetrare il mercato ed annullare la concorrenza. Secondo il presidente di Eurispes Calabria “la ‘ndrangheta, attraverso l'uso sistematico e indiscriminato dell'intimidazione, del terrore, dell'omicidio, aspira ad affermare contro le Istituzioni locali una propria contro-cultura, una esplicita quanto determinata richiesta di potere”.

Ed è in questo senso che si guarda anche ad altre fonti di guadagno come le estorsioni e l’usura (5.017 milioni di euro ndr). Da non tralasciare infine gli introiti provenienti dal traffico d’armi (2.938 milioni di euro) e prostituzione (2.867 milioni di euro). Drammatica anche la situazione se si approfondisce l’aspetto militare. L’analisi delle evidenze investigative dimostra la forza dei sodalizi, testimoniata dal ritrovamento di materiale d’armamento (anche da guerra), esplosivi, apparati trasmessivi e di intercettazione delle frequenze radio e bunker sotterranei attrezzati per il ricovero di latitanti. Negli ultimi anni c’è stato un forte incremento delle morti per ‘Ndrangheta. Tra il 1999 e il 2008 in Calabria si sono verificati 202 omicidi facendo registrare un incremento del 667%. In provincia di Reggio Calabria se ne contano 73, ovvero il 36,1% del dato complessivo regionale degli omicidi riconducibili alle guerre interne alle diverse cosche criminali. A seguire la provincia di Catanzaro, la cui quota di omicidi è pari al 24,3% del totale calabrese, dove gli omicidi legati a motivi di 'ndrangheta sono stati ben 49, i territori provinciali di Crotone con 43 omicidi (21,7%) e Cosenza con 30 omicidi (14,9%). Infine Vibo Valentia, 7 omicidi (3,5%). Per combattere un fenomeno così dilagante è necessaria una continua e costante azione di contrasto. Negli ultimi anni non sono mancati importanti risultati. Nel periodo compreso tra il 1992 e il 2007, le forze di polizia coordinate dalla Direzione Investigativa Antimafia hanno complessivamente sequestrato e confiscato beni alle diverse organizzazioni per un valore pari a oltre 5,2 miliardi di euro. In particolare l'attività di sequestro e confisca dei beni alle cosche calabresi è stata pari a 231 milioni di euro. Sempre nello stesso periodo sono stati anche  arrestati 598 latitanti pericolosi, pari al 19,9% sul dato complessivo nazionale. Un’azione che dovrà essere sostenuta con maggior forza se si vuole contrastare un’Indice di Penetrazione Mafiosa (IPM) che a Reggio Calabria si attesta sul 60,4%, seconda solo a Napoli con il 68,9%. Catanzaro (33,0) è in quarto posizione; Crotone (29,5) in ottava e Vibo (19,2) diciottesima in classifica.


Rapporto Eurispes 'Ndrangheta Holding - Dossier 2008

 
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