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Antimafia Duemila

Wednesday
Aug 20th
Vergogna! PDF Stampa E-mail


Una inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata con a capo il dottor Alfredo Ormanni sta mettendo in evidenza una realtà presente da tempo ma opportunamente occultata per ipocrisia e per ragioni di potere: la pedofilia, la violenza sui bambini. L’inchiesta ha dimostrato, con il rinvio a giudizio di decine e decine di persone italiane e straniere, che esiste su internet un commercio blasfemo di videocassette e fotografie con le immagini agghiaccianti di bambini stuprati, violentati, seviziati e anche uccisi. Le videocassette che riportano le sequenze drammatiche della violenza consumata su questi innocenti fino alla loro uccisione si acquistano per diversi milioni di lire e  vengono vendute a persone benestanti, insospettabili, che richiedono la loro produzione.
Oggi la follia dell’uomo ha superato ogni fantasia diabolica, ha superato i mostri presenti nei film dell’ orrore più sfrenato, l’uomo non può essere più paragonato neanche alla bestia che vive per istinto e obbedisce alle leggi naturali. La società è malata e vive sul baratro dell’autodistruzione, desidera restare indifferente a questi efferati crimini così come si mostra indifferente di fronte ai 30 mila bambini che ogni giorno muoiono di fame.  Nel Vangelo è riportata una frase di Gesù Cristo che disse: “Ma se qualcuno scandalizzasse uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino e venisse sommerso nel fondo del mare” (matteo 18,6). Se Gesù Cristo stesso, maestro di amore e di perdono, insegna la sua infallibile giustizia contro chi si permette di scandalizzare un solo bambino, ci sale dal profondo dell’animo il desiderio di urlare giustizia contro questi criminali della vita chiedendo per loro la pena di morte. Ma se la pena di morte viene giustamente considerata anticostituzionale e anticristiana, allora auspichiamo ad una pena perlomeno severa, una pena che preveda l’ergastolo, l’isolamento per tutta la vita così come per i boss mafiosi.
C’è però un quadro ancora più inquietante dietro il fenomeno della pornopedofilia: un enorme business di migliaia di miliardi dove i colletti bianchi, sostenuti da grossi appoggi, attraverso la borsa, attraverso i collegamenti multimediali, riciclano il denaro degli spacciatori di queste videocassette. Ci chiediamo: cosa fa ancora una volta la nostra politica? continua a comportarsi in maniera ipocrita e debole così come ha sempre fatto nei confronti del gravissimo fenomeno della mafia e di ogni altro male sociale? Nel caso ultimo della pedofilia si è giunti persino al ridicolo. Uno scandalo al Parlamento tra i deputati del centrodestra e del centrosinistra con la richiesta di dimissioni del direttore del TG1, Gad Lerner, e del TG3, Rizzo Nervo, per aver mandato in onda immagini scabrose. Abbiamo serie difficoltà a capire perché il grande scandalo non sia nato per la gravità del fenomeno della pedofilia, piuttosto che per un errore, seppure evitabile, dei direttori dei due Telegiornali. Ci chiediamo perché non sia stata presa immediatamente una concreta posizione contro questi delinquenti, agevolando la procura di Torre Annunziata nel proseguimento delle indagini magari con l’emissione, in seduta plenaria congiuntamente a tutti i deputati, di un documento che rinforzasse lo scandalo nell’accusa contro i pedofili e tutto il gravissimo business che si cela intorno. Sicuramente le immagini trasmesse sono state impattanti, e si sarebbe dovuto avvisare anticipatamente i genitori in modo da evitare che i bambini potessero essere presenti davanti allo schermo in quel momento ma, al di là di questo, lo scandalo doveva essere provocato dal parlamento contro il fenomeno della pedofilia, in aiuto all’inchiesta drammatica e inquietante portata avanti dai magistrati.
Vergogna al parlamento italiano, vergogna a voi deputati italiani che dimostrate, purtroppo, di essere peggio dei pedofili stessi, in quanto usate le tragedie di questi bambini per fini elettorali e meritate la stessa pena, richiesta a gran voce, per gli assassini della vita. Se non fosse per l’alto senso della giustizia che caratterizza la personalità degli italiani onesti non meritereste il voto ma il completo ignoramento o una rivoluzione tale da spazzarvi via definitivamente. Auspichiamo che, nelle prossime elezioni, quei pochissimi e validissimi deputati al parlamento e uomini politici possano presentare coerentemente un serio programma di governo che garantisca la sopravvivenza della democrazia nel nostro Paese, la vita dei bambini, la sicurezza dei cittadini, il lavoro, la salute, annientando i pedofili, i mafiosi, i corrotti, i corruttori e i corruttibili che hanno per troppo, troppo tempo gettato la società italiana in un nuovo oscurantismo peggiore di quello già vissuto nel periodo più nero del medioevo.
Vogliamo sperarlo!

Con sete di giustizia

Giorgio Bongiovanni
Direttore Antimafia Duemila

Porto Sant’Elpidio, 30 settembre 2000
 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
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    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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