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Antimafia Duemila

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Home arrow Dossier arrow Giovanni Falcone arrow "Mafia, poteri extraistituzionali e Stato ostacolano la democrazia e ispirano crimini"
"Mafia, poteri extraistituzionali e Stato ostacolano la democrazia e ispirano crimini" PDF Stampa E-mail
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"Mafia, poteri extraistituzionali e Stato ostacolano la democrazia e ispirano crimini"
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Mentre l’anonimo delatore rimane nell’ombra continuando ad operare nell’ambiente della malavita, da cui attinge le notizie che poi fornisce - spesso in modo incompleto ed interessato - alla polizia, il “pentito” riferisce espressamente ed in atti processuali quanto a sua conoscenza sul mondo del crimine, e le sue confessioni e chiamate in correità debbono affrontare il vaglio del giudizio, come qualsivoglia mezzo di prova. Basta riflettere su questa profonda differenza fra il “pentito” ed il confidente per rendersi conto come siano infondate le preoccupazioni di chi teme che una legislazione premiale possa agevolare condotte meramente strumentali del “pentito”, indotto alla collaborazione non da sincero pentimento, ma solo dalla prospettiva di subire il minor danno dal processo a suo carico senza troncare i legami cogli ambienti criminali. E’ sufficiente rilevare, infatti, che - a prescindere dalle vere ragioni del suo comportamento processuale, che possono essere le più svariate e perfino poco commendevoli – il “pentito” ben difficilmente potrà mai rientrare, per intuitive ragioni, nel circuito della criminalità, e cioè nello stesso ambiente di cui fanno parte i soggetti di cui ha denunciato, in modo eclatante, i misfatti. E’ da escludere, quindi, a mio parere, l’esistenza di un concreto pericolo che la legislazione premiale costituisca incentivazione della pericolosità sociale dei soggetti che hanno collaborato con la giustizia. Peraltro la esperienza di quei Paesi in cui da tempo esistono tali norme dimostra l’inconsistenza di prognosi allarmistiche di questo tipo.
Per stabilire, dunque, se è opportuna (posto che sulla sua giuridica possibilità non credo vi siano incontrasti) la introduzione delle norme premiali nel nostro ordinamento giuridico, altre sono le considerazioni su cui far leva. Anzitutto, occorre riflettere sulla attuale condizione processuale dei cosiddetti pentiti. A parte specifiche e ben limitate situazioni in cui è codificato un consistente sconto di pena per il dissociato che collabori per l’individuazione o la cattura dei complici (come è previsto, ad esempio, dall’art. 630 del codice penale, con le modificazioni apportate dalla legge n. 894 del 30 dicembre 1980, in tema di sequestri di persona), bisogna riconoscere che il nostro ordinamento non incentiva in alcun modo la collaborazione con la giustizia da parte degli imputati.
Certamente non costituisce rimedio sufficiente la concessione delle circostanze attenuanti generiche, a tacer d’altro, poiché, per la discrezionalità della loro applicazione, trattasi di un rimedio troppo aleatorio e modesto e, per giunta, troppo inflazionato. Infatti, nella pratica giudiziaria, mentre le attenuanti generiche sono spesso riconosciute ai colpevoli di efferati delitti che hanno ostinatamente negato le loro responsabilità nonostante l’evidenza delle prove a carico, non sono mancate le pronunce, anche della Suprema Corte, che ne hanno ritenuto legittimo il diniego al reo confesso perchè potrebbe trattarsi di una condotta processuale non ispirata a “sincero pentimento”.

 
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    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
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    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
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    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

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  • Terzo Millennio

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    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
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    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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