La Rivista
Editoriali
La strada della legalità n°16 | La strada della legalità n°16 |
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Don Attilio Foscaldi: da anni impegnato nella lotta all’usura <<Poc’anzi, purtroppo, è arrivata la solita telefonata. Si tratta di una persona che chiama da un paese nei pressi di Rossano. Ha bisogno, con urgenza, di essere ascoltata in quanto la sua azienda sta attraversando delle grosse difficoltà e ha necessità di una somma di denaro… >>. A parlare dall’altra parte del filo è Don Attilio Foscaldi, Direttore dell’ufficio della Caritas Diocesana e Presidente della Fondazione Antiusura “S. Matteo Apostolo” di Cassano Jonio. <<Questa telefonata - mi spiega Don Attilio - è arrivata 10 minuti fa. Ho fissato l’appuntamento per il prossimo giovedì, sperando di poter intervenire positivamente>>. Don Attilio è abituato a chiamate di questo tipo, mentre io ancora incredula gli chiedo come nasce l’idea di creare una fondazione antiusura. Con la sua voce molto rassicurante inizia a raccontare. <<Siamo negli anni 1991-92 quando, a Cassano e nella Sibaritide, si verifica una forte esplosione di criminalità. Il Vescovo di allora, Monsignor Andrea Mugione, prende amaramente atto, grazie anche a delle confidenze di alcuni cittadini, che il fenomeno dell’usura serpeggia in modo indisturbato nel territorio, dal mondo della cultura a quello della politica, dall’ambiente professionale a quello familiare, a quello imprenditoriale: ovunque c’è denaro, là è sempre vigile e presente l’occhio dell’usuraio, sempre o comunque collegato alla criminalità organizzata, pronta a calpestare – sfruttando la debolezza o con minacce – la dignità del malcapitato. Da qui la necessità dello stesso Vescovo di porre il fenomeno dell’usura come “emergenza pastorale”>>. <<Io – spiega Don Attilio – mi sono reso disponibile per avviare dei contatti. Sapevo dell’esperienza di Padre Massimo Rastrelli, a Napoli. Abbiamo preso accordi con lui e avviato un primo cammino di educazione alla solidarietà e alla sobrietà. Ci siamo dati da fare per sensibilizzare le coscienze, punto di partenza per la trasformazione di qualsiasi società>>. Non sono mancati quindi nel territorio incontri e dibattiti come quello del 9 dicembre 1993 “Con l’usura si vendono casa, moglie e figli” organizzato dal direttore della Caritas Diocesana. Questi, in tale occasione ha messo in evidenza la gravità del fenomeno e stimolato alcuni volontari ad una prima azione preventiva. <<Abbiamo sostenuto molta gente soprattutto della Locride, della Piana di Gioia Tauro, del Vibonese, di Paola, di Cosenza, di Corigliano etc. – ribadisce Don Attilio – ed in tanti ci hanno ringraziato perché finalmente avevano trovato qualcuno che li poteva ascoltare ed aiutare>>. A tutt’oggi nel territorio calabrese le Fondazioni Antiusura sono presenti anche a Catanzaro, Crotone, Lamezia, Cosenza e Locri. Nel corso di circa tre anni di prevenzione c’è stato un forte aumento delle richieste di aiuto, segno che quel muro dell’omertà, seppure in piccola parte, si stava abbattendo. Il 7 marzo del 1996 si giunge a creare la Fondazione Antiusura “S. Matteo Apostolo” a Cassano All’Ionio. << Senza saperlo – dice Don Attilio - abbiamo costituito l’atto notarile della fondazione lo stesso giorno in cui lo Stato ha approvato la legge 108 sull’usura>>. La fondazione, oltre a continuare l’opera di prevenzione, sostiene economicamente le vittime dell’usura. <<Attualmente al suo interno oltre alla mia presenza quotidiana e a quella di due dipendenti – racconta Don Attilio – c’è la preziosa opera dei membri del Consiglio di Amministrazione che, puntualmente, ogni giovedì si dedicano volontariamente ai colloqui con le persone. Tant’è che dal 1996 al settembre 2001 la Fondazione ha ascoltato più di 600 casi provenienti da tutta la Calabria. Ogni caso è una storia e dietro ogni storia ci sono vite, ci sono drammi familiari, ci sono sofferenze. A tutt’oggi abbiamo risolto circa 300 casi. E’ un bel numero! se consideriamo che la nostra è una realtà piccola, nata dalla buona volontà di poche persone>> conclude il Presidente. <<Purtroppo - mi spiega Don Attilio - quando noi interveniamo le persone sono già in questa “rete”. La maggior parte delle volte, poi, non sono gli interessati che ci chiamano direttamente ma intermediari – che molto spesso sono parroci -. Il primo consiglio che diamo a chi ci chiama è quello di dire la verità fino in fondo. L’intervento deve essere immediato, ma anche risolutore. Bisogna estinguere tutta la somma, altrimenti la persona rientra in un vortice drammatico. Per fare ottenere i fondi, prima possibile, ci appoggiamo ad alcune banche con la documentazione necessaria, inviando la pratica alla banca interessata. La Fondazione offre diversi vantaggi: la preziosità dell’ascolto, la garanzia del 50% sulla somma erogata ed un tasso di interesse non superiore al 7%>>. Data l’estrema urgenza dei casi trattati, l’ascolto deve avvenire nell’arco di pochi giorni e già prima di un mese la persona interessata ha a disposizione il denaro che ha chiesto. Il problema usura non è da sottovalutare. Molto spesso si insidia in un piccolo prestito che serve, per esempio, a pagare le spese della Prima Comunione, la Cresima oppure per l’acquisto di mobili per il matrimonio ecc.; così da 5 milioni si arriva molto velocemente a cinquanta, cento milioni. A quel punto si è costretti a dare via la macchina, la propria casa e talvolta abbiamo avuto la testimonianza di persone che hanno dovuto vendere anche il proprio corpo. La lettura della realtà sociale calabrese non è positiva, sostiene Don Foscaldi. Il fenomeno è giunto a livelli talmente alti che privati, ditte e imprese sono un po’ succubi di questa delinquenza. Non solo, questo “male” contagia anche molte casalinghe che, chiuse nelle loro case, diventano il braccio e la bocca di questi criminali. Gli interventi preventivi devono iniziare vivendo onestamente a casa propria e vivendo i valori nel proprio cuore! <<Nel mio piccolo, mi sento di dire - ribadisce Don Attilio - che ognuno dovrebbe accontentarsi di vivere nella propria dignità e nell’essenziale. Tutto questo tra le nostre popolazioni non c’è perché non ci si accontenta. C’è questo volersi arricchire a tutti i costi, dare ai propri figli tutto a costo di fare debiti. Questo porta a vivere nell’irregolarità e nell’imbroglio. Spesso i giovani allettati o illusi da false promesse, si trovano in situazioni difficili e trascurano di fare nella propria vita il bene>>. Bisognerebbe far ricrescere la speranza, ma la speranza deve essere accompagnata anche dalla parola, anche della denuncia, una parola che da noi non esiste! Bisognerebbe dire le cose un po’ più chiaramente, certamente con l’esempio e con la testimonianza! E’ indispensabile, quindi, una maggior presa di coscienza da parte dei singoli cittadini, superando anche il vittimismo ed il piangere su sé stessi. Ci vorrebbe anche una maggiore educazione alla legalità, che molto spesso manca… La stessa società civile è molto lontana da questa realtà. <<Anche noi come Chiesa dobbiamo fare di più perché talvolta ci lasciamo condizionare da questo camminare lento, faticoso, appesantito…>> Occorrerebbe avere più coraggio! BOX1 DIOCESI DI CASSANO ALLO IONIO FONDAZIONE ANTIUSURA “S. MATTEO APOSTOLO” Vico I° Terme, 5 – 87011 CASSANO ALL’IONIO Tel. 0981/71008 – Fax 71442 La Fondazione svolge AZIONE PREVENTIVA Sensibilizza le comunità Educa alla sobrietà, alla solidarietà, alla responsabilità AZIONE DI SOSTEGNO E RECUPERO: Ascolta le persone in difficoltà Intervento presso le banche per un prestito agevolato PER UNA ESPERIENZA DI SOLIDARIETÀ E DI CONDIVISIONE CONTRIBUSCI AL FONDO ANTIUSURA C/c postale: n.820878 intestato a Fondazione antiusura “S. Matteo Apostolo” C/c bancario: n.201959/75 del Banco Ambrosiano Veneto filiale di Cassano All’Ionio Coordinante bancarie COD. ABI 03069 – C.A.B. 80661. BOX2 Fondazione "Giovanni e Francesca Falcone" La Fondazione "Giovanni e Francesca Falcone", presieduta dalla Prof.ssa Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone, è stata costituita a Palermo il 10 dicembre 1992. Nello stesso anno ha ottenuto il riconoscimento giuridico e dal 1996, dall'ONU, quello dello status consultivo in qualità di Organizzazione non Governativa presso l'ECOSOC (Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite). Come si rileva dallo Statuto, scopo della Fondazione è quello di attuare iniziative del più alto interesse sociale e culturale, quali la promozione di attività culturali, di studio, di ricerca, di assistenza che favoriscano lo sviluppo di una cultura antimafiosa nella società e nei giovani in particolare, nonché la promozione del perfezionamento della professionalità degli apparati investigativi e giudiziari impegnati nell'azione di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso. L'impegno sociale e culturale della Fondazione non è quindi solo legato allo studio e all'approfondimento del fenomeno della criminalità organizzata di stampo mafioso, ma è di più ampio respiro. Un'attenzione privilegiata viene infatti riservata alla problematica pedagogico - educativa dei giovani e alla loro formazione, nel tentativo di realizzare una vera educazione permanente alla legalità attraverso iniziative di carattere sociale e culturale. Oggetto dell'attività della Fondazione è, anche, quello di favorire l'integrazione e la cooperazione tra i sistemi giudiziari europei e internazionali per un più efficace coordinamento di tutti gli Stati e delle Agenzie deputate alla prevenzione e repressione dei delitti di criminalità organizzata per una più rapida ed efficace azione di contrasto. La Fondazione realizza tali scopi attraverso: · organizzazione di incontri, convegni, seminari, corsi di studio e di educazione; · realizzazione e diffusione ricerche, studi, pubblicazioni e similari; · istituzione di borse di studio; · partecipazione ad altre fondazioni ed associazioni italiane ed estere che perseguono scopi similari. Per il conseguimento delle suddette finalità la Fondazione ha realizzato diverse iniziative che hanno contribuito ad accrescere il suo prestigio sia in ambito nazionale che internazionale. Annualmente la Fondazione organizza un convegno al quale prendono parte prestigiosi studiosi ed esperti italiani e stranieri sul fenomeno della criminalità organizzata, uomini politici e apparati dello Stato in genere. Tra i Convegni ricordiamo quello del 2001 a Bari dal titolo: "Seminari sul giusto processo". A poco più di un anno dal primo incontro seminariale svolto a Palermo, ed in occasione della conclusione dell’iter legislativo di modifica della normativa del codice penale, la Fondazione ha voluto organizzare un incontro in cui i relatori hanno aperto un confronto tra docenti universitari, avvocati e magistrati a beneficio dei giovani universitari provenienti dalle Università Italiane; e il convegno dal titolo: “Globalizzazione: etica, valori, regole”. In occasione del 9° anniversario della Strage di Capaci, la Fondazione ha voluto promuovere un incontro dedicato al delicato tema della utilità delle regole in tema di globalizzazione. Il convegno si è basato sugli interventi di Lawrence Klein, premio Nobel per l’economia anno 1980 e del Prof. Amartya Sen, premio Nobel per l’economia anno 1998. Il convegno è stato coordinato dal Prof. Dominik Salvatore della Fordham University di New York. Il Presidente della Fondazione ha, inoltre, svolto un'intensa attività educativa durante centinaia di incontri nelle scuole italiane nell'ambito dei progetti di educazione alla legalità e presso associazioni, ed ha rappresentato la Fondazione in numerosi incontri internazionali. Riceviamo e pubblichiamo Il 15 settembre del 1993 i fratelli Graviano, boss mafiosi del quartiere Brancaccio, e i loro killer ponevano fine nel modo più crudele alla vita terrena di padre Pino Puglisi. Il Comitato Intercondominiale ancora oggi vuole essere testimone coerente di quella esperienza, svolta fianco a fianco al parroco di San Gaetano, anche attraverso il ricordo di quanto insieme abbiamo fatto in quel quartiere fortemente condizionato dal potere politico-mafioso con il nostro sito web: www.angelfire.com/journal/puglisi . Con l'approssimarsi della ricorrenza della sua morte ci sembra giusto rendervi partecipi della nostra volontà di costituirci "parte civile" nei confronti dei Graviano e dei loro killer che il 29 giugno del 1993, due mesi e mezzo prima dell'omicidio di padre Puglisi, hanno dato fuoco alle porte delle abitazioni di tre componenti del nostro comitato (Romano, Guida, Martinez) per intimidirci ed indurci a porre termine al nostro impegno civile svolto con la collaborazione del nostro parroco. Presenteremo la nostra costituzione di "parte civile" in occasione del dibattimento processuale fissato per il 23 ottobre di quest'anno. Ci sembra il modo più giusto e coerente per ricordare e continuare il nostro impegno nel nome di padre Puglisi, un uomo che non ha esitato ad esporsi in prima persona per salvare noi. Il nostro sito web è stato aggiornato in ragione anche di questi ultimi eventi (costituzione parte civile) e chi lo vorrà potrà scaricare un video di circa 6 minuti che riguarda l'ultima messa di prima comunione officiata da padre Puglisi. Pino Martinez dell'Associazione Intercondominiale Quartiere Brancaccio. Al posto dell’Osservatorio Antimafia di Reggio Calabria si insedia a Catanzaro il “Comitato antimafia per l’educazione alla legalitá”. Dopo un’estate dalle roventi polemiche intorno alla chiusura dell’Osservatorio Antimafia di Reggio Calabria (diretto da Adriana Musella), si è insediato a Catanzaro il “Comitato antimafia per l’educazione alla legalitá”. Il presidente del Comitato, la prof.ssa Augusta Torricelli Frisina, giá preside dell’Ist. Tec. Com. per geometri “F. Severi” di Gioia Tauro, ha presentato i nuovi progetti scolastici inerenti temi di legalitá: l’istituzione di borse di studio per laureandi in corso d’anno delle tre universitá calabresi e la programmazione di un ciclo di formazione <<a distanza>> per docenti di ogni ordine e grado delle scuole calabresi con la predisposizione di un kit multimediale da utilizzare presso <<centri di ascolto>> scolastici e universitari. Per il “Comitato antimafia per l’educazione alla legalitá” molto lavoro da fare in una terra come la Calabria, dove la ‘Ndrangheta, insieme a tutte le sue ramificazioni con Cosa Nostra, affonda fortemente le proprie radici nel tessuto sociale locale. Un ultimo rammarico per la chiusura dell’Osservatorio Antimafia di Reggio Calabria in un momento nel quale si parla tanto di “collaborazione”. Probabilmente le forze politiche locali la pensavano diversamente. L.B. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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