La Rivista
Editoriali
La strada della legalità n°13 | La strada della legalità n°13 |
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..UNA COSA NOSTRA… -potere,volere,dovere- La mafia si può combattere, ma bisogna volerlo. La mafia c’è perché qualcuno vuole che ci sia e riesce ad essere più forte, di Noi. Perché non siamo abbastanza vivi. Perché Giovanni Falcone può essere ucciso. Perché Bernando Provenzano può essere “latitante” da anni. Il 22-2-01 è successa una cosa “ben poco normale”: c’è stato un incontro, si è parlato, a scuola, di fatti quali quelli di Capaci, di Via d’Amelio, di Via dei Georgofili, di Cosa Nostra,... Roma, Milano,.. mafia e antimafia, attraverso testimonianze, attraverso pensieri, sentimenti ed emozioni, verità, parole. Attraverso. Attraversando il problema, l’argomento, “la questione”. Col rischio di essere “investiti”, ma senza la “paura di dire”. Forse una nuova occasione per far uscire dall’angusto spazio degli addetti ai lavori il bisogno di verità. Il bisogno di giustizia. Ci sono certi argomenti, certi discorsi, certe “questioni”, che “non si devono sapere”, che Loro non vogliono farci sapere. Vogliamo conoscerli questi “Loro”, capire perché e capire chi sono. Dargli un volto, una voce, e dargli la “nostra” risposta. Riscontro una certa disinformazione, e mi sono chiesta “perché?”. L’informazione oggi ci arriva principalmente dai mass media, e allora, non a caso forse, si assiste, al controllo dei media. I telegiornali poi dovrebbero essere fonte e forma di informazione e sempre più spesso si parla di “fattucci” e basta, non si parla di “certe questioni”: che informazione è questa? I tg devono essere una fonte di informazione, non un cabaret! E invece sono anche già interrotti dalla pubblicità (specie in alcune reti televisive quali Mediaset ad esempio). Si è cominciato ad “agire” per “stare tranquilli”. L’opposizione non si vede, non c’è, non si sente, non è più opposizione. Così mi chiedo: dove va a finire la mediazione, (e la sovranità del popolo): principi base della “nostra” democrazia? Svegliamoci cristo! Quella del 22-2-01 è stata “una cosa nostra”, nel senso che si è istituito un Dialogo, che è già potere: l’abbiamo voluto! Un mese dopo (il 23-3-01), ho voluto riunirmi con i miei compagni di scuola, quelli che volevano. Beh, non eravamo tanti: i professori; il tempo; forse la paura, ma tutti quelli che c’erano e c’erano stati si ricordavano bene quel giorno! È venuto fuori molto chiaro che il tema trattato, i fatti, sono importanti, e ci è piaciuta molto la gestione di Travaglio: vivace e interessante; ma non c’è la cultura necessaria spesso per affrontare certi argomenti, e scolasticamente bisognerebbe parlarne di più. Vorremmo se ne parlasse di più. C’è stato inizialmente una sorta di imbarazzo generale e subito si è sentita forse la necessità di uno come Marco (Travaglio), di qualcuno che cominciasse a parlare, di qualcuno che gestisse il discorso, di ascoltare più che altro. Poi, man mano, la discussione si è ben avviata e le riflessioni si sono sviluppate intensamente. Ci siamo resi conto appunto che era stata una cosa nostra: non in tutte le scuole si hanno queste opportunità, se ne parla, anzi, anche per noi era una cosa abbastanza nuova, almeno “così”, e le modalità sono importanti. Una cosa nostra perché l’abbiamo sentita molto. Io l’ho sentita una cosa molto vicina, molto mia, molto nostra. Per quello che è stato detto, per come è stato detto, per come se ne è parlato, per come Marco ha parlato. Per la luce che dava. (E per i valori in campo. Una sfida forse). E così voglio cogliere l’opportunità per dirgli grazie. A lui specialmente e a tutti quelli che non stanno zitti, che si fanno sentire. Che fanno sentire che “ci sono”. Che ci sono e lavorano; quelli che sono svegli; quelli che forse appaiono meno, e sicuramente sorridono meno davanti ad “una nazione in ginocchio” che è sempre la nostra Italia, ma ci sono più dentro, quelli che lottano ancora; quelli forse meno “tranquilli”, ma che parlano tranquillamente di certi argomenti e possono permettersi di parlarne, e magari anche studiare o semplicemente partecipare a programmi televisivi (satirici, o meno). Un grazie a tutti quelli che sono in piedi, e cercano, cercano risposte, e continuano a porre e porsi domande. Ed è stata ancora “una cosa nostra” lo straordinario, io credo, convegno tenuto all’ITIS A.Avogadro al quale hanno partecipato tra gli altri Darli de Fatima Sampaio, venuta direttamente dal Brasile, per il Cefuria, che interagisce ed è di appoggio a molti movimenti popolari brasiliani; Rete di Lilliput; Luciano Violante; Giancarlo Caselli; Libera; Luigi Ciotti. 25 aprile. Opportunità voluta, creata, organizzata, dai ragazzi di ACMOS, da persone che amano e credono in quello che fanno, da persone e non da personaggi. Manifestazione di convinzione e memoria delle radici, dei valori della resistenza antitotalitaria, dentro persone, uomini e donne, che possono sentirsi e dichiararsi tali. Ed eravamo in piedi anche e ancora una volta quando il 21-3 (in un’altra manifestazione di Movimento e Resistenza, che è stata organizzata da LIBERA, CAP&CooCAP, ACMOS, Gruppo Abele, da noi, e soprattutto “che è stata”) abbiamo camminato per le strade di Torino, scandendo i nomi delle vite spezzate dalle mafie, come un fiume, un fiume di sangue e un fiume di gente. Per la memoria e l’impegno, per “tenere alta l’attenzione” di tutti sulla lotta alle mafie del nostro Paese. Perché la criminalità organizzata, la mafia, continua ad essere un problema che soffoca la nostra democrazia, che uccide e violenta migliaia di vite. Più di 500 nomi di persone come noi, distrutti dalla violenza mafiosa, e dal cinismo di chi “lascia che sia”. Abbiamo detto che le mafie si possono sconfiggere, e chi è oppresso si può liberare, se continuiamo a sognare, ad amare, ad indignarci, a lottare. La morte di Giovanni Falcone ha aperto e segnato una nuova stagione dell’antimafia (e della mafia), la stagione della speranza. Non molliamo. In quel fiume c’era una rosa bianca. Hasta Siempre, Helen Esther Nevola, studentessa di 3A Liceo Scient. Tecnologico all’ITIS “Amedeo Avogadro”. ALL'I.T.C. "Don Michele Arena" di Sciacca Convegno contro la mafia L'Istituto Tecnico Commerciale di Sciacca ha organizzato, nell'aprile di quest'anno - nell'ambito delle attività previste dal POF per la formazione di una coscienza civile e per diffondere il rispetto della legalità - presso l'Auditorium, recentemente inaugurato, nell'ex Convento S. Francesco di Sciacca un convegno sul tema "Mafia, problema nazionale". Alla manifestazione hanno partecipato figure prestigiose, impegnate nella lotta contro la mafia a livello nazionale: magistrati, operatori del mondo della scuola, il Presidente della Fondazione intitolata ad "Accurcio Miraglia" un sindacalista di Sciacca ucciso dalla mafia nel dopoguerra e naturalmente gli studenti dell'Istituto che, al termine delle relazioni, hanno posto interessanti domande agli intervenuti. Gli illustri relatori hanno dato il loro rilevante contributo per creare una coscienza civile, approfondendo gli aspetti culturali, storici, sociali e legali del fenomeno mafioso ed hanno svolto una notevole opera di sensibilizzazione civica, volta ad educare i giovani attraverso la diffusione dei valori della legalità, della democrazia e del rispetto reciproco. Spesso i giovani sono portati a ritenere che questi convegni non servano a niente, ma sbagliano perché atteggiamenti se non di connivenza, ma di giustificazione o indifferenza nei confronti del fenomeno mafioso permangono in alcuni strati della popolazione. Soprattutto, però, gli anziani continuano a favoleggiare di una mafia buona del tempo passato, che invece la storia ed i convegni come questo dimostrano che non è mai esistita. La mafia è sempre stata sopraffazione, si è sempre posta a servizio dei più forti per ricacciare indietro le conquiste sociali e far permanere larghi strati della popolazione nella paura e nel bisogno, pensando ai suoi traffici ed ai suoi arricchimenti illeciti. Il convegno ha poi portato i giovani presenti a pensare che il rispetto della legalità deve in ogni caso partire dal rispetto delle regole più elementari di civile convivenza. Soprattutto in tema di educazione stradale, campo nel quale il mancato rispetto delle norme del codice della strada porta a conseguenze tremende per tantissime famiglie, colpite da lutti terribili, che spesso frettolosamente si attribuiscono alla fatalità. In ogni caso l'agire di tutti noi deve essere ispirato ai principi del rispetto degli altri e della convinzione che i nostri diritti terminano nel momento in cui cominciano i diritti degli altri. Accurcio Gerardi Classe V A |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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