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Per una CULTURA DELLA LEGALITA’ n°29 | Per una CULTURA DELLA LEGALITA’ n°29 |
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L’attimo fuggente E’ possibile riuscire ad arrivare al cuore dei ragazzi, superando quel muro che immancabilmente si erge tra loro e chi viene a “insegnare” la legalità? A Soverato (Cz) lo scorso 18 gennaio qualcuno ci ha provato e senza alcuna retorica c’è davvero riuscito. Arrivo alla stazione la notte prima, piove a dirotto, mi dirigo verso l’hotel e senza saperlo passo davanti a quello che il giorno seguente sarebbe stato il teatro della conferenza organizzata dall’Osservatorio Falcone – Borsellino – Scopelliti – Valarioti. Mattina, ore 10.00, l’aula magna non è grandissima, i ragazzi occupano i posti abbastanza lentamente fino a quando il Preside dell’istituto Tecnico Statale per Geometri “Malafarina”, prof. Paolo Riverso, non prende la parola ricordando l’impegno della sua scuola nella continuità dei programmi a favore della legalità. Subito dopo è la volta di Carlo Mellea, presidente dell’Osservatorio che, vista la simultaneità della conferenza con l’apertura dell’anno giudiziario in tutta Italia, regala agli studenti delle fotocopie della Costituzione. Mellea prosegue la sua introduzione facendo espliciti riferimenti all’attuale situazione della democrazia nel nostro Paese con alcune leggi che di fatto tutelano gli interessi solamente dei “potenti”. Il prof. Giovanni Sgammotta, responsabile del programma di legalità, illustra i punti cardine per “vivere” la legalità a 360°, a cominciare dalla semplice lettura di un quotidiano, attraverso una vera e propria sopravvivenza in un mondo di lupi, mantenendo inalterato quell’ideale di giustizia per il quale molti hanno perso la vita. Il prof. Sgammotta esorta i ragazzi al rispetto dell’altro in un momento nel quale vige ogni forma di delegittimazione possibile nei confronti delle magistratura, della scuola e dello stesso parlamento. Il sostituto procuratore di Lamezia Terme Marisa Manzini interviene subito dopo parlando di cosa significhi per lei la sua professione, soprattutto nei momenti più difficili, quando si trova di fronte una richiesta di custodia cautelare per un ragazzo. Ma quel ragazzo ha avuto una possibilità diversa… ha compreso il suo comportamento…? La domanda è rivolta a se stessa e trapela un suo stato d’animo di apprensione, ma è come se la dott.ssa Manzini la rivolgesse a tutti gli studenti presenti. Nessuna replica, occhi puntati sul magistrato che termina il suo intervento sottolineando il ruolo fondamentale della scuola nel far conoscere a fondo un fenomeno come la ‘Ndrangheta per poterlo combattere. Arriva il mio turno, mi riaggancio al filmato Il Potere e la Mafia proiettato la settimana precedente, rimarcando i punti salienti dei discorsi di Falcone e Borsellino e la loro attualità. Un pensiero finale a Nino Caponnetto e alla massima di Pippo Fava sul senso della vita senza il coraggio di lottare. Ma è al passaggio di microfono all’ultimo relatore, che scatta quel “quid” magnificamente interpretato da Robin Williams nel film “L’attimo fuggente”. Michele Del Gaudio, magistrato anticorruzione in pensione, ex deputato indipendente, autore di numerose pubblicazioni, scende dal palco, si fa spazio fra gli studenti che increduli lo osservano e comincia un dialogo che li terrà incollati alle sedie fino alla fine e che li farà sorridere in più occasioni, spianando quell’aria corrucciata che ha caratterizzato una buona parte dei volti fino a quel momento. In un mondo dove nessuno fa niente per niente io voglio fare qualcosa per niente… ed è solo l’inizio, Del Gaudio cammina lentamente fra le due file di sedie, si sofferma vicino a quello che ha l’espressione più timida o più di sfida e lo fa parlare, raccontare di sé, dei suoi pensieri o dei suoi progetti. Inizia il discorso sulla legalità con una barzelletta capace di mandare in frantumi ogni eventuale diffidenza. Io sono venuto qui perché vi voglio bene… a voi sembrerà una cazzata ma io ci credo… voi date un senso alla mia vita… altrimenti ne avrebbe molto meno… così come non aveva più senso per Caponnetto dopo che gli avevano ucciso due figli come Falcone e Borsellino… ancora adesso soffro per la sua morte e a volte piango… anche se adesso sento la sua presenza in quest’aula. Lo conobbi nel 1992 e da allora fu per me come un padre… a Nino Caponnetto sono riuscito a dire ciò che non ho mai avuto il coraggio di dire a mio padre che è mancato 2 anni fa <<ti voglio bene>>… Voi riuscite a dire a vostro padre, a vostra madre <<ti voglio bene>>… e loro ve lo riescono a dire? (…) E’ importante che facciate con consapevolezza una scelta… anche facendo politica sia essa di destra, di centro o di sinistra, purchè abbia dei “valori”… Mille occhi puntati su quest’uomo dallo sguardo pulito con un sorriso disarmante, capace di creare momenti di rara intensità nel ricordo delle vittime del terremoto a San Giuliano, con un parallelismo sulle nostre azioni quotidiane che, sfociando nella superficialità o nell’illegalità, possono contribuire a queste tragedie. Un cancelliere del tribunale di Torre Annunziata, una decina di anni fa riuscì a “fregare” 40 miliardi attraverso tanti piccoli atti quotidiani, fino ad essere scoperto e messo in prigione… se avessi dovuto incontrarlo gli avrei chiesto: <<Sei felice dietro le sbarre?… Eri felice quando ti potevi godere i miliardi?… Avevi… hai una moglie che ti ama e che tu ami?… Avevi… hai la capacità di sentire i capelli sudati di tuo figlio che ha giocato a pallone, è andato in bicicletta o ha fatto solo una corsa insieme a te?… Caro cancelliere, non scambierei mai la mia vita con i tuoi miliardi>> e chiedo a voi se lo fareste… Fine dell’intervento, applausi scroscianti e l’inizio di un botta e risposta ricco di “complicità”, con i ragazzi liberi di tirare fuori impressioni e critiche, fino alla conclusione, con gli autobus pronti a riportarli a casa, ognuno nella propria “trincea”. Don Lorenzo Milani diceva che ognuno di noi è responsabile di “tutto”… Se riuscissimo a capire che… se c’è la mafia è anche colpa nostra… se esistono popoli come i kurdi che non hanno uno stato è anche colpa nostra… se muoiono 27 bambini a San Giuliano è anche colpa nostra… (…) Non dovete pensare che questo sia l’unico mondo possibile… voi lo potete cambiare, non ci vuole molto e lo dovete cambiare anche allegramente, con le barzellette, i giochi, il teatro, la discoteca… il mio invito è <<partecipate>>… Forse direte che sono un sentimentale, ma per me oggi questo incontro è stato uno scambio reciproco di Amore e ve ne sono grato… L.B. Diario - agenda Noi alunni della S.M.S. Marino, insieme ad alunni di altre dieci scuole del 49° distretto scolastico di Ponticelli abbiamo affrontato, durante il nostro percorso scolastico, dieci tematiche diverse sull’argomento “Legalità”. Le abbiamo approfondite con slogan, disegni e, molte volte, ne abbiamo parlato, oltre che tra di noi in classe, con esperti: Magistrati e Forze dell’Ordine che sono intervenuti presso le nostre scuole per aiutarci a capire e rispondere alle nostre domande. Spesso, infatti, la realtà che ci circonda, oppure quella più distante da noi, non ci è chiara, così come, talvolta, i film che vediamo fanno nascere in noi curiosità o/e dubbi. Il nostro progetto alla “Legalità” ci è servito anche per capire che le Forze dell’Ordine, che spesso hanno collaborato con noi a scuola, sono dalla nostra parte e non sono solo quelle persone che ci tormentano con multe o divieti. Da tutto questo è nato, poi, un diario-agenda, chiamato “Nei miei giorni …i pensieri hanno radici” in cui sono rappresentati i nostri disegni e i nostri pensieri. Pensieri che, siamo convinti, DEVONO mettere radici. Questa nostra ultima fatica, non è un diario come tutti quelli che si comprano in cartoleria, ma è speciale perché insegna a vivere meglio,si! A vivere meglio nella legalità. E’ un diario che ha avuto un grande successo non solo nella nostra scuola ma anche in molte altre di Ponticelli e ne siamo molto fieri! La prima volta che altri ragazzi lo hanno visto possono averlo valutato poco interessante, ma quando hanno cominciato a sfogliarlo è apparso anche a loro pieno di colori, comodo e allo stesso tempo molto bello e significativo. Molti infatti, hanno sostituito il diario acquistato in cartoleria con la nostra agenda-diario, tanti non hanno nemmeno provveduto ad acquistarne un altro, certi di ricevere il nostro che gli era stato promesso e fiduciosi (…grazie! N.d.r.) che sarebbe stato di loro gradimento. Il risultato è che nelle nostre cartelle c’è qualcosa che ci accomuna!!! Di ciò siamo molto fieri anche perché abbiamo realizzato qualcosa che, finalmente,renderà il quartiere di Ponticelli, che in genere è ricordato solo per le cose negative, come promotore di un’iniziativa così bella! Emanuela Guarino e Lucia Milone 3C Un ringraziamento di cuore a tutti i ragazzi che hanno collaborato alla realizzazione della rubrica di questo mese, spero di potere approfondire con voi alcuni degli argomenti trattati per non rischiare di cadere nella trappola del luogo comune. Grazie a tutti. A presto: Maria Loi Filastrocca per la legalità La camorra è un vortice nero dal quale usciremo sul serio se un grande esercito si formerà per affermare la legalità. Se abbatteremo il muro d’omertà combatteremo meglio la criminalità regalando a tutti la libertà. Bande criminali... Macchine saltate in aria ... Rapine a mano armata... Gente innocente ammazzata ... Corrieri della droga... Ragazzi sulla strada... Ma se dalla strada li toglieremo la camorra colpiremo e di morti innocenti ne cadranno di meno. Aiutiamo la cittadinanza ad avere senso di appartenenza dicendo NO alla tossicodipendenza che toglie LIBERTÀ a tutta la società. Resistiamo alla tentazione dello stereo rubato più sofisticato… Resistiamo alla seduzione della cassetta “pirata” sulla bancarella acquistata… Sentiamoci belli come siamo e le Nike rifiutiamo. Se poi il passo più lungo della gamba non facciamo, anche dell’usura ci liberiamo. Così, anche per nostra volontà VINCERA’ l’esercito della legalità. ( tratto dal CD “ LIBERTÀ È ”- II D, Poerio, 1999) Peppino Impastato e Rita Atria, due storie a confronto Abbiamo visto con la scuola due film che parlano di mafia attraverso le storie di due persone che la hanno combattuta e che hanno pagato per questo con la loro vita. Il primo film, “I cento passi”, parla della lotta fatta alla mafia da un giovane, Peppino Impastato, cresciuto il una famiglia mafiosa. Peppino da piccolo perde lo zio a cui è molto affezionato perché la mafia lo fa uccidere. Da allora, inizia la lotta di Peppino contro la mafia. Il ragazzo, ormai cresciuto, insieme ad un gruppo di amici inizia a denunciare le azioni mafiose e a prendere in giro il boss mafioso Tano Badalamenti attraverso una radio fa loro fondata. Tutto ciò fa irritare i mafiosi, che iniziano a minacciare Peppino. Il padre del ragazzo, nel frattempo, va in America perché vuole aiutare il figlio facendolo trasferire dagli zii, ma appena tornato in Sicilia viene ucciso dalla mafia, che dopo pochi giorni decide di uccidere Peppino. Nel secondo film, invece, si racconta la vita di una ragazza, Rita, cresciuta in un ambiente mafioso, che dopo la perdita del padre e del fratello inizia a collaborare con la giustizia. Dopo la morte del giudice Borsellino, però, Rita si uccide, perché crede che la mafia così abbia vinto la sua battaglia. Entrambe le storie finiscono drammaticamente, con la morte dei due personaggi, ma in realtà hanno anche un esito positivo; infatti la madre di Peppino si ribella alla mafia così come, anche se tardivamente, fa la madre di Rita. In questo modo, l’esempio dato da Peppino e Rita produce i suoi frutti, perché aiuta altre persone a testimoniare e rompere il muro di omertà che consente ai mafiosi di sentirsi al riparo. Sia Rita che Peppino provengono da due famiglie mafiose, ma hanno la forza di ribellarsi alle ingiustizie che vedono, andando contro le regole mafiose. Le due storie, perciò, sono uguali e vogliono comunicare lo stesso messaggio: è necessario combattere senza paura l’illegalità anche contro le regole imposte dalla famiglia, perché alla fine l’esempio dato produrrà risultati positivi. LUCA “CARLO POERIO” 2001 (Napoli) La Mafia La mafia è una delle tante organizzazioni criminali presenti in Italia. Chiamarla solo organizzazione e’ troppo poco: é una macchina di morte basata su regole fisse,che stravolge la vita democratica e l’ economia di un territorio. Questa organizzazione ha radici molto antiche, che non sono, però, cittadine. Infatti fu nell’ 800 che, in un periodo di crisi e di rivolte, molti latifondisti ingaggiarono alcune persone che mantenessero la calma tra i contadini e che con la violenza imponessero il pagamento dei tributi. Queste persone però, si facevano pagare molto profumatamente e quando i latifondisti non avevano abbastanza soldi per pagarli, con la violenza si fecero dare delle terre in cambio dei servizi prestati. Questi furono i “primi mafiosi”. I soldi ottenuti con la riscossione dei pesanti tributi estorti ai contadini e i redditi ricavati da queste terre costituirono le basi della ricchezza dell’ organizzazione mafiosa. A poco a poco in questo modo si sviluppò in tutta la Sicilia un movimento illegale che con le intimidazioni e le violenze ottiene il silenzio e quindi l’appoggio della popolazione. Col passare del tempo da agricola la mafia diventa cittadina ed amplia i propri loschi affari : diventa mafia delle costruzioni, degli appalti, dei mercati alimentari, dei traffici clandestini, della politica… Ancora oggi la mafia si pone come un potente antistato, che è difficile ma non impossibile da combattere. Per combatterla, però bisogna conoscerla. La mafia mantiene il dominio del territorio e della sua popolazione servendosi della violenza più sanguinaria: chi infatti cerca di opporsi al suo dominio viene ritenuto un infame ed un uomo da punire con la morte. A questo ci si può opporre solo se si è molti a combattere, solo se le situazioni si ribaltano lasciando isolati gli elementi che fanno parte della mafia e creando invece uno Stato forte e potente che, con l’aiuto di tutti i cittadini, rompa il cerchio di potenza e sicurezza che protegge i mafiosi ed elimini tutte le attività malavitose da essi svolte. Oggi le attività della mafia sono molte: racket, estorsione, traffico di droga, prostituzione, traffico di clandestini e tante altre. Ognuna di queste attività viene svolta con l’utilizzo della violenza e gli autori dei crimini colpiscono soprattutto i soggetti isolati. Facciamo l’esempio di un imprenditore. I mafiosi chiedono il “pizzo” a tantissimi imprenditori e se uno solo si ribella e confessa tutto alle autorità viene sicuramente ucciso, sia per “punirlo” che per intimorire quelli che vogliono seguire il suo esempio. Se invece centinaia di imprenditori collaborano con la giustizia, non possono essere uccisi tutti perché sono troppi anche per la mafia. Per far sì che la mafia si estingua, bisogna togliere ai mafiosi la possibilità di compiere queste azioni illegali, sequestrando il capitale che utilizzano per compiere queste attività. Le autorità però devono sapere come si svolgono realmente i fatti e per questo servono i testimoni e i collaboratori di giustizia. Queste sono persone che aiutano la giustizia rivelando tutto quello che sanno sulle attività malavitose. Dobbiamo però fare una distinzione tra le due figure. I collaboratori di giustizia sono persone provenienti da ambienti malavitosi che per vari motivi lasciano l’organizzazione. Lo fanno per queste ragioni: Paura di una prossima detenzione; Non riconoscimento dei gruppi che hanno preso il sopravvento nell’organizzazione; Voglia di vendetta; Cambiamento di indirizzo dell’organizzazione non autorizzato dall’individuo che si sente tradito; Forti conflitti tra i vari gruppi mafiosi e quindi mancanza della finta solidarietà in cui l’individuo credeva; Forte aumento del potere dello Stato e timore per la sicurezza fisica del singolo e della sua famiglia. Il testimone di giustizia è, invece, una persona proveniente da un ambiente pulito e sano, perfettamente inserito nella società e che è venuta a sapere per caso di qualche attività illegale o è stata vittima dei ricatti mafiosi. Lo Stato però, per garantire la sicurezza fisica dell’individuo che collabora e dei suoi familiari, mette in atto alcuni sistemi di protezione: cambiamento di generalità ( ma solo in casi eccezionali ) documenti di protezione; assistenza economica; possibilità di assistere alle udienze per video conferenza. Per sconfiggere la mafia bisogna che lo le Forze dell’Ordine si impegnino al massimo. Ma c’è anche bisogno che i cittadini capiscano fino in fondo che questa organizzazione si basa su disvalori, sull’omertà, sulla cieca obbedienza, sulla prepotenza, sulla sottomissione della persona, sulla degradazione della donna e prima di tutto sulla negazione del diritto alla vita ed alla libertà della Persona. Per il mafioso è meglio uccidere il migliore amico che parlare con la giustizia. Tutti noi, dobbiamo cercare di distruggere tutto ciò con l’istruzione, l’educazione e, come ha effettuato in questi ultimi tempi lo Stato, con la creazione di ambienti puliti dove educare i soggetti a rischio. Non dobbiamo però aspettare solo lo stato ma combattere come hanno fatto i giudici Falcone e Borsellino, Rita Atria e Peppino Impastato. Cristina, s.m.s. “C.Poerio”, 2001(Napoli) Segnalazioni 21 febbraio 2003 Rimini. Convegno sulla legalità rivolto ad amministratori locali; tra i relatori, il presidente nazionale di Libera don Luigi Ciotti. 22 febbraio 2003 Roma. Parte con l'Assemblea Nazionale di Libera a Roma l'edizione 2003 della Carovana Antimafia, che quest'anno toccherà, oltre a 17 regioni italiane, anche la Serbia. 22 febbraio 2003 Soverato. L'Osservatorio “Falcone – Borsellino – Scopellit - Valarioti” di Soverato organizza in collaborazione con l’Istituto Tecnico Statale per geometri Malafarina di Soverato, sito in Viale della Stazione, la presentazione del libro la Trattativa con l’autore il giornalista Maurizio Torrealta e il magistrato Antonio Ingroia. 27 febbraio 2003 Modena. Michela Buscemi, familiare di una vittima della mafia, incontrerà i ragazzi della scuola media di Pavullo. Nel pomeriggio gli obiettori di coscienza a Modena per un incontro di formazione. 2 marzo 2003 Modena. Il Centro famiglia di Nazareth di Modena ospiterà un ritiro spirituale e la testimonianza "Educare alla legalità" con Don Ciotti. 6 marzo 2003 Ravenna. Rita Borsellino sarà a Ravenna per l'incontro pubblico "Differenti per non essere indifferenti", mentre la mattina successiva incontrerà gli studenti della città. 9 marzo 2003 Bologna. Nel pomeriggio al Cinema Lumière di Bologna, dopo la proiezione del film “I cento passi”, seguirà un dibattito con Giovanni Impastato e Marco Tullio Giordana. 10 marzo 2003 Bologna. Un convegno " Conoscere per contrastare: la criminalità organizzata in Emilia Romagna", saranno presenti il Presidente della Regione Vasco Errani, il magistrato Pier Luigi Vigna e il presidente di Libera don Luigi Ciotti. 11 marzo 2003 Bologna. Presso la Facoltà di Giurisprudenza si terrà l'incontro pubblico: "La mafia non dimentica, perché noi dovremmo?" Saranno presenti Don Luigi Ciotti, Giovanni Impastato e l'ex Presidente della Camera Luciano Violante. 15 marzo 2003 Soverato. L'Osservatorio “Falcone – Borsellino – Scopelliti - Valarioti” di Soverato organizza in collaborazione con l’Istituto Tecnico Statale per geometri Malafarina di Soverato, sito in Viale della Stazione, un’incontro pubblico con il Senatore Morando Antonio Enrico, Vice Presidente Commissione Bilancio sulla legge finanziaria. 19 marzo 2003 Modena. Presso l'Istituto Barozzi si terrà un incontro con gli studenti su cultura, sport e legalità. A Mirandola Rita Borsellino e Alex Corlazzoli incontreranno gli studenti delle scuole superiori per parlare di "Stato di diritto e percorsi di legalità". 29 marzo 2003 Soverato. L'Osservatorio “Falcone – Borsellino – Scopelliti - Valarioti” di Soverato organizza in collaborazione con l’Istituto Tecnico Statale per geometri Malafarina di Soverato, sito in Viale della Stazione, un incontro con il Senatore Giuseppe Ayala componente della Commissione parlamentare antimafia per ricordare Giovanni Falcone come uomo e magistrato. 10 maggio 2003 L'Osservatorio “Falcone – Borsellino – Scopelliti - Valarioti” di Soverato organizza in collaborazione con l’Istituto Tecnico Statale per geometri Malafarina di Soverato, sito in Viale della Stazione, un incontro pubblico su informazione potere e politica, con le conclusioni del Senatore Claudio Petruccioli – Presidente della Commissione di vigilanza. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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