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Antimafia Duemila

Thursday
Aug 21st
Libri di casa nostra n°8 PDF Stampa E-mail

LA MAFIA HA VINTO
Tommaso Buscetta
Intervista di Saverio Lodato

<<Prima di congedarmi da questo mondo vorrei ancora dire qualcosa. A settantun anni mi devo rendere conto di avere sbagliato previsione, e insieme a me l’aveva sbagliata il dottor Falcone al quale è stata tolta la vita… Che errore colossale: la mafia ha assunto un ruolo molto più grande di quello che aveva in passato. E’ diventata un fatto politico. E’ riuscita a diventare invisibile senza scomparire>>.
La mafia ha vinto. E’ questo il messaggio che Tommaso Buscetta lancia dall’esilio americano. A quindici anni dall’inizio della sua collaborazione con la giustizia, il primo grande pentito di mafia, che ha contribuito in modo cruciale all’istruzione del maxiprocesso e svelato per la prima volta i nomi e meccanismi di potere di Cosa Nostra, torna a parlare e traccia un bilancio desolante dello stato attuale della lotta alla criminalità organizzata, dopo la stagione delle bombe e gli assassini di Falcone e Borsellino. In una lunga e appassionata intervista concessa a Saverio Lodato spiega perché l’intreccio fra mafia, politica e istituzioni non è stato sciolto, perché – fra pregiudicati rimessi in libertà, infinite discussioni sul ruolo della magistratura, dispute sull’articolo 513 del Codice civile e scioperi di avvocati – Cosa Nostra viene ancora sottovalutata, e perché Bernardo Provenzano, insieme ad altri, è il leader in grado di giudicare il riscatto nei prossimi anni. Buscetta ripercorre piccole e grandi tappe della propria vita: la scelta del pentimento, la punizione mafiosa che lo ha colpito tragicamente (e che è costata la vita a due suoi figli), le difficoltà  di un uomo costretto a cambiare domicilio con la frequenza di un nomade, tuttora senza identità e senza un passaporto. Don Masino racconta dei rapporti con la mafia americana, dell’amicizia con Falcone, del ruolo svolto nelle indagini seguite alle stragi di Capaci e di via D’Amelio, delle furibonde polemiche sulla sentenza di Perugia, della grave malattia che lo ha recentemente colpito e, infine della grande delusione per un’offensiva – quella nei confronti delle cosche – rimasta di fatto incompiuta. Un  j’accuse duro e argomentato nei confronti dell’attuale classe politica italiana e della nuova omertà, che rischia di relegare nel cono d’ombra dell’indifferenza il più nocivo cancro criminale del nostro paese.
Mondadori
£. 28.000 

 


 LA MAFIA IN CASA MIA
Intervista di Anna Puglisi e Umberto Santino.
Felicia Bartolotta Impastato

In questa intervista Felicia Bartolotta Impastato racconta di sé, dei figli, del marito, dell'ambiente familiare e paesano di diffusa e solida mafiosità, dell'attività politica di Giuseppe, dal suo schierarsi contro i potenti clan che fanno capo a Gaetano Badalamenti fino al suo assassinio. Ne risulta una figura di donna divisa, che racchiude in se la rivoluzione e la tradizione. Moglie di un mafioso e madre di quel figlio, scacciato di casa e amato con trepidazione, Felicia, dopo l’assassinio e il tentativo di infangare l’immagine e cancellare la memoria del figlio, lo difende pubblicamente recandosi dai magistrati e dai giornalisti. Con questo gesto Felicia Impastato rompe con i modi di pensare di un ambiente mafioso. Una rivoluzione di pensieri e di affetti che Peppino Impastato aveva voluto trasmettere “al di fuori”.
La Luna
£ 15.000
       

 

L'ASSASSINIO E IL DEPISTAGGIO
Atti relativi all'omicidio di Giuseppe Impastato
A cura di Umberto Santino

A 20 anni dall'omicidio di Giuseppe Impastato il capomafia Gaetano Badalamenti è stato incriminato come mandante del delitto. Questo è il frutto dell'impegno instancabile dei familiari, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione, successivamente intitolato a Impastato, che subito dopo il delitto indicarono la pista mafiosa, con nomi e cognomi e in tutti questi anni hanno continuato a chiedere giustizia.
Ma non basta perseguire mandanti ed esecutori, bisogna anche colpire tutti coloro che hanno depistato le indagini e coperto gli assassini.
Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato
£ 40.000

 


IL VIZIO DELLA MEMORIA
Gherardo Colombo

I ricordi di un grande protagonista delle grandi inchieste giudiziarie degli anni ottanta e novanta in Italia. Le riflessioni sui valori della famiglia; sull'educazione e sul proprio itinerario formativo e professionale, dagli omicidi dei colleghi Galli e Alessandrini fino alle dimissioni di Antonio Di Pietro e agli sviluppi ulteriori. Un giudizio amaro, ma onesto, sulla società italiana e sulla sua attitudine a disprezzare le regole del patto sociale. E insieme un'analisi propositiva, per chi intende recuperare un quadro d'insieme delle vicende giudiziarie e politiche degli ultimi vent'anni e, anche, per quanti troppo spesso hanno il vizio di dimenticare.
Universale Economica Feltrinelli
£ 13.000

 


ROSARIO LIVATINO
Martire della giustizia
Maria Di Lorenzo

Rosario Livatino: un giovane, un giudice, un cristiano. Non un santo a tutti i costi, non un superuomo, ma un uomo come mille altri. Innamorato della vita, della giustizia, della verità. Eroe per caso nella terra dei limoni e dei carretti, della lupara e del tritolo mafioso.
Uno dei cosiddetti <<giudici ragazzini>> chiamati a fronteggiare <<Cosa nostra>>. L’Italia lo conobbe dalle pagine dei giornali soltanto all’indomani della sua morte, avvenuta il 21 settembre 1990, mentre percorreva la statale 640 per recarsi al lavoro presso il tribunale di Agrigento. Dopo il barbaro assassinio, la sua figura ha cominciato a distinguersi nell’immaginario di chi vive nell’Italia di oggi ma ne sogna una diversa. Un servitore dello Stato. <<Un martire della giustizia e, indirettamente, anche della fede…>>, come ha detto di lui Giovanni Paolo II ad Agrigento il 9 maggio del 1993.
Il ritratto semplice e veritiero di un testimone dei nostri tempi.
Paoline
£ 15.000

 

 

 INTERVISTA SU
TANGENTOPOLI
A cura di Giovanni Valentini
Antonio Di Pietro

Il sistema della corruzione e la storia di Mani Pulite nel racconto serrato di Antonio Di Pietro: per la prima volta l'ex magistrato ricostruisce dall'inizio e con molti retroscena inediti la vicenda che ha sconvolto l'Italia.
Editori Laterza GLF
£18.000

 

 


PANDEMONIO
Il Miraggio dalla New Economy
Giorgio Bocca

<<Diffidate del nuovo! O almeno non fatevi incantare. Il mondo nuovo, l’ordine nuovo con il loro seguito di fallimenti e stragi. E ora anche il pensiero unico del neoliberismo, che però è quello antichissimo del “prendi i soldi e scappa”. L’antichissima irresponsabilità del capitale, di quel migliaio di aziende che oggi si arricchiscono sulla testa dei sei miliardi di uomini che abitano il pianeta.
Tra i fanatici della new economy e gli altri c’è un comune denominatore: nessuno ha la minima idea di che ne sarà del genere umano. L’angoscia dell’ignoto coperta da una frenesia del guadagno rapido e facile, della ricchezza a portata di tutti. “Anche un camionista” dicono “può sognare di comperarsi un’isola”. Anche un camionista licenziato dal progresso tecnologico?
La ragione per cui la new economy con il suo esercito di computer, telefoni e Internet resta senza un vangelo comprensibile da tutti, senza una buona novella, è che dai tempi remoti dei raccoglitori di bacche, dall’epoca delle caverne, ci siamo abituati a considerare l’uomo la misura di tutte le cose. Ma se ora al suo posto ci mettono i soldi e le macchine c’è qualcosa che non torna.
<<C’è qualcosa di storto in un mercato che giudica di maggior valore Tiscali della Fiat, cioè un’azienda che dà lavoro ad alcune centinaia di persone rispetto a una che in modo diretto o indiretto resta una struttura portante dell’economia. Il modello tecnologico e consumista è ferito. L’impresa capitalista ha un solo dio: il denaro. Il profitto sostituisce le antiche sublimazioni umane della gloria e del sacrificio. Ma cosa significa allora essere ottimisti o pessimisti, in un’economia che procede senza progetto, senza responsabilità? E’ come una grande ubriacatura dalla quale prima o poi dovremo uscire>>.
Mondadori
£ 27.000
 

 

 

IL SOGNO SPEZZATO
Placido Rizzotto e le lotte contadine a Corleone
Dino Paternostro

La sera del 10 marzo 1948, Placido Rizzotto, segretario della Camera del lavoro di Corleone, scompare nel nulla. La settimana prima, sulle Madonie, era stato assassinato il dirigente contadino Epifanio Li Puma. Il 2 aprile, a Camporeale, verrà ucciso Calogero Cangelosi. Sono alcuni di una lunga serie di sindacalisti, capi contadini e semplici lavoratori a cadere sotto il piombo della mafia del feudo.
Per uno strano caso del destino, accanto alla scomparsa di Rizzotto, vi fu il convergere di una serie di uomini che simbolicamente rappresentano il collegamento tra la prima e la seconda stagione dell’antimafia da un lato, e della mafia dall’altro. Ad indagare sull’assassinio del sindacalista arrivò a Corleone l’allora capitano Carlo Alberto Dalla Chiesa, che ne scoprì gli autori; un anno dopo, toccò al giovane studente universitario Pio La Torre rilanciare le lotte contadine a Corleone; proprio allora cominciò la lunga latitanza di Luciano Liggio, uno degli assassini di Rizzotto, e   vennero alla ribalta i suoi fedelissimi luogotenenti Totò Riina e Bernardo Provenzano. Il presente volume ricostruisce questi avvenimenti, li inquadra nel contesto dei sommovimenti sociali della nostra isola, racconta il “sogno spezzato” di Rizzotto e del movimento contadino del secondo dopoguerra.
E conclude con un messaggio di speranza: dopo cinquant’anni, nella Corleone e nella Sicilia di oggi, esistono le condizioni perché quel sogno di rinascita sociale non venga mai spezzato.  
Città Nuove
Con il patrocinio del Comune di Corleone
£ 15.000(Per richiedere una copia del testo, attualmente in ristampa, potete scrivere al seguente indirizzo: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo )

 


L'IMPERO DEL MALE
Le sconvolgenti connessioni tra alta finanza, droga e armi.
Mario Guarino

Un miliardo di dollari, circa 1.600 miliardi di lire: è la colossale cifra provento del crimine organizzato, che ogni giorno viene "lavata" nel mondo. Questa è solo una delle attività dell'Impero del Male, un coacervo di personaggi politici, magistrati, finanzieri e faccendieri, molti dei quali svettano nelle cronache italiane ed internazionali. Personaggi i cui connotati principali sono l'oscuro passato e le tante ombre presenti.
La “criminalità finanziaria” attraversa le economie di tutti i paesi e penetra nel tessuto sociale di ogni nazione, con il commercio della droga ed il traffico di armi.
Un libro che fornisce le chiavi di lettura per comprendere come la "criminalità finanziaria" e l'ecomafia muovono indisturbati i loro burattini. E svela i nomi ed i traffici di coloro che ne tirano i fili.
Prospettiva Edizioni
£ 25.000

 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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