La Rivista
Editoriali
Riina d’accordo con il governo | Riina d’accordo con il governo |
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E a contrastare l’arma dei collaboratori di giustizia non è solo il governo, ma anche il superboss Totò Riina. <<Li chiamo pentiti, io li chiamo col mio dialetto anche perché poi sono un quinta elementare>>, aveva detto nel corso di un interrogatorio risalente al 20 ottobre del 1994. <<Sono un povero analfabeto e quindi li chiamo con po’ il mio… Parlando di Buscetta o parlando di Contorno o parlando di questi, signor Presidente questi una volta ai tempi quando c’erano le lettere anonimi si chiamavano lettere anonime. Ora che le lettere anonime vengono cestinate e non sono più valide allora si sono create questi pentiti. Questi pentiti che cosa fanno? Che una volta la lettera anonima non era firmata, ora se firmano perché certamente non è come si dice le che loro si sono dissociati non sono associati perché ne io ho fatto associazione con nessuno e manco loro hanno fatto associazione con me, o discutere o stabilire quindi questi qua oggi essendo gestiti, questi signor pentiti sono gestiti, lei mi può dire…>>. Presidente: <<Da chi?>> Riina: <<Ecco lei mi può dire: da chi? Da chi ha il comando di gestirli signor Presidente. Chi ha il comando di gestirli li gestisce. E li gestisce in un modo tale che quello dice uno dicono tutti. Perché sono a braccio, perché camminano come si suol dire a braccetto, perché c’è cu i gestisci. Lei se mi dice a e cu li gestisci, mah questo non lo so io cu i gestisce ma certamente sono gestiti. Quindi un giorno, diciamo tanti anni fa erano lettere anonime queste. Oggi mettono la firma. Lei sa che con una firma si esce di carcere, si prendono i soldi, si prendono i mesate, si prendono le stipendi, si prendono le ville, quindi certamente tutti cercano di fare i pentiti, tutti cercano di pentire accusando altri innocentamente>>. Presidente: <<Ma lei li conosce?>> Riina: <<Ma io non conosco nessuno di questi>>. Riina: <<Buscetta dice un sacco di fandonie, un sacco di fesserie. Signor Presidente i pentiti di oggi lei ha visto che cosa sono. Sono quelli che fanno buttare all’avvocato Montana, e si uccide, sono quelli che fanno sparare al giudice Signorino, sono quelli che fanno arrestare pezzi grossi della polizia. I pentiti sono questi, i pentiti sono un’arma troppo pericolosa, fanno quello che vogliono. Signor presidente, che cosa si viene a dire? Cerchiamo invece di approfondire, lei da presidente e la corte tutta, cerchiamo di approfondire veramente questi pentiti chi sono, che cosa vogliono e che cosa fanno. Signor Presidente, questo dobbiamo vedere. Invece in base a La Torre o Reina, signor Presidente, non è che ho fatto mai politica, non sono un politicante, non aveva ambizione a pigghiare il posto di Pio La Torre, manco de Mattarella, queste sono cose politici, qua dovete vedere più in alto, dovete cercare altrove, non dovete cercare in me, in Salvatore Riina, un povero agricoltore e poi si è dato da fare per campare la famiglia a lavorare. Signor Presidente di Riina si è voluto fare un parafulmine italiano, di Riina si è voluto fare per dire scarichiamo tutto li i pentiti. Ma Riina non è quello che dicono loro. A Riina gli debbono portare prove. Dove ci siamo seduti signor Presidente? Se io ho mandato a uno a fare una cosa, ci abbiamo dovuto sedere a qualche parte, ci ho dovuto, ci doveva essere qualche altra persona presente. Se se parla de cupola o discupoli, io non poteva essere solo, doveva essere tanti>>. Riina: <<E’ vero ha ragione il presidente Berlusconi, tutte cose [sceneggiati come la Piovra ndr.] sono invenzioni, tutte cose da tragediatori che discreditano l’Italia e la nostra bella Sicilia. Si dicono tante cose cattive con questa storia di Cosa Nostra, della mafia, che fanno scappare la gente. Ma quale mafia, quale piovra, sono romanzi… Andreotti è un tragediato come sono tragediato io. E Carnevale più tragediato ancora. Questi pentiti accusano perché sono pagati, prendono soldi>>. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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