| Lettera aperta a un giornalista pentito |
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Mi consenta, signor Parisi... di Massimo Brugnoli “Risponda, signor Berlusconi. Presto. Come ha visto, di pentiti veri o presunti non ce n’è traccia negli 11 quesiti. Semmai c’è il profumo di centinaia di miliardi che tra il 1968 e il 1979 finirono nelle sue mani, signor Berlusconi. E tuttora non si sa da dove arrivarono. Poiché c’è chi l’accusa che quell’oceano di quattrini provenne dalle casse di Cosa Nostra e sta indagando proprio su questo, prego, schianti ogni possibile infamia dicendo semplicemente la verità. Punto per punto, nome per nome. E’ un’occasione d’oro per farla finita una volta per tutte. Sappia che d’ora in poi il silenzio non le è più consentito né come imprenditore, né come politico, né come uomo.” Max Parisi, “La Padania”, 8 luglio 1998. Mi consenta, signor Parisi, chi le scrive è un suo ex-ammiratore. Ricordo come se fosse oggi quando, girando per una sgangherata libreria della provincia di Como, mi capitò fra le mani uno strano libro (che tuttora conservo come un cimelio), con una orripilante copertina nero-verde ma dal titolo assai intrigante: “Soldi sporchi al Nord”. Ovvero, la più completa inchiesta giornalistica mai realizzata riguardo all’aspetto esclusivamente finanziario delle avventure di Cosa Nostra nelle regioni del Nord. Ricordo altresì che la mia attenzione fu in particolare colpita dall’ultimo capitolo del libro in questione, dall’eloquente titolo “Silvio Berlusconi è un mafioso?”; seguiva, minuziosa, la descrizione delle quattordici occasioni che, secondo lei, l’attuale Presidente del Consiglio avrebbe avuto per diventarlo. Era un argomento, questo, che in quel periodo la appassionava molto. E infatti se ne occupò diverse volte anche sul quotidiano “La Padania”, sotto lo sguardo compiaciuto del suo direttore politico, Umberto Bossi, che la invitava anzi, testualmente, ad “andare più a fondo con quelle carogne legate a Craxi” (“La Padania”, 21 agosto ‘98). Altro che i giustizialisti di oggi: Flores d’Arcais, al suo cospetto, pareva Alda D’Eusanio. Nell’estate del 1998, per esempio, lei pubblicò un articolo intitolato “Le gesta di Lucky Berlusca” (che non credo abbia bisogno di commenti) ma, soprattutto, ebbe modo di formulare al signor Berlusconi una richiesta intelligente: quella di chiarire una volta per tutte (rispondendo a undici quesiti da lei formulati), dopo aver riassunto le tappe più misteriose della sua miracolosa ascesa imprenditoriale, le origini ancora oscure dei suoi primi finanziamenti. Ma non risulta che le sia mai pervenuta risposta. Ora, considerando il fatto che la sua linea politica ha continuato ad essere filo-leghista anche dopo la riappacificazione di Bossi con “il Cavaliere di Orcore” (definizione sua), che dopo tale avvenimento lei ha abbandonato le inchieste sul passato di Berlusconi, e che voci insistenti la vogliono come new-entry nella Rai berlusconizzata, la domanda sorge spontanea. Ma non sarà che lei, unica persona in Europa, ha trovato veramente le risposte alle suddette domande? Perché, vede, in caso contrario saremmo autorizzati a pensare di trovarci di fronte al più indecoroso voltafaccia nella storia del giornalismo italiano (che pure ne ha viste tante). La prego quindi di rendere edotto il popolo italiano di ciò che lei sa sul passato di Silvio Berlusconi. Così almeno la facciamo finita una volta per tutte. E, soprattutto, lei così renderebbe un impagabile servigio alla giustizia italiana, dal momento che a Palermo c’è chi da anni cerca invano di ricostruire i flussi finanziari oggetto delle sue inchieste, compresi un tecnico della Banca d’Italia e un maresciallo della Guardia di Finanza. E, cosa non meno importante, renderebbe un enorme servigio anche a quei (pochi) giornalisti ancora degni di questo nome che hanno posto le medesime domande ma che hanno finora ricevuto come unica risposta miliardarie richieste di risarcimento. Come vede, mi limito a formularle questa semplice, banale richiesta. Non mi dilungo a rammentarle il resto della sua campagna di Arcore, quando lei indugiava, per esempio, sulle gesta di “Silvio Merluzzoni” e “Teronika Lario” (definizioni sue). In fondo, la satira è satira (a proposito, lei che bazzica Raidue, sa mica che fine ha fatto Luttazzi?) Risponda dunque, e sia chiaro. Perché - e uso una frase sua - d’ora in poi il silenzio non le sarà più consentito. Né come uomo, né come giornalista. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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