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L’Italia collabora con la “pattumiera del mondo” PDF Stampa E-mail
La recente decisione della Duma (6 giugno 2001) di cancellare il bando imposto nel ’91 all’importazione di scorie radioattive, nonostante il dissenso manifestato dall’opinione pubblica, ha generato parecchie perplessità. Con questa scelta infatti, che farà della Russia la “pattumiera” nucleare del mondo, si spera di poter ricavare il denaro necessario al riciclo di combustibile proveniente dai reattori atomici russi. Per i prossimi dieci anni la C.S.I. importerà i veleni degli altri Paesi. Dopo tre anni di discussioni il Minatom (Ministero per l’energia atomica) ha avuto la meglio sulla Duma che, per la verità, ha opposto ben poca resistenza: 243 voti a favore e 125 contrari. E per gli esperti del Minatom non è stato certo difficile ottenere questi risultati. Basti pensare che in Russia vi sono 430mila tonnellate di scorie nucleari prodotte da centinaia di reattori stile Cernobyl, nonché decine di sommergibili atomici che arrugginiscono nei porti assieme al loro carico.
La legge approvata in via definitiva prevede un’importazione di una tonnellata di combustibile l’anno nel periodo 2002-2012, di conservarla per dieci anni e di avviarne il riciclaggio dal 2021. Per lo stoccaggio sono stati scelti due siti già noti per lo scaricamento, in passato, di sostanze tossiche, cioè lo stabilimento Majak (Urali) e la centrale di Zhelernogorsk (Siberia Meridionale). Secondo le stime del Minatom l’incasso di tale operazione dovrebbe aggirarsi attorno ai venti miliardi di dollari. Di questi soldi un terzo sarà destinato a coprire i costi del riciclaggio, un terzo servirà a costruire gli stabilimenti per il trattamento delle scorie mentre, con la parte restante, saranno finanziati i programmi cosiddetti di utilità sociale, verranno cioè ripulite le discariche atomiche in Siberia, negli Urali e nell’Estremo Oriente.
Il presidente della speciale commissione della Duma Robert Nigmatullin ha ottimisticamente affermato che <<una tonnellata di combustibile non corrisponde neanche ad un vagone ferroviario…>>. E, ancora, che <<la California custodisce tremila tonnellate di residui nucleari, ma nessuno si è mai azzardato a dire che gli Stati Uniti sono la pattumiera del mondo!>>. La speranza degli strateghi russi è che molti Paesi come Cina, Giappone, Taiwan, Iran e gli ex satelliti dell’Est europeo, depositino le loro scorie in Russia, sottraendosi al monopolio oggi detenuto da Francia e Gran Bretagna. La situazione, per la sua estrema gravità, si commenta da sé …. comunque, nulla di strano, per uno Stato che, oggi, non è che l’ombra di sé stesso. Da grande impero quale era, la seconda potenza mondiale, non ne è rimasto che un miraggio lontano soffocato dal crimine organizzato e dalla corruzione. Certamente in tutto questo ha influito il fatto che, in Russia, non esistevano leggi per contrastare la corruzione che, proprio per questo motivo, è divenuta un fenomeno che ha coinvolto molti alti funzionari del Governo, nonché esponenti delle forze dell’ordine. Ma, se fino a qualche anno fa, la C.S.I. era retta da governi forti, il colpo di grazia è arrivato con l’elezione dell’ultimo presidente, Vladimir Putin, che molti ritenevano un uomo adatto a svolgere il ruolo che gli era stato conferito, ma le cose non sono andate proprio come tanti si aspettavano. La linea scelta da Putin a quanto pare sta mettendo in discussione molte conquiste democratiche e la libertà di stampa che, pur se limitate, hanno comunque costituito un grande passo avanti compiuto nella prima fase della transizione russa. E le soluzioni politiche non sono più in grado di controllare territori tanto vasti quanto quelli della Russia. Putin sta tradendo la fiducia che gli era stata data, però la strategia adottata dal momento della sua elezione e finora seguita ancora non cambia e, a dimostrarlo, sono sufficienti i voti conferiti dalla Duma che hanno annullato il decreto con cui dieci anni fa Eltsin aveva impedito che il suo Paese divenisse la discarica mondiale per i rifiuti radioattivi.
Tra le altre cose l’intesa perfetta che si è creata tra Putin ed il nostro nuovo presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,  che comunque non è stata proprio una sorpresa, non è poi così rassicurante… . Il Cremlino è sempre stato molto prudente nel reagire alle elezioni degli altri Stati e, Putin, spesso accusato di essere provocatorio nelle relazioni internazionali, nei confronti di Berlusconi è invece assolutamente ben disposto. E il Cavaliere sa di poter contare sulla sua stima e collaborazione. Inoltre, il portavoce del ministero degli Esteri Aleksandr Iakovienko avrebbe dichiarato che la Russia sa che <<Silvio Berlusconi vorrebbe un consolidamento delle relazioni, già eccellenti, tra Roma e Mosca>>, ricordando in particolare gli ottimi rapporti con il presidente di Forza Italia e insistendo sul rispetto di Mosca per la scelta democratica italiana. Nel ’94, durante una visita a San Pietroburgo di Berlusconi, quest’ultimo e l’allora presidente russo Boris Eltsin, firmarono un trattato bilaterale di amicizia e cooperazione. All’epoca Putin era vice sindaco di San Pietroburgo, oggi è presidente del Cremlino, ma da allora nulla sembra essere mutato. Quel trattato ha permesso agli imprenditori italiani di allargare il loro giro d’affari al mercato russo: oggi l’interscambio tra i due Paesi ammonta a 55 miliardi di dollari annui e l’Italia è il più importante partner commerciale della Russia, seconda solo alla Germania. Putin è un liberista e quindi sarà difficile che tra lui e Berlusconi possano nascere disguidi politici o ideologici, dato che quest’ultimo crede profondamente nel libero mercato, e poi, entrambi non sopportano i comunisti! Così Mosca vuole intensificare i rapporti a livello politico, economico e culturale con il nostro Paese, trovando l’Italia assolutamente concorde.
J.P.

 
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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

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    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
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