| Libri di casa nostra n°8 |
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LA MAFIA HA VINTO
<<Prima di congedarmi da questo mondo vorrei ancora dire qualcosa. A settantun anni mi devo rendere conto di avere sbagliato previsione, e insieme a me l’aveva sbagliata il dottor Falcone al quale è stata tolta la vita… Che errore colossale: la mafia ha assunto un ruolo molto più grande di quello che aveva in passato. E’ diventata un fatto politico. E’ riuscita a diventare invisibile senza scomparire>>.
In questa intervista Felicia Bartolotta Impastato racconta di sé, dei figli, del marito, dell'ambiente familiare e paesano di diffusa e solida mafiosità, dell'attività politica di Giuseppe, dal suo schierarsi contro i potenti clan che fanno capo a Gaetano Badalamenti fino al suo assassinio. Ne risulta una figura di donna divisa, che racchiude in se la rivoluzione e la tradizione. Moglie di un mafioso e madre di quel figlio, scacciato di casa e amato con trepidazione, Felicia, dopo l’assassinio e il tentativo di infangare l’immagine e cancellare la memoria del figlio, lo difende pubblicamente recandosi dai magistrati e dai giornalisti. Con questo gesto Felicia Impastato rompe con i modi di pensare di un ambiente mafioso. Una rivoluzione di pensieri e di affetti che Peppino Impastato aveva voluto trasmettere “al di fuori”.
L'ASSASSINIO E IL DEPISTAGGIO
A 20 anni dall'omicidio di Giuseppe Impastato il capomafia Gaetano Badalamenti è stato incriminato come mandante del delitto. Questo è il frutto dell'impegno instancabile dei familiari, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione, successivamente intitolato a Impastato, che subito dopo il delitto indicarono la pista mafiosa, con nomi e cognomi e in tutti questi anni hanno continuato a chiedere giustizia.
I ricordi di un grande protagonista delle grandi inchieste giudiziarie degli anni ottanta e novanta in Italia. Le riflessioni sui valori della famiglia; sull'educazione e sul proprio itinerario formativo e professionale, dagli omicidi dei colleghi Galli e Alessandrini fino alle dimissioni di Antonio Di Pietro e agli sviluppi ulteriori. Un giudizio amaro, ma onesto, sulla società italiana e sulla sua attitudine a disprezzare le regole del patto sociale. E insieme un'analisi propositiva, per chi intende recuperare un quadro d'insieme delle vicende giudiziarie e politiche degli ultimi vent'anni e, anche, per quanti troppo spesso hanno il vizio di dimenticare.
Rosario Livatino: un giovane, un giudice, un cristiano. Non un santo a tutti i costi, non un superuomo, ma un uomo come mille altri. Innamorato della vita, della giustizia, della verità. Eroe per caso nella terra dei limoni e dei carretti, della lupara e del tritolo mafioso.
INTERVISTA SU
Il sistema della corruzione e la storia di Mani Pulite nel racconto serrato di Antonio Di Pietro: per la prima volta l'ex magistrato ricostruisce dall'inizio e con molti retroscena inediti la vicenda che ha sconvolto l'Italia.
<<Diffidate del nuovo! O almeno non fatevi incantare. Il mondo nuovo, l’ordine nuovo con il loro seguito di fallimenti e stragi. E ora anche il pensiero unico del neoliberismo, che però è quello antichissimo del “prendi i soldi e scappa”. L’antichissima irresponsabilità del capitale, di quel migliaio di aziende che oggi si arricchiscono sulla testa dei sei miliardi di uomini che abitano il pianeta.
IL SOGNO SPEZZATO
La sera del 10 marzo 1948, Placido Rizzotto, segretario della Camera del lavoro di Corleone, scompare nel nulla. La settimana prima, sulle Madonie, era stato assassinato il dirigente contadino Epifanio Li Puma. Il 2 aprile, a Camporeale, verrà ucciso Calogero Cangelosi. Sono alcuni di una lunga serie di sindacalisti, capi contadini e semplici lavoratori a cadere sotto il piombo della mafia del feudo.
Un miliardo di dollari, circa 1.600 miliardi di lire: è la colossale cifra provento del crimine organizzato, che ogni giorno viene "lavata" nel mondo. Questa è solo una delle attività dell'Impero del Male, un coacervo di personaggi politici, magistrati, finanzieri e faccendieri, molti dei quali svettano nelle cronache italiane ed internazionali. Personaggi i cui connotati principali sono l'oscuro passato e le tante ombre presenti. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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