| Solidarietà per Marco Travaglio |
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Alla senatrice Anna Finocchiaro, che ancora una volta si distingue nel suo nuovo ruolo di suffragetta di esponenti della maggioranza, ricordiamo che il rispetto delle Istituzioni vorrebbe che persone sulle quali possano gravare delle ombre relativamente a fatti acclamati di contiguità con personaggi di un certo tipo non dovrebbero essere chiamate ad occupare le Istituzioni stesse. Affermazione che vale anche per Fabio Fazio, che parla di "rispetto per le Istituzioni che il Presidente Schifani rappresenta". Il rispetto per chi rappresenta, o occupa, una Istituzione, non può infatti comportare un automatico colpo di spugna per la sua storia ed il suo passato. A Maurizio Gasparri, che parla addirittura di "mandanti" per quelli che il suo collega Fabrizio Cicchitto chiama "insulti e demonizzazioni" di Travaglio, e che non sono invece altro che "fatti", non possiamo fare altro che ricordare come invece siano ben noti i mandanti, o il mandante, della sua legge di riforma generale del sistema radio televisivo a causa della quale tutti gli italiani saranno a breve chiamati, in solido, a pagare una multa, retroattiva al 2006, di almeno 300 mila Euro al giorno. Ci preoccupano piuttosto le affermazioni della dirigenza RAI che sembrano preludere e favorire l'emissione di un altro editto bulgaro dopo quello che riuscì a togliere dalla circolazione ed affrettare la fine della vita di un giornalista come Enzo Biagi. Come giustamente afferma Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, a Schifani dovrebbe essere concesso il diritto di replica, anzi dovrebbe essere obbligato ad una replica, per cercare di giustificare i fatti di cui si parla e chiarire i passati rapporti societari con personaggi come Nino Mandalà, amico di Provenzano e condannato come boss mafioso, e Benny D'Agostino, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, che gettano una grave ombra sulla Istituzione che è stato chiamato ad occupare. Come dice Marco Travaglio, quando si leggono i nomi di chi ha incarnato in passato quelle Istituzioni e di chi le occupa adesso non possiamo fare a meno di sentire un vero e proprio brivido nella schiena. tratto da: www.19luglio1992.com Video Marco Travaglio da Fazio Prima parte Seconda parte Terza parte |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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