| LIBRI DI CASA NOSTRA n°27 |
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Tecnica di lotta anticrimine La necessità di contenere e ridimensionare i settori dominanti che caratterizzano la grande criminalità organizzata in Italia, ha determinato lo sviluppo di numerosi provvedimenti legislativi e organizzativi che hanno interessato l’evoluzione di settori rilevanti della magistratura e delle forze di polizia che hanno assunto molteplici configurazioni e metodologie operative. Il dibattito permanente sul problema della criminalità organizzata costituisce aspetto positivo e significativo della credibilità del sistema democratico e del livello di civiltà che appartengono al nostro Paese. Molti operatori di sicurezza nelle varie organizzazioni dello Stato hanno dato e danno un contributo alla lotta alla grande criminalità che è anche e soprattutto metodo di lavoro e quindi professionalità. In questa sede si tratterà dell’approccio al problema sviluppato in dieci anni da un pugno di uomini, anni vissuti freneticamente tra speranze e delusioni caratterizzati da una sola certezza, quella di una professionalità misurata nelle strade di questo Paese al sud e al nord e che ha trovato nelle sedi dibattimentali il suo banco di prova definitivo. Una professionalità che è soprattutto amore per la giustizia, per la libertà di un popolo fatto di gente semplice e umile, che rifiuta l’arroganza e l’oppressione da qualunque parte provengano. A quegli uomini, numerosi e silenziosi vogliamo dedicare i giorni del nostro lavoro affinché possano sempre sentirsi liberi di vivere con dignità in un mondo giusto lontano dagli incubi e dalla sopraffazione. Al nostro livello abbiamo concepito, organizzato e condotto il contrasto alle associazioni per delinquere di tipo mafioso attraverso la costituzione di un modulo operativo all’interno dell’Arma dei Carabinieri che rappresenta l’approccio militare alla polizia giudiziaria. Con ciò deve intendersi che i concetti d’azione, le procedure d’impiego e le modalità operative usate, sempre aderenti alla normativa penale e di procedura penale, hanno la loro radice nella cultura e nella filosofia militare dell’Esercito Italiano a cui io ed i “miei uomini” siamo grati ed a cui con orgoglio abbiamo sempre sentito di appartenere. E’ un contributo di pensiero per gli operatori di sicurezza e per i cittadini che insieme conducono la lotta per l’affermazione della legalità, affinché entrambi possano far riferimento ad una conoscenza e ad un linguaggio che volutamente rimane sul piano concettuale e che vuole costituire per tutti un punto di partenza e non un punto di arrivo per il conseguimento di una sicurezza efficiente ed efficace. MICROMEGA L’opposizione possibile Roberto Scarpinato La normalità italiana, storia di ordinarie violenze In questo numero di Micromega tra i vari saggi mettiamo in evidenza quello di Roberto Scarpinato, dal titolo “La normalità italiana, storia di ordinarie violenze”. L’autore fa un’analisi storico – politica dall’Italia mettendo in evidenza come momenti ben precisi della nostra storia (quale appunto Tangentopoli, la vicenda del generale Bova Beccaris - che nel 1898 uccise ottanta persone a colpi di cannone e mortaio, e nonostante tutto <<decorato dal governo per tale “eroica” strage di manifestanti inermi>>, la strage di Portella della Ginetra, il 1° maggio 1947, piazza Fontana, a Brescia, l’Italicus, e così via fino ad arrivare alle stragi del 1992-’93) non sono casi isolati ma il ritratto del nostro Paese. Non a caso l’autore cita H.L. Nieburg, uno dei massimi teorici dei conflitti sociali che affermò che la classe dirigente del Texas del tempo – dalle cui file proveniva lo stesso presidente Johnson – aveva forti tradizioni ed ascendenze criminali. Si legge in una sua riflessione: <<La storia dimostra che non è infrequente il caso di gruppi criminali che finiscono poi col diventare essi stessi i quadri di un nuovo ordinamento giuridico – legale e di una nuova organizzazione statuale. Si dà il caso di malviventi americani che si organizzarono in bande, violentarono, rubarono, razziarono cavalli e bestiame, bruciarono villaggi messicani e diventarono poi la classe dirigente della nuova repubblica del Texas: generali, banchieri e grandi proprietari terrieri>>. Ma processare e condannare i carnefici significherebbe, dunque, destabilizzare il quadro politico, equivarrebbe ad una guerra civile per via giudiziaria; una parte del paese dovrebbe giudicare e condannare l’altra parte. <<In Italia, la storia dell’uso della violenza e della predazione sistemica di quote imponenti delle risorse collettive da parte di settori della classe dirigente>> si legge nel testo <<è la storia dell’eterna sconfitta della giurisdizione e dell’impunità dei potenti>>. Cambiano le forme ma ieri come oggi la violenza resta una costante>>. Gruppo Editoriale L’Espresso Euro 12.00 SEQUESTRO ANTIMAFIA E AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA Principi di comportamento Coordinato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e dalla Fondazione “ARISTEIA” Con il volume Sequestro antimafia e amministrazione giudiziaria si apre una nuova collana dedicata ai “Principi di comportamento” emanati dalle commissioni di studio del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti. La collana ha l’ambizione di fornire un supporto concreto a tutti quei professionisti e quegli operatori che ogni giorno si confrontano con le anomalie, le incognite e le contraddizioni della realtà sociale ed economica del nostro Paese. In questa prospettiva ha lavorato la “Commissione di studio per l’elaborazione di principi di comportamento in relazione alle misure di prevenzione patrimoniali” costituita dal Consiglio Nazionale e composta da magistrati, avvocati, rappresentanti della Guardia di Finanza e dottori commercialisti. Il lavoro emerso, oltre a fornire concrete indicazioni di comportamento a quanti svolgono la delicata funzione di amministratore giudiziario di beni sottoposti a sequestro preventivo antimafia, segnala al legislatore aspetti carenti della normativa sui quali è urgente intervenire. Se tra i beni sequestrati sono comprese anche delle imprese, l’impatto sul contesto socio-economico in cui esse sono inserite e operano può essere dirompente. E’ in tale circostanza che la valenza civile, sociale ed economica dell’ufficio di amministratore giudiziario si manifesta in tutta la sua portata e proprio per questo la Commissione ha voluto analizzare a fondo le dinamiche innescate da tale procedimento sotto il profilo sia giuridico sia operativo. Egea Euro 19,50 PICCOLO CESARE Giorgio Bocca Berlusconi è sicuramente un fenomeno italiano, ma è anche il segnale di una degenerazione democratica che attraversa, in vari modi, tutto il mondo occidentale: dall’America di Bush e dello scandalo Enron, alla Francia del caso Le Pen, all’Inghilterra pseudolaburista di Blair, all’Austria di Haider fino alla libertaria Olanda della meteora Fortuyn. Berlusconi è il sintomo di una malattia mondiale che si può individuare, in buona parte, nel dominio assoluto del denaro sulla politica e in un liberismo sfrenato. Governare esclusivamente per i propri interessi e non per l’interesse generale, l’uso sistematico della menzogna, la demonizzazione degli avversari, lo screditamento di tutte le istituzioni e dei poteri autonomi, la furia di produrre a ogni costo nuove leggi che eliminano le tracce del sistema precedente: sono tutti segni che rappresentano la declinazione italiana di una generale anomalia, in una fase cruciale delle democrazie occidentali. Ma, oltre a questo, riemergono i tratti più specifici di una continuità italiana dura a morire: la ripresa della corruzione e della mafia, l’abbandono del Sud, lo scempio del territorio, le tante piccole forme di cesarismo che forse segnano l’alba di un nuovo regime. Feltrinelli Euro 15,00 22 COSE CHE LA SINISTRA DEVE FARE e non ha ancora fatto Dario Fo Franca Rame Jacopo Fo Il popolo della sinistra è stanco di una classe politica che adora le poltrone e l’inciucio e da anni non ha rapporti con la gente e con la loro vita di tutti i giorni e non rappresenta più la cultura e le aspirazioni di milioni di progressisti. Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo movimento, straordinario, che ha iniziato a rifondare la politica come atto di coscienza e partecipazione di tutti. Ma ora è necessario capire quali possono essere gli obiettivi e le forme di lotta di questo movimento. Questo libro raccoglie le idee di cambiamento emerse dalla pratica concreta che ci sono parse migliori ma che sono ancora poco conosciute. Solo se faremo proposte basate sul buon senso e sull’efficienza, e non sull’ideologia, potremo convincere milioni di italiani che hanno votato Berlusconi, a credere che un mondo migliore è possibile e iniziare a costruirlo giorno per giorno insieme a noi. All’interno del libro due interviste inedite a Stefano Benni e a Libero Mancuso. Edizioni Nuovi Mondi Euro 10,00 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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