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Parla il pentito Varacalli | Parla il pentito Varacalli |
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Nato a Platì il 3 luglio del 1963 Varacalli ha trascorso 18 anni nella criminalità, dal 1988 al 2006, agli inquirenti ha rivelato ben quindici omicidi compiuti tra la Calabria e Torino, tra cui quello del “vangelista” Pasquale Marando, meglio noto come Pasqualino, consumato a Platì a casa di un tale “Nandu”. <<Lo hanno ammazzato come un cane>> ha detto Varacalli <<è stato ucciso e seppellito in una bara anonima che solo i parenti conoscono. Si trova nel cimitero di Platì dove era iniziata la sua carriera criminale e dove oggi riposa in pace in una cassa che non ha il suo nome. Così gli possono portare i fiori>>. Marando era un boss di grossa levatura dedito al narcotraffico, aveva stabilito nel Piemonte, precisamente a Volpiano, la base delle sue lucrose attività illecite, si era affermato come uno dei maggiori importatori di droga. Il nome di Marando era finito nell’inchiesta “Igres” riguardante grosse importazioni di cocaina dalla Colombia. Secondo il pentito il boss dopo essere stato scarcerato nel 2002 apparve deciso a riprendere il controllo degli affari, i contatti con i narcos di Bogotà, con i corrieri turchi e albanesi. Ma incontrò il diniego dei suoi cognati della famiglia Trimboli che avevano gestito il narcotraffico durante l’assenza del loro congiunto. Non è un caso, dice il collaboratore, che in questo periodo si verificano tre casi di lupara bianca all’interno dei Trimboli i quali <<capiscono che è stato Pasquale>>. <<I Trimboli – dichiara Varacalli – lo ammazzano ed il suo corpo viene seppellito nel cimitero di Platì>>. Il racconto del pentito è ricco di particolari sui carichi di cocaina che dal Sudamerica giungevano a Torino: chili di droga nascosti nel pane, persino in chiesa dietro un mattone semovente dell’abside, traffici con un maresciallo dei carabinieri, con addetti della Forestale, con albanesi legati ai servizi segreti, con le famiglie dei Femia, degli Ietto, Marando, Trimboli, i Nirta di San Luca, le ‘ndrine di Africo. <<La droga che smerciavo a Torino – secondo le parole di Varacalli – mi veniva fornita da Cua Rizieri che a sua volta si riforniva a Natile. Dal 2001 in poi hanno assunto un ruolo di primo piano i fratelli Parisi che ultimamente hanno fatto arrivare a Natile 100 kg di cocaina tramite il Belgio>>. A Torino ricopriva un ruolo importante Bruno Polito, arrestato in Olanda mentre deteneva 460.000 euro in contanti. Il collaboratore ricorda nei suoi interrogatori anche il caso di una nave partita dal Sudamerica con a bordo 500 kg di cocaina e diretta a Genova. Si sofferma Varacalli anche sui nomi membri del <<maggiore>> appartenenti al suo locale tra cui vi sono politici ed amministratori di Natile. Parla il collaboratore delle ditte che si aggiudicano gli appalti o influiscono su di esse, parla dei rapporti tra la ‘ndrangheta e Cosa Nostra. <<Sono a conoscenza che Bernardo Provenzano e Totò Riina avevano delle frequentazioni con Cordì detto “il ragioniere”. So anche che Provenzano e Riina erano conoscenti di Peppe o Antonio ‘U Russenninna, capo società del locale di San Luca>>. Nella faida tra la famiglia dei De Stefano e quella degli Imerti che tra il 1985 ed il 1991 ha mietuto 966 vittime sono intervenuti come mediatori i capi di Cosa Nostra. Varacalli ricorda che Riina travestito da monaco attraversò lo stretto per recarsi a San Luca e fermare la guerra interna. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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