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Antimafia Duemila

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Manifesti con Falcone e Borsellino. Parenti divisi sull' idea del Comune PDF Stampa E-mail

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di Felice Cavallaro - 21 maggio 2008
Palermo.
«Niente foto a chi considera Mangano un eroe». «Polemiche fuori luogo» Maria Falcone: «Schifani? Venga pure. Giovanni mi ha insegnato a non confondere le Istituzioni con chi le rappresenta».




Li trovi sulle fiancate dei bus, sulle vetrate dell' aeroporto e agli sportelli della stazione ferroviaria, sui muri della città e sulle insegne che indicano le strade un tempo insanguinate dalla mafia. Eccoli i due martiri che sorridono, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Come li ritrasse in una ormai storica istantanea Tony Gentile, uno dei fotografi della trincea della città-mattatoio. Uno scatto che racconta l' ironia e la complicità di questi due magistrati uccisi da Cosa Nostra, adesso trasformati «nel simbolo, nell' icona, nella bandiera di Palermo», come dice il sindaco Diego Cammarata che sotto ogni foto ha fatto scrivere «Eroi per sempre». Una scelta non casuale visto che giovedì si celebrano i sedici anni dalla strage di Capaci e il 19 luglio si ricorda quella di via D' Amelio. «La loro immagine deve accompagnare il nostro rinnovato no alla mafia, un rifiuto netto e deciso...», ha ribadito il sindaco telefonando alle sorelle di Falcone e alla moglie di Borsellino. Una campagna che si innesta con gli appuntamenti già avviati fra Capaci e Palermo. Ma anche con punte polemiche rilanciate da Salvatore Borsellino, il fratello del magistrato che vive a Milano, sferzante: «Prima di andare a commemorare Falcone e Borsellino i politici come Berlusconi o Schifani dichiarino chi deve essere considerato un eroe...». Una bordata diretta ai leader del partito di Cammarata: «Se continuano a sostenere che persone come Vittorio Mangano sono eroi, allora che si astengano dall' andare a sporcare la memoria delle vittime di mafia...». Il clima di speranza e di distensione proposto da quel sorriso che campeggia da Mondello al Teatro Massimo, dall' aula bunker all' albero Falcone, rischia di infrangersi e questo allarma Maria Falcone: «Non mi piacciono queste polemiche innescate proprio alla vigilia del 23 maggio. Sono decisamente fuori luogo e fuori tempo. Anzi, io ringrazio sindaco e amministrazione perché mi sembra che Giovanni e Paolo con queste foto si rimpossessino della città. Frutto dei successi di procure e forze dell' ordine da una parte, della società civile dall' altra. E questo in una Palermo che non è più la stessa, dove il mito della impunibilità della mafia cominciarono a romperlo proprio loro con il maxi-processo...». Animatrice delle manifestazioni di giovedì all' aula bunker dove arriveranno mille studenti da tutta Italia assistendo a dibattiti con alcuni magistrati come Piero Grasso o Giuseppe Ayala, Maria Falcone non cavalca le polemiche di una parte del fronte antimafia contro Renato Schifani, il presidente del Senato nel mirino di Marco Travaglio. E lei evoca il fratello: «Giovanni mi ha lasciato un grande insegnamento: non bisogna mai scambiare l' Istituzione con la persona che in quel momento la rappresenta». Ma è anche vero che il programma ufficiale non prevede inviti a ministri e autorità del nuovo corso, a differenza degli anni passati quando campeggiavano i nomi di Prodi, Amato o Marini. E Maria Falcone s' affretta a precisare: «Quando ho preparato le tavole rotonde non si sapeva nemmeno chi avrebbe vinto le elezioni. E non ho potuto prestabilire un calendario di interventi. Così, ho ripiegato sulla formula "Saluti delle autorità presenti". Ma se Schifani che rappresenta la seconda carica dello Stato venisse, io sarei pronta ad accoglierlo come ho fatto l' anno scorso con Marini». E Schifani forse ci sarà. Non al bunker, ma in chiesa, per la messa pomeridiana. Con Raffaele Lombardo, il presidente della Regione ignaro di boatos e «niet»: «Se così fosse mi dispiacerebbe. Ma non cambierebbe nulla su quel che penso io di questi uomini che hanno dato la vita per difendere la legalità e la nostra terra». E arriva anche Angelino Alfano, alla prima uscita da Guardasigilli a Palermo. Nemmeno lui al bunker, ma al palazzo di giustizia. Invitato dall' Anm qui presieduta da Guido Lo Forte che ha chiamato da Torino Giancarlo Caselli. Tutti insieme, nella città degli «eroi per sempre». 

 

CORRIERE DELLA SERA

 
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  • La Rivista

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    In edicola dal 28 maggio 2008

    In questo numero:

    Stragi ’93. Parla l’avvocato di Riina, Luca Cianferoni in un’intervista esclusiva al nostro direttore Giorgio Bongiovanni.
    I risultati delle elezioni politiche 2008. Approfondimento sulla figura di Marcello Dell’Utri: Attenti a quell’uomo.
    Pericolosi risvolti nella procura calabrese al centro di importanti inchieste. Dalle cimici, ai corvi è come un assedio.
    Calcestruzzi spa sotto inchiesta. Contatto con Cosa Nostra. Nuove collaborazioni e successivi arresti. E’ la fine del sistema Lo Piccolo. Proseguono i grandi processi a Palermo. Da Mercadante a Borzacchelli. Nuova inchiesta su Cuffaro.
    La relazione della Commissione Antimafia sulle grandi capacità d’infiltrazione della ‘Ndrangheta.
    Csm e Anm sotto accusa. Responsabilità e i silenzi nel caso De Magistris. Speciale droga. Le sostanze che invadono l’Europa.
    Le ultime novità del processo “De Mauro”.
    Ed altro ancora…

     

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  • Editoriale

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    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


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  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


    Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero.
    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

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