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Arrestato il boss latitante Angelo Nuvoletta PDF Stampa E-mail

18 maggio 2001

Napoli. Il 17 maggio scorso è stato catturato Angelo Nuvoletta, l’ultimo padrino della famiglia camorrista maggiormente correlata a Cosa Nostra, latitante dal 1994 ma irreperibile già dal 17 giugno 1984. Quaranta agenti della Dia sono entrati in azione in un condomino  nella zona dei Carrisi a pochi passi dal Municipio di Marano e il latitante ha tentato una fuga sui tetti ma è stato bloccato dagli agenti. Una folla di persone tifava per il boss:<<Sbirri bastardi… liberatelo, non ha fatto niente>> Un investigatore racconta: <<Siamo stati trattati come dei pericolosi invasori, quasi fosse lui il buono e noi i cattivi>>. Gli agenti hanno avuto la certezza che fosse lo stesso Nuvoletta “dal mignolo destro spezzato” da una pallottola in un conflitto a fuoco nei primi anni ’80. Gli investigatori nel covo del camorrista, un appartamento di proprietà di un pasticciere Francesco Verde arrestato insieme ad Alfredo Sepe per favoreggiamento, hanno trovato numerosi block-notes e fogli di carta pieni di appunti. Materiale prezioso che potrebbe aprire nuovi filoni investigativi. Secondo indiscrezioni sarebbero emerse  numerose indicazioni su possibili interventi dell’organizzazione criminale nelle competizioni elettorali. Dopo due anni di indagini coordinate dai pm della procura Giuseppe Borrelli e Luigi De Magistris, il rifugio è stato individuato, dieci giorni fa, grazie ad  intercettazioni ambientali, a poca distanza dalla Tenuta di Poggio Vallesana quartier generale della famiglia. Un luogo, questo, dove i capi di Cosa Nostra soggiornavano e dove Mutolo appena scarcerato da Poggio Reale si incontrò con Riina. Angelo Nuvoletta portato in questura presso il dirigente della Dia Guido Longo ha detto:<<Dottò, mi avete preso, ma ho giurato a me stesso che non mi pentirò mai. Io non sono un infame. Quelli lì hanno rovinato la Camorra…>>. Poi è stato trasferito nel carcere di Poggio Reale. Dovrà scontare una condanna all’ergastolo in quanto mandante dell’omicidio di Giancarlo Siani corrispondente de Il Mattino. Il procuratore capo di Napoli Angelo Cordova in conferenza stampa ha ricordato che Siani <<venne ucciso oltre che per la pressione determinata dal suo impegno civile, che si traduceva in continue inchieste giornalistiche sul malaffare di Torre Annunziata e sui rapporti fra i clan Gionta e la locale amministrazione comunale, anche per aver osato ipotizzare il coinvolgimento di Angelo Nuvoletta nell’arresto di Valentino Gionta>>.  Ha poi messo in evidenza che indagini delicate  come quelle sul clan Marano hanno bisogno <<di risorse che oggi non ci sono>>. Infatti, prima delle ordinanze cautelari sui clan di Pompei, <<l’ufficio ha impiegato tre mesi per fotocopiare gli atti: non è certo un esempio di giustizia veloce>>, ha commentato il magistrato.
M.C.

 
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    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
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    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

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    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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