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Antimafia Duemila

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Mafia: monopolio clan per videogiochi PDF Stampa E-mail

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14 maggio 2008
Siracusa.
La polizia di Siracusa, nell'ambito di una indagine coordinata dalla Procura di Catania, ha fermato dieci presunti affiliati al clan mafioso Bottaio-Attanasio.



Nel corso della notte Agenti della Squadra Mobile della Questura di Siracusa, al termine di una complessa attività di indagine, hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, in ottemperanza al relativo decreto emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, 10 soggetti appartenenti al clan mafioso denominato “BOTTARO - ATTANASIO”, operante in questo capoluogo, ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzato alle estorsioni in pregiudizio di commercianti ed imprenditori operanti nel settore dei video giochi, falsando la concorrenza di tale settore di mercato mediante violenze e minacce.
Le indagini, supportate da intercettazioni telefoniche, ambientali e da video riprese, si sono sviluppate tra il mese di novembre del 2006 ed il marzo del 2008 ed hanno permesso di accertare che il titolare di alcune ditte di noleggio di video giochi, dopo aver stipulato un accordo economico – criminale con il clan in argomento, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dal vincolo associativo, era riuscito ad acquisire, a scapito degli altri imprenditori del settore, il monopolio dell’attività economica del noleggio e della gestione degli apparecchi da intrattenimento, in tutto il territorio della città di Siracusa.
Di contro, gli altri imprenditori venivano costretti, attraverso atti intimidatori (come danneggiamenti a mezzo incendio delle loro attività commerciali, posizionamento di cartucce e biglietti intimidatori), a cedere i cd. “posti” presso gli esercizi commerciali oppure a versare al gruppo mafioso suindicato un’ingente somma di denaro a titolo estorsivo.
Le indagini hanno consentito di accertare che, l’imprenditore in argomento, versava nelle casse del gruppo una cospicua parte degli introiti mensili corrispondenti a circa 50/60 mila euro, che veniva utilizzata dal gruppo mafioso per il reinvestimento nelle attività criminali nonché per il mantenimento dei familiari dei detenuti.
La Procura Distrettuale Antimafia ha altresì disposto, come prevede la vigente legislazione, il sequestro preventivo del patrimonio aziendale e dei beni mobili ed immobili rientranti nella disponibilità dell’imprenditore, per un valore complessivo di circa 2.000.000 di euro.
Sono state sequestrate 3 aziende, 1 villa, 2 appartementi, 1 magazzino; 1 terreno e 10 veicoli.
Alla fase esecutiva dell’operazione in argomento, denominata “GAME OVER”, hanno partecipato più di 200 Agenti della Polizia di Stato supportati da unità cinofile e da pattuglie eliportate.
 
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  • La Rivista
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    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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