| Condanne per gli accordi coop rosse - mafia |
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di Dora Quaranta - 17 aprile 2008 Palermo. Con l'accusa a vario titolo di concorso in associazione mafiosa e turbativa d'asta la terza sezione del Tribunale ha condannato l'imprenditore Stefano Potestio a sei anni di reclusione, l'impiegato della Provincia, Raffaele Casarubea e il dirigente della Cons Coop e della Ravennate Pietro Martino a cinque anni e sei mesi. Assolto perché i fatti non sussistono Nicolò Giammanco, dirigente dell'ufficio tecnico di Bagheria. Non luogo a procedere per prescrizione nei confronti di Benedetto Ferrante. I fatti contestati risalgono alla fine degli anni '80 quando, secondo le dichiarazioni del pentito Angelo Siino, le coop rosse si sarebbero attivate ai fini del raggiungimento di un <<accordo spartitorio illecito garantito da Cosa Nostra>> nell'ambito degli appalti. Siino inoltre avrebbe ammesso che fu Provenzano a chiedere la partecipazione delle cooperative rosse al tavolo della spartizione degli appalti pubblici. Nella primavera del 2000, al termine delle indagini, nei confronti di Potestio fu emessa ordinanza di custodia cautelare per concorso in associazione mafiosa che fu annullata senza rinvio dalla Cassazione. Di lì a poco la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo affermò il “non luogo a procedere” per la richiesta del sequestro di beni di Potestio avanzata dalla Procura. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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