| Tracce di memoria N°6 |
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Dal 1987 al 2000 13 anni di storia italiana ma non solo di Adele Baudo Ma a Craxi l’operazione non riesce. Ad uscirne delegittimato è lui e non Di Pietro, diventato simbolo della rivolta popolare contro il sistema della corruzione. Molti dirigenti socialisti si dissociano apertamente, si alza un coro di critiche. Ma il segretario socialista afferma che esiste una dittatura dei giudici che affonda il sistema politico. Parole che si sentono risuonare ancora oggi con qualche variazione nei discorsi di alcuni leader politici… A dicembre – subito dopo le elezioni amministrative che registrano un crollo del Partito socialista che non arriva a superare il 5% in Lombardia – viene notificato a Craxi il primo avviso di garanzia per il suo coinvolgimento in Tangentopoli, con la contestazione di ben 40 ipotesi di reato. Il segretario socialista nega ogni addebito, parla di aggressione politica e scarica ogni responsabilità sull’amministratore del partito. Sul fronte della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata si registrano negli ultimi mesi dell’anno diversi avvenimenti. Cosa Nostra uccide in settembre Ignazio Salvo, che era stato uno dei più potenti esattori siciliani e era stato condannato a sette anni di reclusione per associazione mafiosa al primo maxiprocesso, poi ridotti a tre in appello. Sembrava un uomo finito, distrutto dalla condanna e dalla perdita del suo impero finanziario. Viene “punito” per non avere garantito il patto di impunità tra mafia e politica, com’era accaduto in marzo per Salvo Lima. Colui che veniva indicato come “l’ammazzasentenze”, il giudice Corrado Carnevale, viene messo sotto inchiesta da parte del Consiglio Superiore. Il nuovo questore di Palermo, Matteo Cinque, si impegna a colpire la mafia in uno dei suoi punti più delicati e riesce a far sequestrare ai boss beni immobili per un valore di centinia di miliardi nel giro di poche settimane. Nell’ottobre il sostituto procuratore di Catania Felice Lima ricostruisce il sistema utilizzato per gestire i medi e grandi appalti pubblici in Sicilia. Tale indagine scaturisce dalla denuncia del ragioniere Li Pera è stato capo-area della ditta Rizzani De Eccher in Sicilia. Li Pera, a lungo sottoposto alle investigazioni dei ROS dei carabinieri in rapporto alla gestione illecita degli appalti pubblici e è stato incriminato e arrestato per associazione mafiosa su richiesta della Procura di Palermo. Insieme a lui era stato arrestato anche Angelo Siino, soprannominato il “ministro dei Lavori Pubblici” di Cosa Nostra perché dirigeva la manipolazione degli appalti. Si parla di “tavoli” e “tavolini” a secondo dell’importanza e del volume d’affari e dell’ambito nazionale o locale dei singoli appalti. A questi tavoli sedevano per concordare la spartizione politici, imprenditori e esponenti di Cosa Nostra. Li Pera non si limita alle rivelazioni sul sistema di gestione illecita degli appalti pubblici ma accusa alcuni magistrati della Procura di Palermo (il capo Giammanco e i sostituti Pignatone e Lo Forte) di avere passato copia del rapporto dei ROS – consegnato nel febbraio del 1991 alla suddetta Procura – ad esponenti di Cosa Nostra. Da ricostruzioni recenti sembra che sia stato il capitano De Donno a suggerire sia di accusare i magistrati di Palermo, sia di rivolgersi non alla Procura di Caltanissetta – competente ad indagare su tutto ciò che riguarda, sia come autori sia come parti offese o vittime, i colleghi di Palermo – ma a quella di Catania e in particolare al sostituto Lima. Alla Commissione Antimafia i magistrati delle due Procure – Catania e Palermo – oppongono la tutela del segreto istruttorio alla richiesta di notizie dettagliate e ulteriori precisazioni. Il CSM apre un fascicolo e ascolta tutti i magistrati interessati. La Procura di Caltanissetta indaga su tutta la questione e – nel 1993 – chiede al GIP, che dà parere favorevole, l’archiviazione. Non manca però di esprimere valutazioni critiche sull’operato del capitano De Donno e del testimone che aveva riferito circostanze non conosciute direttamente ma de relato, e che non erano state confermate ma anzi smentite. Il 29 ottobre Bruno Siclari, procuratore generale a Palermo, viene nominato dal Consiglio Superiore capo della Direzione Nazionale Antimafia. I giudici di Reggio Calabria a fine novembre incriminano e arrestano coloro che sono accusati di essere gli esecutori e i mandanti del delitto di Ludovico Ligato, avvenuto il 27 agosto 1989. Tra i mandanti vi sono alcuni suoi compagni di partito – la Democrazia cristiana – e dirigenti di altri e amministratori pubblici, tutti notissimi in Calabria. Il movente era da ricercarsi nella decisione di Ligato di riprendere l’attività politica nella realtà locale dopo la disavventura giudiziaria come presidente delle Ferrovie (scandalo delle “lenzuola d’oro”) e nell’essersi venuto a trovare al centro del conflitto per la spartizione – nella città di Reggio Calabria – di tutti i posti di potere e dei forti interessi economici sottostanti. Il 16 novembre Tommaso Buscetta durante l’audizione davanti alla Commissione Antimafia rivela quanto è a sua conoscenza sui rapporti tra mafia e politica. L’ex “boss dei due mondi” si era sempre rifiutato di affrontare tale importantissima questione finché era stato in vita Giovanni Falcone, il giudice che per primo aveva raccolto e verbalizzato le sue dichiarazioni. Solo dopo la sua morte e quella di Borsellino, si era deciso – nel settembre e nel novembre del ’92 – a parlare dell’argomento con i magistrati della Procura di Palermo e aveva motivato come suo “dovere morale” il fornire un contributo nella lotta dello Stato contro Cosa Nostra. Il 17 dicembre il plenum del Consiglio Superiore nomina – con 24 voti favorevoli, nessuno contrario e 5 astenuti – Gian Carlo Caselli nuovo capo della Procura di Palermo. La rosa dei candidati proposta dalla Commissione per il conferimento degli incarichi direttivi prevedeva solamente due nominativi: oltre a quello di Caselli, che aveva ricevuto la preferenza della Commissione, era stato indicato anche quello di Pietro Grasso. Due storie molto diverse. Grasso era stato giudice a latere nel primo maxiprocesso e poi addetto al coordinamento delle attività della direzione generale degli affari penali del ministero. Diventerà successivamente procuratore aggiunto alla Direzione nazionale antimafia. Caselli era stato giudice istruttore a Torino e si era occupato delle inchieste sul terrorismo “rosso” e soprattutto delle Brigate Rosse; poi era stato eletto nelle liste di Magistratura Democratica al Consiglio Superiore per il quinquennio ‘86-’90 e aveva affrontato, fra gli altri, diversi “casi” sugli Uffici Giudiziari di Palermo; al momento della nomina è presidente della seconda sezione al Tribunale di Torino. Un ultimo fatto rilevante è costituito dall’arresto, il 24 dicembre, del funzionario del Sisde Bruno Contrada con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il processo di primo grado si concluderà il 5 aprile 1996 con la condanna a dieci anni di carcere. In quello stesso anno… Il 15 gennaio il giudice Rosario Priore invia tredici avvisi di garanzia ad alti esponenti delle gerarchie militari e ad un funzionario del Sismi nell’ambito della tragedia di Ustica. Il 29 gennaio il presidente della Commissione stragi Libero Gualtieri dichiara che la conclusione dell’inchiesta su Gladio ha rivelato che essa è una struttura illegittima che è stata protagonista negli anni settanta della “strategia della tensione”. Il 12 febbraio la Corte di Cassazione annulla la sentenza del luglio del 1990 che aveva assolto tutti gli imputati per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto del 1980. Il 22 febbraio il Tribunale di Caltanissetta condanna il magistrato Alberto Di Pisa ad un anno e sei mesi di reclusione con l’accusa di essere il “corvo” di Palermo. Il 16 aprile il processo per la bancarotta del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi si chiude a Milano con 33 condanne. Il 24 aprile l’inchiesta su Tangentopoli – partita senza clamore con l’arresto il 17 febbraio del presidente del Pio Albergo Trivulzio, il socialista Mario Chiesa – si allarga e acquista spazio nei mass-media. Numerosi imprenditori ammettono di avere versato tangenti ai politici. Il 30 aprile viene arrestato Pietro Longo, ex segretario del Psdi. La condanna per reati contro la pubblica amministrazione è diventata definitiva. L’1 maggio il pool di Mani Pulite invia gli avvisi di garanzia agli ex sindaci socialisti di Milano Carlo Tognoli e Paolo Pillitteri. E poco dopo inizia il lungo elenco di quelli inviati al deputato e segretario amministrativo della Dc, Severino Citaristi. E viene arrestato il primo pidiessino, il segretario cittadino milanese Roberto Cappellini. L’11 maggio viene eletto sindaco di Milano, al posto del dimissionario Paolo Pillitteri (cognato del segretario socialista Craxi), un ex esponente migliorista del Pds Giampiero Borghini. La formula è quella del quadripartito. Il 21 maggio la Corte di Cassazione conferma definitivamente la condanna inflitta a due alti ufficiali dei carabinieri per il depistaggio delle indagini sulla strage di Peteano compiuta il 31 maggio 1972. Il 6 giugno viene arrestato il manager della FIAT Enzo Papi e poco dopo Alberto Mario Zamorani dell’Italstat per le tangenti per il superaeroporto lombardo Malpensa 2000. Il 23 giugno una lunghissima e partecipatissima catena umana congiunge simbolicamente il Palazzo di Giustizia di Palermo e la casa di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo per ricordare le 5 vittime della strage di Capaci ad un mese di distanza. Il 27 giugno i Sindacati indicono a Palermo una manifestazione contro la mafia e in ricordo di Giovanni Falcone: per le vie della città sfilano – provenienti da tutta l’Italia – circa 150 mila persone. Il 29 giugno Gioacchino Basile (nel novembre del ’90 è stato licenziato dalla Fincantieri e nonostante che un pretore abbia riconosciuto illegittimo tale atto e abbia disposto la sua reintegrazione viene pagato dall’azienda ma gli viene impedito di entrare ai Cantieri e lavorare) presenta un nuovo esposto alla Procura della Repubblica per denunciare che i fratelli Galatolo, noti esponenti mafiosi del quartiere, sono costantemente presenti nei Cantieri e ritorna su un’operazione poco chiara di una svendita di materiale in ottimo stato ad un’impresa che si ritiene vicina alla mafia. L’1 luglio la società calcistica del Torino cede il giocatore Lentini al Milan di Silvio Berlusconi per 60 miliardi. L’affare provocherà molte polemiche e sarà avviata un’inchiesta della magistratura per il versamento di una quota non dichiarata nel contratto e quindi “in nero”. Il 9 luglio la Camera vota l’autorizzazione a procedere per cinque parlamentari coinvolti nell’inchiesta della Procura di Milano su Tangentopoli: i socialisti Tognoli, Pillitteri e Massari, il repubblicano Del Pennino e il pidiessino Cervetti. Il 14 e il 18 luglio vengono raggiunti da un avviso di garanzia il socialista e ex ministro degli Esteri Gianni De Michelis e il vicesegretario della Dc Silvio Lega. Il 16 luglio viene arrestato il costruttore Salvatore Ligresti, chiamato il “re del mattone”, con l’accusa di aver pagato un miliardo per acquisire alla Grassetti Costruzioni – da lui controllata – appalti per la metropolitana milanese. Anche il presidente di quest’ultima, Claudio Dini, finisce in carcere. Il 30 luglio viene arrestato il capogruppo del Psi al Comune di Milano, Loris Zaffra. Il 31 agosto viene arrestato a Gioia Tauro (in provincia di Reggio Calabria) il boss della ‘Ndrangheta Saro Mammoliti, insieme alla moglie e a nove esponenti del suo clan. Il 2 settembre il deputato socialista Sergio Moroni si suicida a Brescia. Coinvolto nell’inchiesta “Mani Pulite”, spiega le ragioni del suo gesto in una lettera-testamento indirizzata al presidente della Camera Giorgio Napolitano. Il 6 settembre viene arrestato nel vicentino il boss Giuseppe Madonia. Nella cattura dell’importante esponente di Cosa Nostra risulta fondamentale il ruolo dei collaboratori di giustizia. L’8 settembre si insedia a Roma la Commissione Bicamerale per le riforme istituzionali presieduta dal democristiano Ciriaco De Mita. Soltanto quella che nasce il 14 gennaio del 1997 riuscirà a concludere i suoi lavori e produrre dei documenti che saranno discussi dal Parlamento a partire dal gennaio del 1998. L’11 settembre viene arrestato il capo della camorra Carmine Alfieri. Il 28 settembre viene ucciso in provincia di Trapani, mentre sta rientrando a casa con la moglie, il capitano di marina Paolo Ficalosa. Successivamente, da persone diverse (Gioacchino La Barbera e Giovanni Brusca) e in tempi diversi (maggio ’95 e agosto ’96), si verrà a conoscenza che il capitano aveva affittato uno dei suoi appartamenti a Totuccio Contorno – che gli era stato presentato sotto falso nome – nel periodo in cui questi era rientrato in Sicilia. Il 7 novembre viene ucciso a Foggia l’imprenditore antiracket Giovanni Panunzio. Aveva denunciato un anno prima i suoi estorsori e 14 persone erano state arrestate. Il 24 novembre la Cassazione conferma la sentenza di condanna per gli imputati della strage del rapido 904. La vicenda giudiziaria si conclude dopo 6 processi e ad otto anni di distanza dalla data in cui era stata compiuta la strage. Il 28 novembre – nel primo processo celebrato in seguito all’inchiesta del pool Mani Pulite – il socialista Mario Chiesa, ex presidente di un ente assistenziale del Comune di Milano, viene condannato a sei anni di carcere. L’1 dicembre la Corte Costituzionale ammette il referendum – proposto da un comitato di cui fa parte Mario Segni – per introdurre in Italia il sistema maggioritario. Vengono assolti dalla Corte d’Appello di Caltanissetta gli imputati per l’assassinio – avvenuto la notte del 25 gennaio 1983 a Valderice – del sostituto procuratore di Trapani Giacomo Ciaccio Montalto. L’11 dicembre vengono condannati a due anni e otto mesi di reclusione nel processo per lo scandalo delle “carceri d’oro” il socialdemocratico Franco Nicolazzi e Gabriele Di Palma, rispettivamente ex ministro e ex direttore generale dei Lavori Pubblici nel 1988, periodo in cui erano avvenuti i fatti contestati (tangenti per la costruzione di nuovi istituti di pena). Il 13 dicembre il voto per il rinnovo dei consigli comunali registra risultati importanti. La Lega, movimento fortemente radicato al Nord, conquista il secondo posto a livello nazionale e ottiene il doppio dei voti della Dc a Monza e Varese. Il Psi ha un crollo e non arriva a superare il 5% in Lombardia. Il Pds perde due punti e anche Mario Segni subisce una sconfitta. La Rete raddoppia i suoi voti al Nord. Si parla di “effetto Tangentopoli”. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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