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Antimafia Duemila

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Riflettori accesi sull’antiracket PDF Stampa E-mail

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La redazione - 27 marzo 2008
Roma.
Lo scorso 27 marzo l'Espresso pubblica un ampio servizio intitolato Il racket targato antiracket. Nel pezzo si racconta la storia di Giuseppe Gulizia, un imprenditore edile siciliano emigrato a Brescia che nel 2003 subisce un'estorsione da un gruppo di mafiosi che si protrae per anni.

 Da quel momento l'imprenditore racconterà di essere precipitato in un inferno dai risvolti inaspettati. La storia è molto complessa. Nel mese di febbraio di quest'anno Gulizia rende alcune dichiarazioni al maresciallo capo del reparto operativo dei carabinieri di Roma, Alessandro Bitti, che hanno dell'incredibile. L'imprenditore denuncia una richiesta di tangenti da parte degli stessi dirigenti della Federazione Antiracket (Fai) che lo hanno assistito nella richiesta degli aiuti previsti dallo Stato a favore degli imprenditori vittime del pizzo. L´accusa era già stata lanciata qualche mese prima su una piccola emittente televisiva di Agrigento dallo stesso Gulizia che era stato poi denunciato per calunnia. La procura di Roma apre quindi un fascicolo che viene affidato al Pm Angelantonio Racanelli. Nella denuncia dell'imprenditore (già indagato egli stesso per estorsione) vi sono diverse incongruenze, circostanze palesemente infondate, su cui la magistratura sta effettuando scrupolosi accertamenti. A seguito della pubblicazione dell'articolo su l'Espresso Tano Grasso, presidente onorario della Fai riceve la solidarietà di Giuliano Amato, di don Luigi Ciotti, Pina Maisano (vedova di Libero Grassi), Vincenzo Consolo, dell'ex presidente della commissione antimafia Francesco Forgione, dell'ex vice presidente Giuseppe Lumia, di molte associazioni  antiracket fra cui AddioPizzo e Libero Futuro e di diverse vittime del racket fra cui Silvana Fucito. “In questi anni – scrive don Ciotti nel suo comunicato stampa – abbiamo avuto modo di conoscere gli associati del Fai. Li abbiamo frequentati, apprezzato il loro coraggio e la loro onestà. Così come abbiamo potuto appurare la determinazione con cui il Fai ha vigilato perché la sua attività rispondesse sempre a un principio di trasparenza, come dimostra anche il lavoro di grande valore svolto in tante regioni d’Italia, in particolare a Napoli e in Sicilia, a Palermo, con i giovani di AddioPizzo e l’associazione antiracket Libero Futuro. Per questo ci auguriamo che la magistratura faccia quanto prima chiarezza per affermare la verità e la dignità delle persone chiamate in causa. Ma non possiamo fare a meno di constatare come la delegittimazione in atto ricalchi un copione già visto in passato”. “Per questo – conclude il presidente di Libera – chiediamo che siano accertate le responsabilità di chi sta spargendo zizzania sul fronte delle iniziative promosse di alcune associazioni antiracket e antimafia. Ma che si accerti anche l’eventuale esistenza di disegni più ampi volti a ostacolare quel fermento e quella positività che certamente disturbano gli interessi di qualcuno”. Dal mese di novembre del 2007 in poi cominciano a partire le querele contro Giuseppe Gulizia. La prima arriva da Tano Grasso e a seguire quella della Fai, quelle di Lino Busà (componente del Comitato di solidarietà per le vittime dell'estorsione e dell'usura), quella di Mario Caniglia (coordinatore regionale delle associazioni antiracket ed antiusura siciliane aderenti alla Fai) e via dicendo. Allo stato non si hanno notizie in merito ad eventuali sviluppi. L'inchiesta risulta tuttora in corso. Auspichiamo fortemente che ogni accertamento giudiziario faccia piena luce su questa vicenda nel nome di una battaglia contro il racket che deve sempre di più unire il fronte antimafia. A coloro che ostinatamente lavorano per liberare la Sicilia, e non solo, da questo cancro tutta la nostra solidarietà.

Info: www.antiracket.it/tempoVeleni.html

 
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    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
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    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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