| Mafia: arrestato Francesco Nania |
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Aveva trovato rifugio negli Usa, presso la sorella Margherita, precisamente in una cittadina del New Yersey, New Wark, dove le indagini dei carabinieri lo avevano rintracciato. I magistrati di Palermo attivavano l’Fbi, che individuato Nania, lo arrestava, contestandogli il reato di violazione delle norme di ingresso e permanenza dei cittadini stranieri in territorio americano. L’autorità giudiziaria italiana, a quel punto ne richiedeva l’estradizione ed i federali americani provvedevano ad imbarcarlo su un volo per Roma, scortandolo. Una volta sbarcato al Leonardo Da Vinci, Francesco Nania veniva preso in consegna dai carabinieri di Monreale ed accompagnato nel carcere di Rebibbia, a disposizione dei sostituti della Procura di Palermo, Maurizio De Lucia e Francesco Del Bene, titolari delle indagini. Francesco è figlio di Antonino Nania, boss attualmente in carcere con l’accusa di tentato omicidio, e nipote di Filippo, “Fifiddu”, vecchio capomafia di Partinico, condannato definitivamente all’ergastolo. Francesco Nania venne arrestato una prima volta nel 1994, mentre, in Austria, tentava di utilizzare banconote italiane false. In seguito venne coinvolto nelle operazioni Araba Fenice e Terra Bruciata, condotte dai carabinieri di Partinico. Arrestato e condannato al processo Rappa più ventisette a nove anni e sei mesi di reclusione, per associazione mafiosa, in quanto appartenente alla famiglia Vitale. Nania venne infatti ritenuto di essere il tesoriere di Leonardo Vitale, occupandosi della gestione degli appalti e della riscossione delle estorsioni imposte ai commercianti ed agli imprenditori. Il clan dei Vitale, detti i Fardazza, fu la prima famiglia mafiosa ad avere un boss donna, quella Giusy Vitale che è stata anche la prima pentita nella storia di Cosa Nostra. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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