| Per una CULTURA DELLA LEGALITA’ n°26 |
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Giancarlo Siani: un esempio per combattere l’illegalità Emanuela Guarino - Lucia Milone III C - S.M.S. G.B. Marino - Napoli Non solo una commemorazione! E’ stata davvero un bella giornata! Tanti ragazzi di Ponticelli e di altre scuole riuniti in un antico palazzo - (Palazzo Serra di Cassano) - per ritirare dei premi e tra questi il premio “Giancarlo Siani”, giornalista de “Il Mattino”, ucciso 17 anni fa (1985), sotto casa sua, dalla camorra, per aver fatto ricerche su di essa. Fu una “tragedia” quella di Siani, ma noi, il 23 Settembre 2002, non l’abbiamo ricordato per la sua morte bensì per il colpo che inflisse alla camorra. Non è stata solo una giornata commemorativa, anche se ci sono stati autorevoli interventi, piuttosto un punto di partenza per tanti giovani che, come noi, si avvicinano ad importanti tematiche, chiedendo di dire la loro e non di rimanere …annoiati a prestare ascolto. Per noi Siani è diventato un esempio che ci dà la spinta per combattere contro l’illegalità fin da piccoli e, perché no?, contro la camorra da grandi. Siamo stati contenti di essere a “Palazzo Serra di Cassano”in quella mattina, convocati per ritirare i nostri premi, ma la cosa più bella è stata quella di poter sentir parlare il fratello di Giancarlo Siani, Paolo Siani, che ci ha consigliato come andare avanti nella lotta per la legalità. Da diverso tempo ci occupiamo di ed.alla legalità ed abbiamo capito che non si tratta di un argomento da studiare sui libri di testo, ma è un’idea che deve nascere in noi e pian piano deve crescere. Se questo non accade assumiamo la mentalità del furbo che pensa solo a se stesso senza rispettare gli altri. Da piccoli significa compiere piccole illegalità, da grandi queste illegalità crescono e diventa sempre più difficile modificare in meglio il proprio comportamento. Nel corso di questi anni le importanti tematiche della legalità sono state da noi trattate attraverso i disegni e il gioco. Generalmente, in classe, affrontavamo l’argomento che diveniva poi un disegno con il suo slogan; in questo modo,per noi era più facile capire e poi spiegare le nostre idee e, contemporaneamente, per gli altri, diviene più immediata e piacevole la comprensione del messaggio. “La Mongolfiera”, il nostro giornalino scolastico, ci è sempre servito per diffondere, nelle altre classi e nelle famiglie, il lavoro da noi svolto. Sono nati così “Il Gioco della Legalità”e il “Legal-memory”, un gioco da tavola e un gioco delle carte che servono a far riflettere sulle regole e poi un libro con le nostre poesie “Poeti Legali Crescono”. Questo per noi vuole significare “dire la nostra”, essere protagonisti! La nostra ultima “fatica”è un diario - agenda, distribuito sul territorio di Ponticelli, in esso sono state affrontate tematiche diverse (i diritti delle donne e dei bambini,la guerra e la tolleranza, la droga e le piccole illegalità quotidiane). Su queste tematiche si è discusso in classe - contemporaneamente in 10 scuole diverse di Ponticelli - poi abbiamo prodotto dei disegni sull’argomento; questi sono stati selezionati, scegliendo i migliori che hanno dato vita al Diario-Agenda “I pensieri hanno radici”, presentato nella giornata Siani. La soddisfazione più grande è quella di poter utilizzare questo A.S. un diario fatto da noi che è divertente e ci farà riflettere senza annoiarci. Noi abbiamo, però, un ulteriore desiderio: vedere il nostro Diario-Agenda in tutte le scuole di Napoli perché, finalmente, da Ponticelli, ricordato in genere solo per le cose negative, quest’anno, invece, arriva un’iniziativa così bella. I ragazzi della "Carlo Poerio" Scuola Media Statale - Napoli Quel 23 settembre di diciassette anni fa Il 23 settembre di diciassette anni fa, alle nove di sera, la camorra ammazzava Giancarlo Siani, un giornalista appena ventiseienne, che scriveva per il quotidiano Il Mattino quello che succedeva a Torre Annunziata e nell'intera zona vesuviana. Gli spietati killer lo aspettarono sotto casa sua, a piazza Leonardo, in uno dei quartieri residenziali di Napoli, il Vomero, e lo colpirono a morte mentre tornava dal lavoro. Siani si era impegnato nella lotta alla camorra sin da quando collaborava con Amato Lamberti nell'Osservatorio sulla Camorra ed aveva continuato le sue indagini a Il Mattino con inchieste sul territorio vesuviano. Aveva denunciato anche la strumentalizzazione dei "muschilli" per la consegna della droga, raccontando che addirittura una nonna (e che bella nonna…), all'insaputa della figlia, usava il nipotino che le veniva affidato, per consegnare delle "bustine". Quello che fece decidere alla camorra di ucciderlo fu, però, un preciso articolo, quello del 10 giugno'85. In questo articolo Giancarlo Siani rivela particolari ancora sconosciuti della guerra in corso tra i clan della Nuova Famiglia, soffermandosi sul predominio assunto da Valentino Gionta e sostenendo che era stato Lorenzo Nuvoletta a favorire il suo arresto. Spiega, infatti, che negli anni precedenti, dopo aver sconfitto i cutoliani della zona, il clan Gionta aveva allargato i suoi affari, passando dal contrabbando di sigarette al controllo del mercato ittico, di quello dei fiori e di quello della carne. Accresciuto il suo potere sulla zona, Valentino Gionta - prosegue Siani - stabilisce contatti con la mafia siciliana e decide di darsi anche al traffico di eroina. Ma questo mercato a Torre Annunziata è controllato dai Bardellino, che insieme agli altri clan danneggiati da Gionta si vogliono liberare del pericoloso rivale. Così Antonio Bardellino si accorda con Lorenzo Nuvoletta per eliminare Valentino Gionta. Nuvoletta è interessato ad accontentare Bardellino per porre fine ad una guerra che ha in corso con lui. Però non se la sente di uccidere un ex alleato e fa in modo che la polizia lo arresti. Le affermazioni di Siani sulla cattura di Gionta, avvenuta in una zona controllata da Nuvoletta, fanno imbestialire quest'ultimo che urla "QUESTO GIORNALISTA HA SBAGLIATO PESANTE E DEVE PAGARE". E' una condanna a morte, che verrà eseguita tre mesi dopo: quel 23 settembre di diciassette anni fa, alle nove di sera. I tre gradi del processo per l'omicidio di Giancarlo Siani hanno confermato, grazie alla collaborazione di un "pentito", che il giornalista aveva detto la verità e che proprio per questo è stato ucciso. Alla memoria di Giancarlo Siani la Regione Campania dedica la giornata del 23 settembre, che celebra anche premiando le scuole che si impegnano per la diffusione della cultura della legalità. box1 I suoi insegnamenti Giancarlo Siani è morto per migliorare la società, per dire ciò che ognuno di noi dovrebbe sempre dire: LA VERITA', anche se è pericolosa… Se tutti prendessero esempio da Lui, i camorristi, questi uomini che si impongono con la forza e con il sangue, verrebbero sconfitti una volta per tutti. Io credo che se tutti ci impegnassimo come Giancarlo Siani, con tutte le nostre forze, il valore della giustizia non verrebbe mai sconfitto… Giancarlo Siani fu ucciso perché amava il proprio lavoro, perché amava la verità, e credeva che il mondo così com'era avesse qualcosa che non andava, e cercava di migliorarlo. Da allora divenne il simbolo della verità, della giustizia e della lotta all'illegalità. Giancarlo Siani aveva scelto di fare il suo lavoro con impegno, non voleva registrare fatti conosciuti da tutti e fare commenti su di essi, ma aveva imboccato la difficile, scomoda strada del giornalismo di inchiesta...Con il suo esempio Giancarlo, come i giornalisti uccisi dalla mafia siciliana, ci ha insegnato l'importanza dell'impegno e ci ha dimostrato che anche nel nostro tempo esistono gli eroi. Maria Sveva Scuola Media Statale “Carlo Poerio” - Napoli dedicato a Giancarlo Siani Tutto è iniziato, per me, circa tre anni fa, quando sono entrata, per la prima volta, nella 1° D della Carlo Poerio. E stato lì che io, come tutta la mia classe, ho avuto i primi approcci con il Poerio Planet, il giornale scolastico che si realizzava e si realizza giorno per giorno con la partecipazione piccola o grande di tutti, dagli studenti ai professori, dalla prima all'ultima sezione della scuola. Dall'inizio della nostra attività giornalistica, sono passati ormai tre anni, ed in questo arco di tempo il nostro giornale ha acquistato prestigio, professionalità, ed ha consentito alle varie classi di farsi conoscere, e di avere ognuna i propri articoli di cui andare fieri. Ed io, come tutta la mia scuola, in questi tre anni sono stata fiera del nostro giornale. Un'occasione in particolare mi ha commossa e resa orgogliosa di far parte della redazione del Poerio Planet: la attribuzione alla nostra scuola del premio "Giancarlo Siani", per aver realizzato il miglior giornalino scolastico, premiazione alla quale io stessa ho partecipato. La premiazione si è tenuta lunedì 23 settembre a palazzo Serra di Cassano, con i rappresentanti di 31 scuole, partecipanti ai concorsi "Giancarlo Siani", per il migliore giornalino scolastico e la migliore rappresentazione teatrale della regione. È' lì che ci siamo recati anche noi. L'appuntamento era per le dieci: a quell'ora c'è stata la registrazione delle scuole partecipanti, e mezz'ora dopo iniziavano gli interventi dei relatori. Per prima ha parlato l'assessore regionale alla Formazione, Adriana Buffardi, che ha basato il proprio intervento su una riflessione: "è vero o no che il rispetto delle regole è la condizione per essere liberi?" "In fondo - ha poi continuato - Siani ci ha lasciato due insegnamenti: che la ricerca della verità è essenziale per essere liberi e cittadini, e che viviamo in un mondo dove la camorra detta ancora legge…." "La speranza, ora - ha concluso l'assessore Buffardi - è che fra qualche anno di Siani potremo ricordare solo il primo insegnamento, e che potremo pensare a lui dicendoci che abbiamo vinto le nostre lotte in nome del suo amore e della sua ricerca della giustizia." Tra gli interventi dei ragazzi delle scuole, c'è stato quello di Flora, che ci ha comunicato come per lei e per i ragazzi dell'"Istituto Tecnico Siani", Giancarlo sia ancora un grande esempio nel cui nome gridare il loro SI' alla legalità ed alla lotta alla camorra. L'assessore Maria Fortuna Incostante ci ha parlato del ruolo da protagonista della scuola, e di come essa debba insegnarci a lottare per la legalità, a capire dove potrebbe portarci la strada dell'illegalità una volta imboccata, e che futuro potrebbe offrirci; inoltre ha annunciato il nuovo accordo concluso tra la Regione ed il Governo centrale per l'impiego di fondi nella sicurezza della nostra regione, accordo intitolato proprio a Giancarlo Siani. Hanno continuato a parlarci del rapporto scuola-legalità anche i dirigenti de Filippis e Pierluigi Lopresti, che hanno messo in luce come la camorra sia una negazione della pace, e come anche noi ragazzi potremmo dare una mano "consapevole" alla lotta all'illegalità nel nome del giornalista ucciso. La conferenza è continuata con gli interventi dei ragazzi, fra cui Cristina, ex alunna della Poerio, che ha parlato della nostra esperienza di educazione alla legalità, affermando che le esperienze fatte alla Poerio l'hanno convinta che per contrastare la grande criminalità bisogna acquisire la capacità di opporsi giorno dopo giorno alle tante forme di illegalità che vengono normalmente tollerate e che creano quella mentalità omertosa che favorisce la mafia e la camorra. C'è stato poi, il discorso del Presidente Emerito della Corte Costituzionale Giovanni Conso, che ha paragonato Siani e Casalegno, "per la loro lotta sincera all'illegalità, portata avanti con coraggio e verità". In seguito abbiamo ascoltato il coinvolgente e deciso intervento di Paolo Siani, fratello di Giancarlo, che spiegava come per tutta la sua famiglia "il 23 settembre sia ancora una data triste nonostante siano passati diciassette anni da quando vili assassini troncarono la vita…. di un giornalista innamorato del suo mestiere e della vita." "In questo giorno non riusciamo proprio a vivere la vita normalmente - ha proseguito Siani - non ci riesce di rassegnarci all'idea che Giancarlo non c'è più. Non tolleriamo l'idea di quella morte così tragica e così ingiusta…" Queste sono parole pronunciate da un uomo che ha perso il fratello per motivi assurdi ed ingiusti, parole pronunciate da un uomo sicuro che l'esempio di cui lui stesso è testimone non morirà mai, come non avrà mai fine la lotta per difendere la verità. Dopo questo meraviglioso intervento ha avuto luogo la tanto sospirata premiazione, che ha concluso la giornata. E così è terminata la Giornata Giancarlo Siani, ma non la nostra avventura con il giornalino, né la nostra lotta per la verità. box1 Centro di Documentazione contro la camorra Il Centro come luogo della memoria e della ricerca, dell'incontro e della proposta operativa Il Centro nasce grazie all’impegno dei dirigenti e dei funzionari del Servizio Istruzione e cultura dell’Assessorato alla P.I. e della Cultura della Regione Campania che lavora assiduamente sul territorio. Da settembre del 2001 ha attivato uno Sportello Informativo di consulenza per Docenti ed operatori, operante il martedì ed il giovedì mattina, dalle 10.00 alle 13.00 ed il martedì pomeriggio, dalle 15.00 alle 17.30. Sarà possibile così consultare i progetti catalogati; accedere alla documentazione cartacea e multimediale; visionare filmati; consultare bibliografie, filmografie, webgrafie; fornire, di converso, elaborati e proposte. Ma non è tutto! Il Centro si preoccupa di promuovere la catalogazione ragionata dei materiali di ricerca, la presentazione di esperienze didattiche delle scuole della Campania, aprendo le porte al dialogo con gli utenti e le Istituzioni locali. Cura la diffusione capillare della Legge 39; l’attuazione dei Bandi di concorso previsti. In primo piano la realizzazione di gemellaggi e scambi culturali con le realtà nazionali ed estere, utilizzando, all'uopo, la normativa regionale esistente servendosi al meglio della normativa nazionale e regionale esistente. Il suo intento è anche quello di collaborare con la Commissione consiliare anticamorra della Regione Campania. Creando un raccordo permanente con la Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, gli Enti Locali, le Forze dell'Ordine, la Magistratura e l'Avvocatura, il Volontariato, l'Associazionismo e le realtà nazionali ed internazionali interessate alle tematiche in oggetto. Inoltre grazie alla rivista “Progetto Campania” promuove attività informative e di documentazione. Chi desidera avere maggiori informazioni può contattarli al seguente indirizzo: Centro Direzionale di Napoli sede 1° piano della Torre C 3 al. Tel/fax: 081/7969332 –7969389 -9480 – 9619. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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