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Editoriali
Pizzolungo, strage di innocenti | Pizzolungo, strage di innocenti |
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In ricordo di Barbara Asta e dei suoi due gemellini di sei anni di Luca Tescaroli Diciotto anni fa a Pizzolungo di Valderice, nei pressi di Trapani, una mano omicida intorno alle 8.30 azionava un congegno elettronico che provocava la detonazione di una micidiale carica di esplosivo collocata all’interno di un’auto per annientare Carlo PALERMO, trasferitosi da Trento alla procura della Repubblica di Trapani, ove aveva preso servizio il 17 febbraio 1985, che come tanti altri colleghi doveva pagare per la serietà del suo impegno. Nel regno delle raffinerie di eroina, quel 2 aprile del 1985, scampava miracolosamente all’agguato, ma venivano dilaniati Barbara RIZZO ASTA e i suoi due figli gemelli Giuseppe e Salvatore ASTA di 6 anni, che, al momento dell’esplosione, si trovavano a bordo della loro utilitaria tra la macchina del magistrato e l’autobomba. Un atroce delitto di matrice terroristica sul quale sono emerse solo alcune verità che fece tremare la Sicilia e l’intera Nazione, posto in essere con finalità preventive e dimostrative per impressionare e turbare l’opinione pubblica. L’eliminazione del magistrato poteva essere raggiunta, con molta tranquillità e senza rischi, nella villa occupata dal giudice, ma così l’onorata società non volle. Non era la prima volta che Cosa Nostra sceglieva lo stragismo per eliminare magistrati scomodi (lo aveva già fatto per togliere di mezzo Rocco CHINNICI), così come non era la prima volta che veniva versato il sangue di vittime innocenti, di donne e di bambini, come nei casi della tredicenne Giuseppina SAVOCA (colpita nel settembre del 1959 durante una sparatoria); del tredicenne Paolino RICCOBONO (ucciso il 18 gennaio del 1961, nel corso di una faida mafiosa) e di Giacoma GAMBINO (moglie del mafioso Giuseppe SIRCHIA, uccisa il 22.5.1978). Messaggi di terrore che non possono e che non si devono mai dimenticare soprattutto in questo periodo in cui Cosa Nostra cerca di dissimulare il suo volto più feroce al fine di far dimenticare la sua tremenda pericolosità. Proprio dall’attualità ci vengono offerti motivi per ricordare quel che accadde molti anni fa. All’indomani di quella strage, Giovanni FALCONE parlò di diminuita tensione da parte dello Stato nella lotta contro la mafia e, giustamente, di una strage prevedibile. Infatti, giungeva dopo l’assassinio del giudice di Trapani Gian Giacomo CIACCIO MONTALTO, avvenuto il 25 gennaio 1983, della strage di via Pipitone Federico del 29 luglio 1983 e della strage del treno di Natale del 23.12.1984 con il suo carico di vittime. Oggi come allora ci troviamo alle prese con lo stesso fenomeno criminale e l’azione di contrasto alla criminalità mafiosa è divenuta una faccenda di pochi, i parenti delle vittime, alcuni giornalisti e sacerdoti impegnati e gli addetti ai lavori (magistrati e forze dell’ordine che continuano a lavorare con impegno anche raccogliendo lusinghieri successi). Il cittadino come il mafioso avverte la distrazione dello Stato, inteso nella sua globalità, e delle classi politiche, alcune delle quali appaiono impegnate a concepire e realizzare regolamentazioni della funzione requirente del processo penale proiettate a riportare la giurisdizione sotto l’egida di un penetrante controllo politico, così creando le premesse per inceppare l’apparato antimafia proprio sul terreno più difficile del contrasto, quello delle collusioni e delle relazioni esterne, e per giungere all’eliminazione di qualsiasi rischio connesso al solo inizio del processo nei confronti degli imputati protagonisti di tali condotte. La società civile ha un enorme dovere di speranza nei confronti di quelle vittime innocenti della barbarie di Pizzolungo, che dovrebbe guidarci tutti in quest’epoca di rimozione collettiva nella quale in molti ironizzano su quelle voci che invitano a considerare la mafia un impegno costante e a rifuggire dal compromesso basato sul criterio della convenienza. L’emozione suscitata dal ricordo di Salvatore e Giuseppe ASTA e della loro povera madre dovrebbe indurre tutti ad una riflessione seria perché, in fin dei conti, stiamo rivivendo quegli anni ’80. Basti pensare al violento attacco dell’allora presidente del consiglio Bettino CRAXI nel suo discorso alla Camera contro i pubblici ministeri milanesi in occasione dell’arresto di Roberto CALVI e dello scandalo Banco Ambrosiano – IOR, che sembra evocare i comportamenti di taluni esponenti politici di oggi. Fu allora che cominciò a parlarsi dell’esigenza di separare la carriere dei pubblici ministeri da quella dei giudici. E proprio tale obiettivo veniva perseguito con “il piano di rinascita democratica” della P2 di Licio GELLI. Tutto questo deve preoccupare chiunque nutra un minimo senso dello Stato. I cittadini soprattutto dovrebbero cominciare a chiedersi come sarà possibile esercitare il controllo di legalità da parte di pubblici ministeri inseriti in uffici gerarchicamente organizzati e distratti dall’impegno a sostenere prove d’esame per progredire in carriera, nel momento in cui tale controllo superi i livelli graditi al sistema politico o tenti di entrare nelle zone d’ombra del potere. ANTIMAFIDuemila N°30 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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