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Antimafia Duemila

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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow La Catena di San Libero n. 364
La Catena di San Libero n. 364 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
La Catena di San Libero n. 364
Pagina 2
Catena di San Libero n-363
Catena di San Libero n-362


Usa/ Guerra dei media

Mentre nella nostra piccola provincia dell'Impero fa discutere un giornalista che dice in Tv cose già scritte sui libri, oltreoceano si aprono nuovi fronti nella guerra dei media, dove la posta in palio non è la conquista di un territorio, ma il controllo del consenso e delle coscienze. Non contento di possedere la stazione televisiva Fox, l'ariete repubblicano che ha riportato Bush alla Casa Bianca, nel gennaio scorso Rupert Murdoch ha acquistato il Wall Street Journal, e quattro mesi dopo il direttore Marcus Brauchli ha rassegnato le dimissioni. Una vicenda che ricorda molto da vicino il conflitto tra Berlusconi e Montanelli, e tutte le guerre tra giornalisti e padroncini che si concludono sempre con la sconfitta del giornalismo.

Ma questa volta si è fatto anche di peggio. Il vuoto editoriale lasciato dal direttore uscente è stato colmato proprio dal padroncino, e il nuovo corso del Wall Street Journal è stato inaugurato con un editoriale di Murdoch, nel quale il signore dei media globalizzati ha vestito i panni del grande statista invocando un allargamento della Nato a paesi come Australia, Israele e Giappone, considerati più affidabili della vecchia Europa che a suo dire "non ha più né la volontà politica, né il senso civico per sostenere un impegno militare per difendere se stessa e i suoi alleati". Da chi e da cosa, non è dato di sapere. A New York, la capitale mondiale dei media, è ormai scontro aperto tra Murdoch e Sulzberger, il proprietario del New York Times.

Per dimostrare di essere all'altezza del nazionalismo militarista di Murdoch, il Times ha arruolato tra i suoi columnists Bill Kristol, co-fondatore assieme a Robert Kagan dell'eversivo "Progetto per il nuovo secolo americano", uno dei più accaniti sostenitori della guerra in Iraq. Il comico Daniele Luttazzi, unico in Italia ad occuparsi seriamente della faccenda, ha scritto sul suo blog che Kristol "con discorsi, interviste e articoli, ha continuamente mentito agli americani e al mondo, spacciando propaganda guerrafondaia come notizie vere, bugie come fossero fatti. Scrisse sulle motivazioni, i costi, la pianificazione e le conseguenze della guerra in Iraq un cumulo di menzogne e di baggianate che lo rendono del tutto inattendibile come commentatore politico". Ma ormai tutto questo fa parte del curriculum di ogni buon giornalista integrato.
[carlo gubitosa]

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La sparizione dei comunisti

Teheran. Continua la persecuzione dell'opposizione comunista, contraria sia agli interventi imperiali di Bush che all'oppressione islamica del regime. Dopo le manifestazioni di dicembre, sessanta militanti di "Freedom and Equality seeking students" (un gruppo marxista che si batte per i diritti di lavoratori,donne e omosessuali) sono stati portati al carcere di Evin e costretti a confessare reati mai commessi. Nei loro confronti è stata applicata tortura fisica, psicologica e sessuale. Ancora rimangono in carcere Farhad Haj-Mirzaee e Alì Kantouri.
[clara statello]

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Rock

21-25 maggio. Mantova Musica Festival. Cinque giorni di musica ovunque e senza spendere un euro. Con il rock e il pop che si mescolano ai ragazzini artisti purissimi dei conservatori, accompagnati dalla mamma. Con i nuovi gruppi da scoprire. Con il Tir che si porta le band in giro per la città, con la messa rock di don Ciotti, con il dopo-dopofestival e perfino con il giornale in piazza con la cronaca del festival minuto per minuto. Ma dove li trovate festival così?
Info: www.mantova.com

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Reti unificate

"Un unico direttore per tutti i Tg della Rai". Petruccioli, scelto da Berlusconi, è molto più efficiente ed abile - nel servire il suo Principe - di Ferrara. Fisicamente però gli manca ancora le phisique du role. O si faccia ingrassare, mostruosamente, e faccia il cortigiano falstaffiano. O dimagrisca all'estremo, con occhiaie profonde, modello Jago. Così com'è è ancora troppo "non capisco ma mi adeguo", troppo bagnino riminese.

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Cronaca

Pesaro. "Amo un'altra ragazza" fa la figlia sedicenne. E lei prende un coltello e le dà una coltellata alla pancia. Il colpo, per fortuna, finisce sulla fibbia della cintura. e il titolo, invece di "ragazzina ammazzata dalla mamma" è "italiana fanatica perde (anche lei) la ragione".

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Proclami

Ormai tutti fanno proclami antimafia ignorando che dovrebbero prima spiegare come mai salutavano e facevano affari con i mafiosi; Palermo è inondata da manifesti stampati dal comune con l'immagine di Falcone e Borsellino ed una didascalia che dice tutto "EROI per sempre". Eh sì, perché sono eroi i morti... NO, Falcone e Borsellino non sono eroi ma sono stati cittadini che si sono indignati e che si sarebbero indignati per questo revisionismo non più strisciante ma palese; si sarebbero indignati per un inciucio figlio di politiche antidemocratiche. [salvatore borsellino]

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Claudio Giusti < Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo > wrote:

< Nel 1991 gli omicidi commessi in famiglia erano 100 su di un totale di 2.000. Oggi sono 200 su un totale di 600 >

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Roberta C. wrote:

< Dimenticavo... mi ha auguarto di crescere utile e felice... io spero solo di crescere e non perdere di vista quelli che ora ritengo essere i veri valori della vita, mi auguro di non perdere la dignità, e purtroppo ho visto gente piegarsi, ho sentito ragazzi poco più grandi di me dire che, grazie ai boss, nel nostro piccolo paesino di provincia ci sarebbe stata sempre la pace, quale sarebbe la loro pace? Bene, se in quei momenti mi sono limitata a storcere la bocca, adesso voglio la lotta! non voglio piegarmi alla mafia, non voglio piegarmi davanti a nessuno, se non magari, un giorno, davanti ad uno stato giusto, voglio essere libera e priva di padroni! >

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Siamo qui

www.ucuntu.org (prima era .info)

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Poesie della Seconda Repubblica

Mimmo Lombezzi wrote:

< Dilagano le ronde.
Chi tace, chi acconsente,
E chi invece s'arrende.
C'erano dei bambini
Dentro quelle baracche,
ma nessuno condanna.
Strette di mano & pacche…
Un triste fumo nero
circonda i campi Rom.
Sarà forse una tomba
a risvegliar dal sonno
questo “governo-ombra”?
Ma forse io mi sbaglio:
Prioritario adesso
non è spegnere il rogo
ma spegnere Travaglio. >

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Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per liberarsene, basta scrivere a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo -- Fa' girare.

"A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)
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    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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