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La forza dei “PICCOLI” N°10 | La forza dei “PICCOLI” N°10 |
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Il Capitano dei Carabinieri che ha arrestato Totò Riina si fa chiamare Ultimo perché rifiuta premi e promozioni e vuole affrontare Cosa Nostra a modo suo, da “ultimo”, con i suoi uomini scelti tra i puniti e gli emarginati nell’Arma. Non vivono in caserma ma in clandestinità e segretezza, come l’organizzazione che combattono; assumono identità diverse in base al luogo dove si trovano a operare; più della pistola di ordinanza usano microspie e telecamere; preferiscono non essere loro ad arrestare i criminali che hanno scovato e li lasciano prendere ai colleghi della polizia; sono continuo oggetto di polemiche; non parlano mai con nessuno; vivono lontani da casa, senza limiti di orario, a rischio continuo. “Ognuno di noi dovrebbe confrontarsi con questi uomini, e chiedersi se sarebbe disponibile a fare lo stesso. Se sarebbe disponibile a rinunciare alla famiglia, al tempo libero, alla gloria e ai soldi, se sarebbe disponibile a rischiare la vita per due milioni al mese lavorando anche quindici ore al giorno. In questo è la loro grandezza. Non nella pistola e nel tesserino. Questo libro è la storia di uomini, uomini semplici e umili” scrive nella Prefazione Ilda Boccassini. Maurizio Torrealta Un filo diretto con il Capitano Ultimo Caro Maggiore Ultimo, Sono uno studente di 26 anni e le scrivo per ringraziarla per tutto quello che fa per il nostro Paese che vorremo che fosse nostro ma troppo spesso ci viene rubato e distrutto da delinquenti e da quelle persone con la “cravatta” che pur di sentirsi importanti e potenti compromettono il lavoro di altri. Io personalmente ho avuto la fortuna di prestare il servizio militare nell’Arma. Sono stati i 12 mesi più intensi della mia vita: ho imparato veramente molto e spero di essere riuscito anche, nel mio piccolo, a dare qualcosa. In questo anno ho conosciuto questa Istituzione e da allora mi sento sempre legato ai Carabinieri ed ho incominciato a leggere libri fino a quando non ho visto in televisione la fiction che la riguardava e quindi ho incominciato a leggere il libro di Torrealta e così ho incominciato a capire molte cose. Sono sempre più convinto che le persone che fanno grande il Paese non sono quelle persone che stanno sedute su quelle belle poltrone rosse a farsi generalmente i propri interessi, ma sono le persone che vivono e muoiono in silenzio, combattendo fino all’ultimo come Falcone, il Gen. Dalla Chiesa, e tutti quei soldati che anche “in tempo di pace” muoiono per difendere degli ideali, che poi penso che siano gli ideali di tutti. Grazie al suo lavoro ed a quello dei suoi uomini la morte di questi uomini non sarà invano, e la loro memoria sarà sempre viva nei nostri cuori. Quindi grazie, a Lei ed ai suoi uomini per la lotta che state facendo. Tutti quei piccoli uomini che stanno davanti al carro armato stanno aumentando sempre di più e quelli la sopra finiranno per essere schiacciati! Ancora una volta grazie Roberto Gamondi E’ vero, ci rubano il nostro mondo fatto di piccole cose colorate e ci vendono grandi parole e grandi proclami che alla fine sono quasi sempre squallidi inganni. E la lotta più grande non è distruggere questi piccoli prestigiatori, questi piccoli venditori di fumo, la vera battaglia è quella che dobbiamo fare dentro di noi per non diventare come loro, per non accettare i loro giochi di prestigio. Si tratta di non partecipare a questi spettacoli, si tratta di correre nelle strade e parlare di altro, raccontare i sogni e le storie che ci cadono addosso nelle nostre sconosciute vite quotidiane, si tratta di costruire un mondo vero, credibile, concreto, fatto di amicizia e di solidarietà dove le farse non abbiano spazio. Nell’ambiente e nell’ambientalismo vogliamo combattere oggi per costruire il diritto di vivere con semplicità, senza oppressione e senza competizione, vogliamo costruire e rivendicare il diritto di vivere nella natura insieme alla natura. E non è utopia e non vuol dire essere sognatori, anche se vogliamo sognare. Il carro armato è sempre là, e noi saremo sempre davanti a lui con la nostra piccola borsa della spesa ad accusare i soprusi e gli abusi di quelli “e sono tanti” che ci considerano solo numeri. a presto ultimo. Sig. Maggiore volevo solo salutarla e dirle che la stimo molto, sono idealmente al suo fianco. MC.CC. MV. (MI) Grazie, la solidarietà è un valore immenso buona fortuna ultimo Pregiatissimo Capo mi meraviglia abbastanza la tua reazione a tutto quello che stai subendo. C....!! Sei un ufficiale, non sei un pivellino, sei “anziano”, ne hai passate sicuramente tante in strada (e penso soprattutto in ufficio quando dovevi far valere le tue idee nei confronti di chi doveva sostenerti e decidere ma che in quel momento era “un attimo impegnato” a farsi i c.... propri) soprattutto sei stato accanto a uomini valorosi che come te hanno dovuto abbandonare genitori, mogli, figli per fare fino in fondo quello in cui credevano e che non potevano sperare diversamente!! Eppure ci sei cascato. Che cosa ti aspettavi?? “Onori al comandante ...” tutte stronzate!! Oramai non è un segreto che Totò vi è stato dato!! Non che con questo voglio denigrare il tuo lavoro e quello dei tuoi uomini: sono sicuro che sicuramente “avete buttato il sangue” come si dice ... sono sicuro che tutto il duro lavoro ve lo siete dovuto fare voi!! Ma Totò andava tolto di mezzo perchè si era montato la testa, ancora una volta voleva fare da solo ... e stava minando alla base quell’equilibrio che oramai da 50 anni impera e governa in Italia!! E poi orsù .... quegli attentati così eclatanti .... l’opinione pubblica inviperita da tanta ferocia ... i nostri parlamentari e governanti che non sapevano più che pesci pigliare ... anche i bimbi gridavano vendetta davanti alle immagini di quei poveri colleghi appiccicati ai muri di via D’Amelio o soffocati dal terriccio a Capaci ... il capo dello stato e quello della Polizia quasi malmenati sull’onda emotiva provocata dalle lacrime della vedova in Chiesa .. quella vedova che si rifiutava di perdonare!! Tu e i tuoi uomini foste bravi ... fin troppo bravi ... ma evidentemente vi siete spinti oltre a quello che vi era stato chiesto!! Avevate capito che potevate continuare ... avevate scoperto qualcosa ... Bernardo ... avevate rotto le ... più del dovuto!! Quante volte si buttano via nottate al freddo per strada e giorni interi chiusi in qualche archivio tentando di mettere insieme i pezzi di un puzzle, senza mangiare in compagnia solo del caffè e della sigaretta perennemente accesa... buttati al vento solo perchè si è stati troppo bravi e i “veri investigatori” hanno deciso che le prove raccolte, le intercettazioni, gli OCP sono tutte stronzate!! La NOSTRA storia è piena di queste prese per il c....!! Non trovi?? Pensando a te e alla tua “promozione” (che strumento efficiente per togliersi di mezzo i rompip... o quelli scomodi) provo un senso di profonda angoscia ... e pensando ai tuoi uomini il sentimento si acuisce ancor più perchè tu sei comunque un ufficiale ma loro no ...scusami se sono più sensibile alle loro vicissitudini ma non posso che immaginarle ... poichè mi sono note... paura ... apprensione ... per che cosa? Da uno come te e come i tuoi uomini che vedendo quel che vi è capitato pensa di essere stato fortunato a non aver sofferto troppo!! Non è un problema di sofferenza, o di vittimismo. Io non volevo niente prima e non voglio niente adesso. Ad un certo punto ho dovuto tutelare i principi di una professionalità che non è un mio diritto, ma un patrimonio della collettività e che poche persone hanno calpestato e stravolto. Era nel loro potere farlo e lo hanno fatto, ma io non potevo associarmi a quelle metodologie. Tutto qua, il resto non lo conosco, e lo lascio a chi ne parla, posso dirti che il mio impegno ed il mio entusiasmo per la giustizia sono immutati, così come la mia ammirazione per i carabinieri che stanno con la gente. E credo che con la forza delle idee le cose si possono cambiare anche se non è facile, anche se a volte ti senti solo e non sai cosa fare, poi magari guardi il cielo e ti accorgi che è bellissimo e capisci che è bellissimo perchè è di tutti. ultimo BOX1 Petizione per Ultimo La città di Oristano continua la petizione per il reintegro del capitano Ultimo al ROS (Raggruppamento Operativo Speciale). Questa volta i referenti di ANTIMAFIA Duemila per la Sardegna hanno istituito un punto di raccolta firme all’interno dell’IPER STANDA, un grande centro commerciale di Oristano presso il quale per due sabati di seguito è possibile dare il proprio sostegno al capitano Ultimo firmando la petizione iniziata lo scorso mese di settembre che prosegue il suo cammino in tutta Italia. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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