La Rivista
Sommari
Indagini pericolose | Indagini pericolose |
|
|
|
|
di Monica Centofante Alle 7:52 del 21 luglio del 1979 lo “sceriffo” Giorgio Boris Giuliano, capo della squadra mobile di Palermo, esce di casa in anticipo. Lascia in portineria i soldi dell’affitto e senza aspettare l'anziano commissario che ogni giorno lo va a prendere a bordo di una Giulietta, si reca a piedi in un bar poco distante. La sua unica protezione: una pistola nella fondina. Entra nel locale, ordina un caffè mentre un uomo smunto e tremante si affaccia sulla soglia del bar. Il viso pallido è un killer, spara al volto dello sceriffo e poi sparisce con il favore dei complici. Per terra, nel locale, rimane il corpo di un uomo, nel cuore dei "suoi" uomini e in quello di migliaia di cittadini il dolore e la rabbia per la perdita di uno dei poliziotti più amati nella storia di Palermo. Se ne andò così Boris Giuliano, il cacciatore di latitanti, l'investigatore con la straordinaria capacità di collegare personaggi e storie apparentemente distanti tra loro, il servitore dello Stato fedele a una regola che così trasmetteva ai suoi collaboratori: <<Se venite a conoscenza di un segreto non tenetelo per voi. Scrivetelo, telefonatelo, ma non diventatene i depositari>>. Era entrato in polizia nei primi anni ’70 come capo della squadra omicidi per poi passare alla squadra mobile. Si era occupato dei casi De Mauro, Russo, Francese e Reina e più di una volta aveva sbattuto contro quella che lui stesso definiva <<una parete d’acciaio>>. Le sue indagini si erano estese agli ambienti della finanza, avevano anticipato mosse e uomini della P2, si erano affacciate al mondo corrotto delle collusioni dello Stato. Conosceva perfettamente la lingua inglese, faceva la spola da New York a Palermo ed era costantemente in contatto con i colleghi della DEA e dell’FBI. Il suo intuito lo portò a sospettare che Palermo fosse al centro del traffico internazionale di stupefacenti e che i canali classici del contrabbando di sigarette avessero ceduto il passo all'eroina. Tale tesi trovò conferma nel giugno del 1979 grazie al suo rapporto di collaborazione con l’antidroga statunitense. In quella data furono trovate, all'aeroporto di Punta Raisi, due valigie abbandonate contenenti 500.000 dollari e solo qualche giorno più tardi fu sequestrata, all’aeroporto Kennedy di New York, eroina per il valore di dieci miliardi proveniente da Palermo. Tale scoperta gli fu possibile grazie ad un assegno rinvenuto nel portafoglio del boss di Riesi Giuseppe Di Cristina in seguito all’assassinio dello stesso mafioso. Seguendo il percorso dell’assegno Giuliano aveva scoperto che i seicentomila dollari erano stati inviati da Salvatore Jollena, nipote di Badalamenti, per conto della “famiglia” Gambino a Francesco Mafara (il maggiore spedizioniere di eroina di Palermo) che a sua volta li avrebbe dati alla “famiglia” Inzerillo che ne aveva commissionato l’invio. Una storia, questa, che non rimase certo unica nel suo genere, si ripeté anzi più volte nel corso degli anni e portò Giuliano a scoprire che i soldi che dagli Stati Uniti giungevano in Sicilia facevano sosta in Svizzera presso istituti di credito e società finanziarie controllati da Sindona. Alla stessa conclusione giunse probabilmente anche l’avvocato Giorgio Ambrosoli, liquidatore della Banca Privata Italiana, al quale Giuliano chiese aiuto e che verrà ucciso il 12 luglio del 1979 dal boss italo-americano William Aricò con la complicità di Robert Venetucci. Fino agli ultimi istanti della sua vita Giuliano si dedicò alla ricerca delle raffinerie palermitane e l’8 luglio del '79, in seguito ad una serie di pedinamenti e insieme ai migliori uomini delle varie sezioni della squadra mobile, scoprì il rifugio di Leoluca Bagarella, braccio destro del superlatitante corleonese Luciano Liggio, situato in via Pecori Giraldi. Al suo interno vi erano, oltre a una serie di armi, otto sacchetti da mezzo chilo l’uno di eroina purissima. Valore: tre miliardi. Fu proprio quell'indagine che permise al commissario di comprendere il ruolo decisivo dei corleonesi nel mercato della droga mentre le carte rinvenute all'interno del covo servirono dopo la sua morte al capitano dei carabinieri di Monreale, Emanuele Basile. Grazie a queste, infatti, Basile confermò alcune sue indagini e quindi denunciò i fratelli Di Carlo di Altofonte, scoprì il loro legame con Riina, le intese con Michele Greco e con Ciccio Madonia. Spinse poi le sue inchieste fino a S. Giuseppe Jato, ai Brusca e quindi ai corleonesi e ad Angelo Siino. Qualche giorno dopo l'irruzione nel covo di via Pecori Giraldi, quando ricevette per telefono una minaccia di morte, Giuliano spedì moglie e figli in vacanza in un paesino alle falde dell’Etna con la promessa che li avrebbe raggiunti la settimana successiva. La moglie venne a sapere del suo assassinio dalla voce dello speaker radiofonico. Il giudice Falcone, in seguito alla barbara esecuzione, dichiarò che la causa della sua morte era probabilmente da ricondurre alle sue indagini sul fronte dei versamenti bancari in valuta estera, da lui considerati la giusta pista per arrivare alla testa dell'organizzazione, e in particolare al suo interessamento per un certo signor Giglio, intestatario di un conto da 300.000 dollari. Per cercare informazioni su tale personaggio Giuliano si recò in una filiale della Cassa di Risparmio diretta dal dottor Francesco Lo Coco il quale, dopo aver affermato di non conoscere Giglio, promise al commissario che lo avrebbe avvisato nel caso questi si fosse ripresentato. Il capo della squadra mobile ignorava che Lo Coco fosse cugino di primo grado di Stefano Bontate e che per suo conto aveva eseguito il versamento di 300.000 dollari usando proprio il falso nome di Giglio. Durante i funerali di Giuliano il cardinale Salvatore Pappalardo si rivolse indignato alle istituzioni affermando che non è possibile chiedere di più <<a quanti sono giorno e notte esposti ad innumerevoli insidie, a tanti mortali pericoli… Faccia lo stato il suo dovere proteggendo, con un indirizzo politico chiaro ed inequivoco e con leggi appropriate, la dignità e la libertà di tutti i cittadini, anche di quelli preposti alla tutela dell’ordine e della pubblica tranquillità…>>. <<Troppi mandanti, troppi vili esecutori e fiancheggiatori sono liberi e circolano alteri e sprezzanti per le nostre strade ed è difficile raggiungerli perché variamente protetti>>. Dopo quel fatidico 21 luglio del 1979 per avere un nuovo capo della squadra mobile, Palermo dovette aspettare ben quattro mesi e mezzo e solo sei mesi dopo, come ebbero modo di scrivere i giudici del pool nell’estate del 1985, <<si allenta la pressione investigativa, mentre sul piano giudiziario tutto si diluisce in ritardi sconcertanti>>. Più tardi, il collaboratore di giustizia Mannoia rivelerà che l’assassino di Giorgio Boris Giuliano fu Leoluca Bagarella. |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
|
| Leggi tutto... |
|
La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
|
|
In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |