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Antimafia Duemila

Saturday
Jul 05th
Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow La posta del Direttore n°31
La posta del Direttore n°31 PDF Stampa E-mail



PER MOTIVI DI SPAZIO E PER SODDISFARE TUTTE LE VOSTRE RICHIESTE DI COLLABORAZIONE, VI INVITIAMO AD INVIARCI TESTI CONCISI, ALTRIMENTI DOVREMO ACCORCIARLI SECONDO NOSTRO CRITERIO OPPURE TRALASCIARLI.


In memoria
di Rita Bartoli Costa
“Per amore o per forza”
“La lotta dell’uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l’oblio”.( M. Kundera )


La cosa più importante nella vita è coltivare amicizia sincera, senza schermi, senza strumentalizzazioni.... Questi amici li avrai sempre accanto anche quando ... mille nemici producessero verso di tè le azioni più ignobili per sfigurarti.
Solo investendo su questa rete di solidarietà nella verità reciproca ...possiamo concederci la speranza di migliorare questo mondo che è ostaggio non solo ....dei peggiori criminali, dei peggiori uomini politici ma anche , più crudelmente e semplicemente, dei “sedicenti amici”, che bussano alla nostra porta per carpire la nostra buona fede ....con le loro bugie, con orribile indifferenza.
..........”Mi lega a Rita Bartoli Costa, e ne sono onorata, una affettuosa amicizia, nata per caso in una giornata torrida, sotto l’ombra di un pino , in riva al mare. Si parlava di Palermo, della faticosa transizione verso nuovi valori”....... Un incontro nato fuori da qualsiasi contesto che ci imponesse una sorta di adeguamento formale o psicologico. E’ stato dunque nella piena libertà del nostro primo approccio, in quel fluire generoso delle sue osservazioni e riflessioni , che ho amato subito il suo “alto incedere”. Conoscendo le radici del suo dolore, le sue parole acquistavano una ulteriore luce e non è superfluo dire che quel giorno speciale, Rita , così come si pose, intensa e autentica come poi fu sempre, mi attraversò l’anima . Era seduta , immobile, con accanto il suo bastone ma il suo straordinario dinamismo interiore mi costringeva a inseguirla con passi agili e giganti. Aveva una voce spezzata, intrisa di lettere fioche, eppure il suo pensiero delineava un continuum di orizzonti nitidi e tersi. Orizzonti sospesi fra cielo e terra , per quella sua leggerezza esistenziale nata - “per amore o per forza” - dalla violenza di chi le aveva strappato, un mattino come un’altro, con un atto brutale, il compagno adorato. Entrambe , lo scoprimmo in seguito, avevamo un amore speciale per il “silenzio” , il fedele custode di ciò che ci è più sacro. Oggi mi rimane l’immensa gratitudine per ciò che non si stancava mai di “costruire” insieme: “Ci piaceva liberare il terreno dai rovi, fissare punti cardinali, delineare percorsi, scavare fondamenta ...... Rita aveva un grande amore per l’architettura .....di una società più giusta. Un giorno , un pò provocatoriamente, le chiesi : “ Ma insomma Rita , perchè mi vuoi bene?? Mi rispose: “ Perchè tu sei sempre in “missione”. E tu Rita., ora, dove sei? Il mio desiderio è che tu sia, finalmente, accanto alla Verità che hai invocato tanto e che pochi amano seguire.
Nadia scardeoni
Gaetano Costa, procuratore capo di Palermo. Aveva appena firmato sessanta ordini di cattura contro altrettanti mafiosi, dopo che i suoi sostituti si erano rifiutati di farlo. (6/8/1980 )




Educare alla legalità


Cara Redazione,
sono Giulia e vorrei sapere se secondo voi non sarebbe più proficuo iniziare la lotta contro la mafia infondendo prima di tutto nei giovani, soprattutto in Sicilia e al Centro Sud, una cultura alternativa a quella mafiosa, visto che i più grandi non ne vogliono sapere di risolvere questo problema.
La mafia continua ad esiste secondo me, proprio perché ormai si è troppo radicata nella vita quotidiana della gente. Purtroppo, ma è un dato di fatto, siamo tutti assoggettati alla  sua prepotenza, basti pensare a cosa si deve fare per poter raggiungere un certo posto di lavoro o vincere un concorso di ammissione a questa o a quell’altra scuola. E’ un dare-avere che di questo passo non avrà mai fine.
Ciao e grazie

Gent.ma Giulia,
è indubbiamente importante se non addirittura essenziale, infondere nei più giovani una cultura protesa alla legalità e all’equilibrio sociale, cosa che il nostro giornale ha già iniziato a fare fin dal suo esordio, ma che si prefigge di concretizzare sempre meglio anche nel futuro.
L’educazione alla legalità è un’iniziativa che andrebbe estesa a tutte le scuole, per poter preparare le nuove leve a riconoscere il fenomeno mafioso, il suo linguaggio, i suoi agganci nell’imprenditoria, nella politica e  i suoi connubi con tutte le altre organizzazioni criminali, nazionali e internazionali. Sarebbe importante insegnare la sua storia poiché fa parte della nostra storia, spiegare che non è possibile una convivenza perché questo significherebbe altra violenza e altra prevaricazione.
E oggi di violenza e prevaricazione il mondo ne è fin troppo saturo. Alle porte di questo nuovo millennio, i giovani chiedono un mondo equo e solidale, sono i governi “democratici”,  le istituzioni tutte e i giornalisti che devono rispondere in modo serio e corretto a questa chiamata.   
Grazie e a presto
S.C.




“Cari Amici
di ANTIMAFIADuemila”


Sono un Vostro fedelissimo lettore (ho tutti i numeri della Vostra rivista) e ho avuto l’onore di scrivere per voi alcuni articoli. Vi scrivo perché ho letto sul Corriere che nel covo di Rinella sono state trovate alcune copie del Vostro giornale. Ci tengo a esprimerVi l’apprezzamento per il Vostro lavoro e ulteriori complimenti perché il ritrovamento di quelle copie, se da un lato può preoccupare, dall’altro Vi deve rendere fieri perché indica che il Vostro rappresenta una piccola spina nel fianco, cosa che da tempo la stampa non riesce più ad essere. Sono ormai passati i tempi del “tumulto” della società civile di fronte all’arroganza delle organizzazioni criminali. Solo pochi, oltre Voi, tengono ancora accesa quella flebile fiamma che da tempo le grandi testate hanno smesso di alimentare.
Vi auguro Buon lavoro e ancora complimenti
Michele Colonna, Milano

Grazie Michele per il tuo sostegno, sei troppo buono. Stiamo semplicemente cercando di fare il nostro dovere di giornalisti e di cittadini, di ricostruire il succedersi degli eventi in base ai documenti processuali e alle indagini effettuate dall’autorità giudiziaria. Purtroppo oggi la stampa si occupa molto poco di mafia e spesso la cronaca è approssimativa … quindi forse anche i mafiosi hanno bisogno di informarsi…
Noi, in realtà ci auguriamo che in futuro non ci sia più il bisogno, se non per sola memoria storica, di parlare di Cosa Nostra né di nessun altro sistema criminale. Con questa speranza proseguiamo il nostro lavoro.
Ciao e a presto.
S.C.

 
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  • La Rivista

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    In edicola dal 28 maggio 2008

    In questo numero:

    Stragi ’93. Parla l’avvocato di Riina, Luca Cianferoni in un’intervista esclusiva al nostro direttore Giorgio Bongiovanni.
    I risultati delle elezioni politiche 2008. Approfondimento sulla figura di Marcello Dell’Utri: Attenti a quell’uomo.
    Pericolosi risvolti nella procura calabrese al centro di importanti inchieste. Dalle cimici, ai corvi è come un assedio.
    Calcestruzzi spa sotto inchiesta. Contatto con Cosa Nostra. Nuove collaborazioni e successivi arresti. E’ la fine del sistema Lo Piccolo. Proseguono i grandi processi a Palermo. Da Mercadante a Borzacchelli. Nuova inchiesta su Cuffaro.
    La relazione della Commissione Antimafia sulle grandi capacità d’infiltrazione della ‘Ndrangheta.
    Csm e Anm sotto accusa. Responsabilità e i silenzi nel caso De Magistris. Speciale droga. Le sostanze che invadono l’Europa.
    Le ultime novità del processo “De Mauro”.
    Ed altro ancora…

     

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

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    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


    Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero.
    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

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