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Antimafia Duemila

Thursday
Aug 28th
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Impegno costante nella lotta alla mafia PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Impegno costante nella lotta alla mafia
Pagina 2

falcone1.jpgdi Giovanni Falcone

 

 

 

 

Dottor Falcone, la mia parte è scomoda anche perché, nonostante non sia proprio la mia vocazione, io sono tuttavia tenuto a fare delle domande fatalmente un po' sommarie, e mi scusi se le provocazioni sono al limite della slealtà tanto semplificano le questioni. Dove sono, se ci sono, e perché non traspaiono, o se traspaiono, perché vengono subito avvolte nella nebbia le prove delle collusioni della politica con il fenomeno della criminalità organizzata?

Io credo che la risposta a questa domanda sia emersa, o stia emergendo già da quello che è stato detto finora. […][Da] Nando dalla Chiesa, il quale ha puntualizzato molto opportunamente che solo dal punto di vista politico la nebbia non c'è, e poi subito dopo da quello che ha detto proprio adesso il presidente Chiaromonte, le cui affermazioni io sottoscrivo pienamente, dal mio punto di vista, che è il punto di vista del tecnico e non del politico. Ma la risposta è soprattutto negli atti della Commissione Parlamentare Antimafia, di questa Commissione Parlamentare Antimafia che, proprio recentemente, nel giugno di quest'anno, ha pubblicato una relazione di maggioranza e una relazione di minoranza. Una relazione di minoranza in cui sono affermate cose veramente gravi, ma che sono passate pressoché in maniera indolore, forse perché non c'era l'omicidio eccellente di turno, forse perché in quel periodo si era distratti da altri impegni politici. Ed è proprio questo quello che noi tecnici, noi che giornalmente ci confrontiamo operativamente con questi problemi, lamentiamo. Questa attenzione a corrente alternata su questi problemi da parte di chi deve provvedere a fornirci le strategie, i mezzi, le strutture per poter operare. Ma senza per questo volere eludere alla domanda, vorrei leggere proprio quello che si scrive nella relazione di minoranza della Commissione Antimafia che, soprattutto su questo punto mi sembra particolarmente lucida. E proprio a proposito degli omicidi: l'omicidio non è la mafia, ma una sua forma di manifestazione all'esterno di modo che la mafia esiste ed opera indipendentemente dagli omicidi. Quante volte abbiamo affermato nel passato che è veramente strano che ci si accorga della presenza della mafia quando avvengono i fatti di sangue, e cioè quando qualcosa ha turbato gli equilibri interni dell'organizzazione mafiosa, e non ci si renda conto che la stessa esiste quando invece queste cose passano tranquillamente, e cioè nel momento in cui la mafia è particolarmente forte? Per caso c'è nessuno che si sta accorgendo, c'è nessun giornale che scrive per adesso che stranamente in Sicilia, tranne fatti di contorno, c'è un silenzio sinistro impressionante? Quello che sta accadendo a Catania è un problema di associazione di tipo mafioso ma non è la mafia, non solo la mafia. Il prodursi di molti omicidi, e questo è un punto molto importante, segna senza dubbio un mutamento rispetto al passato, una maggiore aggressività che non esiterà a rivolgersi in modo programmato contro tutti gli avversari istituzionali. Perciò è necessario andare alla radice del fenomeno colpendo sistematicamente e permanentemente tutte le strutture portanti dell'organizzazione mafiosa in quanto tali, indipendentemente dagli altri delitti commessi. E poi l'affermazione che è sacrosantamente vera, altrimenti nessuna possibilità di successo potranno avere le singole indagini sui singoli delitti.


 
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    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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