Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Saturday
Jan 10th
Home arrow Informazione arrow Mandanti occulti arrow Falcone e Borsellino. Le foto e le menzogne del Corriere
Falcone e Borsellino. Le foto e le menzogne del Corriere PDF Stampa E-mail

salvatore-borsellino-gif2.gif

di Salvatore Borsellino - 22 maggio 2008
Titolo di ieri sulla prima pagina del Corriere della Sera: "Falcone e Borsellino: le foto e le liti tra familiari". Il titolo è affibbiato ad un articolo di Felice Cavallaro che...




dopo una breve introduzione sulla prima pagina, prosegue a pagina 20, su sei colonne, e già il titolo cambia in "Manifesti con Falcone e Borsellino, parenti divisi sull'idea del Comune". Segue un sottotitolo che invece di chiarire confonde ulteriormente le idee "Niente foto a chi considera Mangano un eroe". "Polemiche fuori luogo".
Non si capisce infatti a chi, come risulta letteralmente dalla frase riportata fraudolentemente tra virgolette come se fosse una citazione, non dovrebbero essere scattate delle foto, se a Berlusconi, a Dell'Utri, a Schifani o a tutti e tre in gruppo.
Tutto ha origine da una mia dichiarazione all'Ansa in seguito a una telefonata di Lirio Abbate.
La mia dichiarazione, che non viene assolutamente riportata nell'articolo perchè smaschererebbe all'origine la mistificazione messa in piedi dal Corriere, è la seguente:
"Prima di andare a commemorare Falcone e Borsellino i politici come Berlusconi o Schifani dichiarino chi deve essere considerato un eroe. E se continuano a sostenere che persone come Vittorio Mangano sono eroi, allora che si astengano dall'andare a sporcare la memoria delle vittime di mafia".
Insieme a questa c'è una dichiarazione del figlio del procuratore aggiunto Paolo Borsellino, Manfredi e di Alfredo Morvillo, fratello di Francesca e cognato di Giovanni Falcone, anche questa, per la stessa ragione, completamente ignorata dal Corriere, che, riferendosi ai manifesti con la foto di Paolo e Giovanni di cui è stata tappezzata Palermo, dichiarano :
"Questa non può che essere la risposta della città di Palermo alle parole di chi pubblicamente e reiteratamente aveva indicato al Paese come eroe un noto uomo di mafia". "Quelle parole costituiscono una grave offesa alla memoria di tutti quei servitori dello Stato che hanno perso la vita proprio a causa del loro impegno contro la mafia".
II riferimento è evidentemente alle sciagurate parole di chi ha sporcato l'Istituzione che è stato chiamato ad occupare dichiarando, in pieno accordo con un inquisito e condannato per mafia come Dell'Utri, che lo stallere di Arcore, Vittorio Mangano, morto in carcere mentre scontava le sue numerose condanne per associazione mafiosa e altri gravi reati dello stesso tipo, deve essere considerato un eroe.
Questa è vera e propria disinformazione: si prende una notizia e invece di commentarla per quello che è e per quello che dice, le si affibbia un titolo ad effetto e si cerca di giocare su pretesi dissapori tra i parenti delle vittime di mafia anche se per questo si debbono distorcere le notizie o inventarle di sana pianta. Poi si virgolettano delle frasi facendo intendere che siano state testualmente pronunciate da qualcuno che invece, in quei termini, non lo ha mai fatto.
Il 17 Luglio del 2007, quando, dopo anni di silenzio, ho ricominciato a parlare, perchè la rabbia che cresceva ogni giorno dentro di me nel constatare come l'indignazione della gente seguita alle stragi del 1992 si fosse ormai affievolita se non del tutto spenta, ho scritto una  lettera aperta intitolata "19 Luglio 1992: Una strage di Stato".
Da allora ho scritto tante lettere aperte e ho mandato tanti comunicati ANSA, tutti si sono diffusi come un virus sulla rete ma nessuno o quasi è stato pubblicato sulla stampa nazionale se non, in qualche caso, tramite poche righe enucleate dal contesto e quindi quasi incomprensibili ai più.
In alcuni casi, come in quello della polemica con il ministro Mancino a proposito delle sue amnesie croniche relative all'incontro da lui avuto il 1° Luglio 1992 con Paolo Borsellino e nel quale può essere ricercata la causa scatenante dell'attentato che gli costò la vita, non sono state pubblicate nemmeno le mie repliche alle false affermazioni di Mancino anche se richieste ai sensi della legge sulla stampa.
In compenso a fronte di una mia dichiarazione all'Ansa sull'ignominioso comportamento di chi, al vertice delle Istituzioni, da un lato proclama eroe un criminale come Vittorio Mangano e dall'altro pretende di presentarsi a Palermo e fingere di onorare due giudici dei quali dovrebbe astenersi dal pronunciare, per non sporcarlo, anche il solo nome, si monta e si mette in evidenza una notizia travisando sia il senso che le parole di una mia dichiarazione.
Ho un profondo rispetto per le Istituzioni ed è proprio per questo che vorrei che non venissero sporcate da chi, in maniera indegna, le occupa.


L'articolo pubblicato il 21 maggio dal Corriere della Sera

 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Video

L'approfondimento di antimafiaduemila

newsletter-home.jpg


Pandora tv

pandora-web-2.gif




Processi by radioradicale

banner-processi-ok.gif

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Google Adv


Libri

colletti-sporchi-home.jpg

Libri

il-ritorno-del-principe-hom.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg