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Antimafia Duemila

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Home arrow Informazione arrow News arrow Mafia: arrestato Francesco Nania
Mafia: arrestato Francesco Nania PDF Stampa E-mail

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di Riccardo Castagneri - 10 maggio 2008
Palermo.
Francesco Nania era ricercato dal 2005, a seguito di una condanna a nove anni e mezzo di carcere, inflittagli per associazione mafiosa ed estorsione.

Proprio nell’aprile di quell’anno sfuggì all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Palermo su richiesta della Dda del capoluogo siciliano. Era accusato di curare gli affari economici della famiglia mafiosa dei Vitale, di esserne la mente finanziaria che investiva i proventi delle estorsioni e del pizzo sugli appalti, in canali internazionali.
Aveva trovato rifugio negli Usa, presso la sorella Margherita, precisamente in una cittadina del New Yersey, New Wark, dove le indagini dei carabinieri lo avevano rintracciato. I magistrati di Palermo attivavano l’Fbi, che individuato Nania, lo arrestava, contestandogli il reato di  violazione delle norme di ingresso e permanenza dei cittadini stranieri in territorio americano.
L’autorità giudiziaria italiana, a quel punto ne richiedeva l’estradizione ed i federali americani provvedevano ad imbarcarlo su un volo per Roma, scortandolo.
Una volta sbarcato al Leonardo Da Vinci, Francesco Nania veniva preso in consegna dai carabinieri di Monreale ed accompagnato nel carcere di Rebibbia, a disposizione dei sostituti della Procura di Palermo, Maurizio De Lucia e Francesco Del Bene, titolari delle indagini.
Francesco è figlio di Antonino Nania, boss attualmente in carcere con l’accusa di tentato omicidio, e nipote di Filippo, “Fifiddu”, vecchio capomafia di Partinico, condannato definitivamente all’ergastolo.
Francesco Nania venne arrestato una prima volta nel 1994, mentre, in Austria, tentava di utilizzare banconote italiane false. In seguito venne coinvolto nelle operazioni Araba Fenice e Terra Bruciata, condotte dai carabinieri di Partinico. Arrestato e condannato al processo Rappa più ventisette a nove anni e sei mesi di reclusione, per associazione mafiosa, in quanto appartenente  alla famiglia Vitale.
Nania venne infatti ritenuto di essere il tesoriere di Leonardo Vitale, occupandosi della gestione degli appalti e della riscossione delle estorsioni imposte ai commercianti ed agli imprenditori.
Il clan dei Vitale, detti i Fardazza, fu la prima famiglia mafiosa ad avere un boss donna, quella Giusy Vitale che è stata anche la prima pentita nella storia di Cosa Nostra.


 
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