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Antimafia Duemila

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Home arrow Dossier arrow Giovanni Falcone arrow "Mafia, poteri extraistituzionali e Stato ostacolano la democrazia e ispirano crimini"
"Mafia, poteri extraistituzionali e Stato ostacolano la democrazia e ispirano crimini" PDF Stampa E-mail
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"Mafia, poteri extraistituzionali e Stato ostacolano la democrazia e ispirano crimini"
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Va rilevato, poi, che molto spesso le rivelazioni dei “pentiti” - in un sistema giuridico che giustamente riconosce all’imputato il diritto di non rispondere - hanno consentito l’accertamento anche a loro carico di reati di cui ben difficilmente sarebbero stati identificati gli autori per altra via. Inoltre, a causa delle connessioni e delle articolazioni esistenti nell’ambito della criminalità organizzata, è pressoché inevitabile il proliferare, proprio per effetto delle loro propalazioni, in diverse sedi giudiziarie, di procedimenti penali a loro carico che, altrimenti, non sarebbero stati certamente instaurati e dei quali, molto spesso, è impossibile procedere alla riunione. Inoltre, mentre tanto si discute sulla opportunità della introduzione della legislazione premiale, non è infrequente che il ”pentito”, pur quando ne viene riconosciuta l’attendibilità, subisca un trattamento, in termini di pena, deteriore rispetto ai correi da lui accusati che, invece, nonostante il loro atteggiamento processuale improntato al negativismo, vengono condannati a pene più miti. Si direbbe, quasi, che - a livello inconscio - operi anche fra i giudici un meccanismo di rifiuto e di ripulsa nei confronti del delatore o, per meglio dire, dell’“infame”.
Quando, poi, si tratti di organizzazioni criminali che operano a livello internazionale, il problema del trattamento processuale del “pentito” si complica a causa dell’esistenza di ordinamenti giuridici che prevedono un trattamento di favore - e perfino la non punibilità - per coloro che collaborano con la giustizia. Accade, dunque, che lo stesso imputato, il quale in altri Paesi decide di collaborare con la giustizia in considerazione di una legislazione che prevede effetti favorevoli a tale comportamento processuale, assuma un diverso atteggiamento nei confronti della giustizia italiana e che la collaborazione giudiziaria con diversi Paesi subisca pesanti intralci per le difficoltà di armonizzare operativamente sistemi giuridici ispirati a principi molto diversi tra loro anche nella materia di esame. Ed infine non va dimenticato che - in un clima generale di perplessità o addirittura  chiaramente ostile nei confronti del fenomeno del pentitismo - spesso chi collabora con la giustizia deve subire anche la rappresaglia degli avversari che non esitano ad uccidere con ferocia belluina i congiunti, mentre l’ordinamento non prevede possibilità d’interventi codificati che valgano, quanto meno, a rendere più difficili queste vili aggressioni.

 
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  • La Rivista
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    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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