| Maxi truffa al fisco, 15 arresti |
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Secondo il sostituto procuratore Sergio De Montis, che coordina le indagini, i quindici avrebbero cancellato i debiti con il fisco di 411 contribuenti, per un importo che i finanzieri hanno quantificato in un milione e settecentomila euro. Gli arrestati, avrebbero illecitamente violato il sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate e provveduto alla cancellazione dei tributi iscritti al ruolo, ottenendo in cambio somme di denaro, si parla di tangenti che andavano dal 15 al 30 per cento dell’importo cancellato. Ad esempio, Giuseppe Scaglione, una mattina ha acceso il suo computer alle 7:21 ed alle 8:46 aveva fatto sparire i debiti con il Fisco di quattordici persone. La Procura ha sequestrato agli indagati beni immobili e conti correnti per circa due milioni di euro, così da poter ripagare il Fisco per il danno subito. Tra i beneficiari, tutti denunciati, titolari di alberghi, pasticcerie, negozi di abbigliamento e di generi alimentari, ma anche amici, parenti e mafiosi. Alcuni di questi, sono finiti nei guai per essersi fatti cancellare cartelle anche inferiori ai cento euro. Secondo il colonnello Guido Geremia, comandante del nucleo di polizia tributaria <<sono almeno undici i presunti mafiosi agevolati dagli sgravi fiscali illeciti. Sono un numero esiguo e questo ci porta a pensare che la presenza della mafia, in questo caso, sia del tutto occasionale>>. Tra gli esponenti di Cosa Nostra coinvolti, ci sono i nomi di Francesco Di Fresco, latitante, ricercato per associazione mafiosa e cognato di Giuseppe Tumminia, uno degli arrestati. E di Lorenzo Tinnirello, esponente di spicco della famiglia di San Lorenzo. Riccardo Castagneri |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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