| Riciclaggio: arrestati imprenditori e banchiere |
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L’accusa per tutti è concorso in intestazione fittizia di beni, aggravato dall’aver agito al fine di agevolare Cosa Nostra. Secondo il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e i sostituti Antonio Ingroia, Fernando Asaro e Domenico Gozzo che hanno coordinato le indagini della Dia, gli indagati avrebbero occultato denaro proveniente dagli affari illeciti di Cosa Nostra su conti correnti bancari depositati in paradisi fiscali. La mente organizzativa per gli inquirenti sarebbe Bravetti il quale è amministratore e membro della direzione generale della Banca Arner SA con sede a Lugano e membro di un’associazione interbancaria elvetica per la lotta al riciclaggio. Il gip di Palermo, Roberto Conti, ha provveduto al sequestro di 13 milioni di euro depositati su un fondo aperto nelle Bahamas, di un’imbarcazione d’altura e di altri beni mobili. Le indagini che hanno portato all’arresto dei tre rientrano nella ricerca avviata anni fa per scovare il tesoro di Vito Ciancimino, ex sindaco Dc di Palermo autore del famoso “sacco edilizio” del capoluogo siciliano. Francesco ed Ignazio Zummo non sono sconosciuti alle forze dell’ordine: già nel 2006 sono stati condannati con rito abbreviato rispettivamente a 5 e 3 anni di reclusione per favoreggiamento ed associazione mafiosa e nei loro confronti è stato effettuato un sequestro preventivo di 20 milioni di euro, alcuni custoditi presso banche di Monaco. Per l’accusa sarebbero stati prestanome del costruttore palermitano Vincenzo Piazza. Nel 2001 gli Zummo hanno subito due sequestri, di cui uno dalle autorità svizzere, di 50 e di 300 miliardi di lire. Nello stesso anno Francesco Zummo è stato arrestato a Palermo, mentre il figlio era già finito agli arresti tre anni prima. Negli anni ‘80 Giovanni Falcone in seguito ad una rogatoria svolta nel corso dell’operazione “Pizza Connection” aveva rilevato l’esistenza di conti correnti di Zummo usati per operazioni legate al narcotraffico. Vennero però poi dichiarate prescritte le accuse legate al traffico di stupefacenti. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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