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di Giuseppe Lo Re - 22 maggio 2008
Catanzaro. Escono dall'inchiesta Cesa, Pittelli e il gen. Cretella. Ridotte le accuse per Chiaravalloti, Galati, Papello e Basile.
L'inchiesta "Poseidone" perde pezzi: cade l'ipotesi della "cupola" che avrebbe veicolato e gestito finanziamenti milionari per la depurazione in Calabria. Il gip di Catanzaro Tiziana Macrì ha depositato ieri pomeriggio il provvedimento col quale vengono accolte le richieste di archiviazione avanzate al giudice per le indagini preliminari lo scorso 8 aprile dal pm Salvatore Curcio, titolare del fascicolo dopo la revoca della delega a Luigi De Magistris.
La decisione del gip coincide in toto con le richieste della Procura. Gli indagati la cui posizione è stata archiviata sono: il segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa, il deputato del Pdl e coordinatore regionale di Forza Italia Giancarlo Pittelli, il generale della Guardia di Finanza Walter Cretella Lombardo (recentemente nominato comandante delle Unità speciali delle Fiamme gialle), l'ex esponente dell'Udc e attuale parlamentare del Pdl Giuseppe Galati, l'ex presidente della Regione Calabria e attuale vicepresidente dell'Ufficio del garante per la privacy Giuseppe Chiaravalloti, il consigliere d'amministrazione di Finmeccanica ed ex parlamentare della Dc Franco Bonferroni, l'ex subcommissario per l'emergenza ambientale in Calabria Giovambattista Papello, l'ex assessore regionale all'ambiente Domenico Basile, il responsabile del consorzio Eurosviluppo industriale Aldo Bonaldi e Fabio Schettini (ex capo della segreteria di Franco Frattini).
Per Cesa, Pittelli e Cretella Lombardo l'archiviazione chiesta dalla Procura e confermata dal gip riguarda tutte le ipotesi di reato. Nello specifico, a carico di tutti e tre è stata archiviata l'accusa relativa alla violazione della legge Anselmi sulle società segrete; per Cretella Lombardo e Pittelli è stata archiviata anche l'associazione per delinquere mentre per il solo Pittelli è stata archiviata anche l'ipotesi di riciclaggio.
Per gli altri indagati il provvedimento del giudice per le indagini preliminari è più articolato e riguarda il reato di associazione e la violazione della legge Anselmi, mentre restano ancora al vaglio della Procura altre ipotesi di reato.
Nell'inchiesta Poseidone, avviata nel 2005 dal pm De Magistris, sono indagate un centinaio di persone per presunti illeciti nell'ambito della depurazione in Calabria. Nei mesi scorsi l'ex procuratore della Repubblica Mariano Lombardi revocò la delega a De Magistris dopo che il pm, senza informarlo preventivamente, iscrisse nel registro degli indagati Giancarlo Pittelli. Fra l'altro le vicende legate alla gestione dell'inchiesta sono state al centro del procedimento disciplinare celebrato dal Csm ai danni di De Magistris e sono tuttora oggetto d'indagine da parte della Procura di Salerno.
Doppo la decisione di Lombardi (oggi in pensione), i novanta faldoni di Poseidone passarono quindi al pm Salvatore Curcio, che tuttora sta coordinando l'indagine. Il passaggio di ieri segna una tappa importante ma certo non definitiva. Di certo, con la decisione del gip crolla l'ipotesi che alcuni degli indagati abbiano costituito una loggia massonica segreta.
LA GAZZETTA DEL SUD
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