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Antimafia Duemila

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Riciclaggio: arrestati imprenditori e banchiere PDF Stampa E-mail

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di Dora Quaranta - 8 maggio 2007
Palermo.
Arresti domiciliari per due imprenditori palermitani Francesco e Ignazio Zummo, padre e figlio di 76 e 50 anni, e per un alto funzionario di istituto di credito svizzero, Nicola Bravetti, di 55 anni.

L’accusa per tutti è concorso in intestazione fittizia di beni, aggravato dall’aver agito al fine di agevolare Cosa Nostra. Secondo il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e i sostituti Antonio Ingroia, Fernando Asaro e Domenico Gozzo che hanno coordinato le indagini della Dia, gli indagati avrebbero occultato denaro proveniente dagli affari illeciti di Cosa Nostra su conti correnti bancari depositati in paradisi fiscali. La mente organizzativa per gli inquirenti sarebbe Bravetti il quale è amministratore e membro della direzione generale della Banca Arner SA con sede a Lugano e membro di un’associazione interbancaria elvetica per la lotta al riciclaggio. Il gip di Palermo, Roberto Conti, ha provveduto al sequestro di 13 milioni di euro depositati su un fondo aperto nelle Bahamas, di un’imbarcazione d’altura e di altri beni mobili.
Le indagini che hanno portato all’arresto dei tre rientrano nella ricerca avviata anni fa per scovare il tesoro di Vito Ciancimino, ex sindaco Dc di Palermo autore del famoso “sacco edilizio” del capoluogo siciliano. Francesco ed Ignazio Zummo non sono sconosciuti alle forze dell’ordine: già nel 2006 sono stati condannati con rito abbreviato rispettivamente a 5 e 3 anni di reclusione per favoreggiamento ed associazione mafiosa e nei loro confronti è stato effettuato un sequestro preventivo di 20 milioni di euro, alcuni custoditi presso banche di Monaco. Per l’accusa sarebbero stati prestanome del costruttore palermitano Vincenzo Piazza. Nel 2001 gli Zummo hanno subito due sequestri, di cui uno dalle autorità svizzere, di 50 e di 300 miliardi di lire. Nello stesso anno Francesco Zummo è stato arrestato a Palermo, mentre il figlio era già finito agli arresti tre anni prima. Negli anni ‘80 Giovanni Falcone in seguito ad una rogatoria svolta nel corso dell’operazione “Pizza Connection” aveva rilevato l’esistenza di conti correnti di Zummo usati per operazioni legate al narcotraffico. Vennero però poi dichiarate prescritte le accuse legate al traffico di stupefacenti.


 
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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
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    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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