| Cristo O Barabba |
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La memoria smarrita sul senatore Andreotti di Claudio Fava Non avremo mai il coraggio di ammetterlo: ma se la sentenza che condanna Giulio Andreotti fosse stata emessa, diciamo, qualche lustro fa (quando la morte di Mino Pecorelli era ancora una violenza recente e oscura) nessuno se ne sarebbe stupito. Proprio come accadde dieci anni or sono, quando i giudici di Palermo chiesero di processare il senatore Andreotti per complicità con la mafia. Nessuno, nemmeno in quell’occasione, si scandalizzò. Nessuno gridó al colpo di stato d’una giustizia collusa. Anzi, fu proprio Gianfranco Fini, dal palco di un suo comizio, a comunicare al popolo della destra la notizia del rinvio a giudizio di Andreotti. Ricevendo per ricompensa un’ovazione. Io mi sento lontano in egual misura dal cinismo di quei comizi e dall’offeso stupore di questi giorni. Ma so bene che il nostro è un paese emotivo, affascinato dai cori e dai lutti, pronto alla lacrima e alla collera. Meno, molto meno, alla memoria. Ai tempi del delitto Pecorelli, ogni copertina dell’Espresso aveva il volto sogghignante e deformato dell’onorevole Andreotti al quale si imputava ogni doppiezza e ogni menzogna (ricordate? l’affare Sindona, Antelope Kobbler, il dossier Mi.Fo.Biali...). Questi sono invece giorni di imminente beatificazione: Andreotti, si commenta, é più simile a Cristo che a un imputato, vittima e martire d’una cospirazione di giudici faziosi. In sintesi: ieri Andreotti era certamente colpevole; oggi é pregiudizialmente innocente. Ma se l’innocenza di Andreotti era così inoppugnabile, delle due l’una: o il senatore è vittima d’un micidiale complotto al quale si sono prestati, nel corso di quindici anni, mezza dozzina di magistrati di uffici diversi (Procura della Repubblica, Ufficio Istruzione, Procura Generale, Corte d’Assise d’appello, tutti concordi nel considerare Andreotti colpevole). Oppure è l’effetto di un’epidemia, un virus sconosciuto che ottunde e manipola la coscienza di quanti frequentano il palazzo di giustizia di Perugia. Perfino quella dei giudici popolari, gente qualsiasi estratta a sorte dagli elenchi dell’anagrafe, apparentemente al di sopra d’ogni sospetto e invece anch’essi, ci mancherebbe, ammalati di faziositá. E tutto questo, per beffa, accade proprio a Perugia, l’accomodante sede giudiziaria che il buon Previti voleva scegliere per sè e per l’amico Berlusconi... Certo, non fa piacere a nessuno vedere un signore di ottantatre anni costretto a difendersi da un’accusa di omicidio e da una condanna a 24 anni di galera. Ma non piace nemmeno questo cieco atto di fede nella purezza degli imputati (al plurale, chè c’è anche Badalamenti: di cui, per carità di patria, nessuno parla). I pregiudizi d’innocenza sono gravi quanto quelli di colpevolezza. Recano danno. Annebbiano la vista. Umiliano la giustizia. E inducono a un uso infelice del vocabolario. Il presidente Ciampi s’è detto “turbato” dalla sentenza di Perugia. Noi semmai ci sentiamo turbati dall’allegra perdita di memoria di questo paese. Abituato a nutrirsi sempre e solo di martiri o di gaglioffi. Cristo o Barabba: in mezzo, niente. tratto da http://itaca.netfirms.com/article_509.shtml ANTIMAFIADuemila N°27 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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