La Rivista
Editoriali
Repubblica rivela: "Una talpa dietro la morte di Borsellino" | Repubblica rivela: "Una talpa dietro la morte di Borsellino" |
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Il quotidiano riporta presunte dichiarazioni secretate del pentito Giovanni Brusca di Monica Centofante Brusca ormai non ha più dubbi: il giudice Paolo Borsellino fu ucciso perché voleva fermare la trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa Nostra messa in atto in seguito alla strage di Capaci. E fu una “talpa” a farlo sapere alla mafia siciliana che accelerò la sua morte. Lo rivela Repubblica in un articolo datato 29 settembre a firma di Francesco Viviano nel quale sono riportati stralci delle recenti dichiarazioni rilasciate dal pentito Giovanni Brusca nel corso di un interrogatorio “supersecretato” dalle procure di Palermo e Firenze. Il collaborante, che non ha fatto i nomi degli interlocutori di Totò Riina nella trattativa avrebbe detto che l’uccisione di Paolo Borsellino era in progetto da anni ma che sarebbe stata accelerata in seguito alla morte di Falcone, cosa che trova conferma anche nelle rivelazioni del pentito Salvatore Cancemi. <<Dopo Falcone – avrebbe detto Brusca - Riina aveva programmato di uccidere l’ex ministro dc Calogero Mannino dandomi l’incarico di eseguirlo. Improvvisamente cambiò decisione, e mi disse che c’era un lavoro più urgente da fare, l’assassinio del giudice Paolo Borsellino>>. Giovanni Brusca ha riferito ancora di aver saputo direttamente da Riina, nel corso di una riunione della “Commissione” alla quale parteciparono anche i boss Salvatore Cancemi e Salvatore Biondino, che era in corso una “trattativa” con lo Stato nella quale la mafia avanzava le richieste contenute nel cosiddetto “papello” in cambio dell’interruzione della strategia stragista. <<In quell’occasione – continua Brusca – Biondino fece vedere a Totò Riina i verbali di un interrogatorio del pentito Gaspare Mutolo che era stato ascoltato dal giudice Paolo Borsellino due giorni prima della strage dicendo: <Quando Mutolo dice le cose vere nessuno gli crede>>>. Nell’interrogatorio Mutolo raccontava di essersi incontrato con Borsellino due giorni prima della sua morte: <<Io dissi al giudice Borsellino che non volevo verbalizzare niente su quello che sapevo su alcuni giudici e su alcuni funzionari dello Stato collusi se prima non parlavo della mafia. E mentre m’interrogava Borsellino interruppe la conversazione e mi disse: <Sai Gaspare, debbo smettere perché mi ha telefonato il ministro, manco una mezz’oretta e ritorno>. E quando il giudice ritornò era tutto arrabbiato, agitato, preoccupato, fumava così distrattamente che aveva due sigarette accese in mano. Gli chiesi cosa avesse ed il giudice Borsellino mi rispose dicendo che invece d’incontrare il ministro si era incontrato con il dottor Parisi e con il dottor Contrada e mi disse di mettere subito a verbale quello che gli avevo detto>>. L’incontro, che Brusca ricollega alla “trattativa” venne smentito dal senatore Nicola Mancino, insediatosi proprio quel giorno al Ministero dell’Interno, “anche se poi – scrive Viviano – interrogato dai magistrati di Caltanissetta disse che forse lo aveva incontrato ma non gli aveva parlato”. L’agenda di Borsellino però non mente: 1° luglio 1992, ore 19.30, incontro con il Ministro dell’Interno, una visita durata 30 minuti. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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