| L'editoriale di Antimafia: Baciamo le mani |
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di Giorgio Bongiovanni - 16 maggio 2008
E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere. E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan. A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva. Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del senato Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza. La stessa identica informazione è stata pubblicata nel libro di Peter Gomez e Lirio Abbate I complici giustamente osannato e da tutti citato perché uno dei suoi autori, Abbate, è stato minacciato da Cosa Nostra. Il problema è che siccome in Italia si legge pochissimo, nonostante l’ottimo lavoro dei due colleghi in questione e di molti altri, un certo tipo di informazione non arriva al grande pubblico e non ci deve arrivare. La televisione serve per ipnotizzare, indurre a diventare consumatori compulsivi, ad anestetizzarci dalla reale condizione del mondo e se per caso una notizia irrompe sugli schermi interrompendo il ronzio ipnotico si scatena il putiferio. E non tanto nel merito della questione, se quanto ha detto Travaglio sia vero o no, ma per il semplice fatto che episodi del genere non devono accadere. E quindi via al valzer di scandalizzati, indignati, e offesi che chiedono a gran voce la gogna che arriva puntuale con l’aut-aut intimidatorio al giornalista che deve decidere bene cosa dire nelle sue prossime uscite in tv. “Il destino di Marco Travaglio è nelle sue mani”, ha detto il presidente Cappon al Cda della Rai, “alla prima nuova violazione il suo contratto sarà rescisso”. Dare del lombrico o della muffa al presidente del Senato non sarà elegante, ma viene da ridere che questo gridolino da educande provenga da politici che hanno dato spettacolo della loro alta classe pestandosi in mondovisione, festeggiando la caduta di un governo con la mortadella o inneggiando all’imbracciamento dei fucili, per non elencare tutte le nefandezze che qualificano la nostra classe politica. A partire dalla molto commendevole presenza alla Camera e al Senato di 17 condannati definitivi più altri personaggi condannati in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa come il senatore Dell’Utri e per favoreggiamento personale a singoli mafiosi come il senatore Cuffaro. Poi tanto per dar dimostrazione dei metodi che verranno usati contro chiunque osi esprimere il suo pensiero parte il lavoretto sporco che sa tanto di quei servizi di cui Giuseppe D’Avanzo, autorevole penna de La Repubblica, è esperto. Per cui, con notizie raffazzonate e imprecise, cerca di gettar fango su Travaglio adducendo similitudini impossibili che sono francamente un insulto all’intelligenza. Citando tra l’altro come fonte l’avvocato di un recente condannato in primo grado a 14 anni per associazione mafiosa come Michele Aiello che, giustamente, sulla scia dei politici e dei potenti di turno ha subito dichiarato di volersi iscrivere alle associazioni antiracket perché è una vittima della mafia. Siccome noi non siamo ancora rassegnati, non riteniamo che gli italiani siano del tutto rimbecilliti, nonostante gli sforzi, abbiamo deciso di ricostruire i fatti che riguardano il presidente del Senato Schifani, così li potranno paragonare a quelli che D’Avanzo ha spiattellato su Repubblica a proposito di Travaglio e farsi un’idea. Potranno decidere se sia più grave per un’alta carica dello Stato aver trattato affari con mafiosi, o per un giornalista in vacanza aver chiesto di un cuscino, seppur ad un deprecabile servo infedele dello Stato come Pippo Ciuro. Del resto anche Falcone e Borsellino hanno avuto i loro traditori. Confidiamo che gli italiani ancora sappiano distinguere.
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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