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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow La risposta europea al crimine trasnazionale
La risposta europea al crimine trasnazionale PDF Stampa E-mail



Milano, 1 dicembre 2001

Bella, affollata e gelida la Milano che ha ospitato, sabato 1 dicembre, presso palazzo Marino, nell’elegante sala Alessi, il convegno dal titolo “L’influenza della criminalità straniera sulla struttura degli interessi e dei comportamenti criminali: le grandi aree metropolitane nell’Europa Mediterranea (Barcellona, Parigi, Milano)”.
Organizzato da Omicron (Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al nord) in maniera assolutamente impeccabile, il simposio è stato suddiviso in tre moduli al fine di presentare i risultati della ricerca condotta da tre delegazioni, francese, spagnola e italiana quindi di valutarne i risultati per poi analizzare con maggiori dettagli tre situazioni tutte italiane: Lomabardia, Piemonte, Veneto.
E’ stato Gianni Barbacetto, direttore della neswletter OMICRON, a moderare gli interventi.
Il quadro della criminalità internazionale si muove parallelamente ai flussi migratori, senza però che l’aumento dell’una sia vincolato all’altro. Infatti, secondo gli studi effettuati su Milano dalla dott. Simona Peverelli e dal dott. Giuseppe Muti, gli stranieri indagati per i diversi reati superano gli italiani solo per sfruttamento della prostituzione, mentre per altre tipologie di crimine come la rapina, l’omicidio e l’associazione a delinquere la percentuale dei criminali italiani è decisamente più alta. Per quanto invece attiene specificatamente l’associazione criminale di stampo mafioso, oltre alla presenza massiccia sul territorio lombardo delle nostre mafie autoctone, spunta il dato significativo della criminalità organizzata di provenienza orientale. In particolare i gruppi dell’Est si distinguono per essere molto ben organizzati soprattutto nello sfruttamento della prostituzione, anche perché, triste a dirsi, dispongono di donne da mettere sulla strada. Molto forte anche l’influenza della mafia cinese che si contraddistingue per  i metodi cruenti e per la forte componenete omertosa. Questa però esercita la sua violenza all’interno della propria comunità che conta un numero di unità assai elevato nel capoluogo lombardo.
La Francia e in particolare Parigi, illustrate dal Prof. Jacques Soppelsa, presidente e ordinario di Geopolitica all’Università La Sorbonne e dal suo assistente Fabrice Rizzoli, registrano una elevata presenza di criminalità di origine magrebina, anche se sono in aumento esponenziale le mafie cinese con le Triadi, e quella dei Paesi dell’Est.
Diversa la situazione in Spagna dove, secondo la relazione di Salvatore Guerrieri, docente del Liceo Italiano di Barcellona e del magistrato Ramon Macìa Gomez, non esiste una correlazione diretta fra criminalità organizzata e immigrazione. Barcellona risulta infatti più un luogo di transito e di rifugio di criminali. Interessante il rilevamento che attesta una consistente presenza di mafia italiana in Spagna.
Nando dalla Chiesa, padrone di casa, ha illustrato le conclusioni riassumendo con tre metafore il panorama criminale delle tre città. Barcellona: città prateria, dove non esistono precedenti per cui emerge la mancanza di azione di contrasto; Parigi, la città anfitrione, meta del grande riciclaggio, delle mense ricche opposte a quelle povere, e Milano, la città scuola dove le “giovani organizzazioni” si possono fare le ossa convivendo con le nostre 4 mafie che hanno un controllo assoluto e ferreo del territorio.
Sono intervenuti a completamento dello studio:
Gian Carlo Caselli che ha fornito la visione dal suo punto di osservazione Europeo, sottolineando l’urgenza di rendere al più presto operativo il progetto Eurojust di cui è rappresentante italiano. Vale a dire una procura europea nell’ambito della quale vi possa essere una fattiva cooperazione europea per fronteggiare la globalizzazione del crimine già molto più avanzata e collaudata di quanto non  sia quella giudiziaria.
Vittorio Grevi, ordinario di diritto e procedura penale all’Università statale di Pavia, ha illustrato con lucidità e precisione la questione giustizia italiana, oggi in un momento delicatissimo. Del resto il dibattito non poteva non andare a toccare le scottanti tematiche come rogatorie, falso in bilancio e rientro dei capitali esteri, che spiegati dal prof. Grevi hanno acquisito una ancor maggiore gravità.
Ha raccolto lo spunto Armando Spataro, membro del consiglio superiore della magistratura che ha denunciato a chiare note le ripercussioni che queste nuove normative stanno avendo su diversi processi in corso e soprattutto la difficoltà in cui si trovano i magistrati oggi nello svolgimento delle propie funzioni.
Hanno ripreso la questione anche i tre procuratori Michele della Costa, Procuratore Aggiunto DDA Venezia, Maurizio Laudi della Procura di Torino e Maurizio Romanelli appena uscito dalla DDA di Milano per aver terminato il suo ciclo di 8 anni.
In particolare Della Costa ha sottolineato come oggi i magistrati in trincea si ritrovino con “strumenti investigativi che vanno via via scemando”. Ha richiamato poi all’attenzione sulle nostre mafie, invitando a non lasciarsi distrarre da quella che ha definito essere la criminalità visibile.
Un momento di riflessione importante, seguito da una discreta presenza di stampa e televisione, ma da una scarsa partecipazione della società civile.
Per maggiori informazioni vi consigliamo di visitare il sito internet: www.omicronweb.it

Anna Petrozzi
 
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    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

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    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
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