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Rassegna Stampa
In diecimila per ricordare Peppino | In diecimila per ricordare Peppino |
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In gran parte giovani di tutto il colorato pianeta della sinistra, pd, arcobaleno, rifondazione, anarchici, sinistra critica, marxisti leninisti, rappresentanti dei sindacati, dei centri sociali, di Addio Pizzo, di Libera ecc. Una marea di gente che ha invaso le pacifiche strade del borgo marinaro di Terrasini, dove aveva sede Radio Aut, che ha attraversato l’itinerario fatto da Peppino Impastato la tragica sera dell’8 maggio 1978, per arrivare a Cinisi, davanti alla sua casa. In tutti la rabbia e la voglia di protesta contro il sistema mafioso che stritola la Sicilia e che continua a riprodursi attraverso le vecchie piaghe del clientelismo, del parassitismo economico, del controllo scientifico dei posti di lavoro e della libertà di scelta di chi voglia costruirsi un futuro senza sottoporsi al ricatto. Gli slogan quelli di sempre: “Peppino è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai”, “La mafia che uccide non ci fa paura, la nostra risposta sarà più dura” , “Per un compagno ucciso nessun lamento, linea di condotta combattimento”. In partenza, dalla vecchia sede, Salvo Vitale, compagno di Peppino, ha riacceso “idealmente” Radio Aut , denunciando la gravità dell’attuale situazione politica che ha consentito a parecchi complici dei mafiosi di sedersi in parlamento e governare l’Italia per i prossimi anni. Il corteo si è concluso nella piazza di Cinisi con un intervento di Giovanni Impastato, che ha esortato gli abitanti del paese a dare “diritto di cittadinanza” a Peppino, che ancora stenta ad essere accettato soprattutto per l’atipicità della sua battaglia politica non istituzionale e radicale nei confronti del potere politico precostituito. La mattinata si è aperta con un forum sulla libertà d’informazione: tutti gli interventi, da Lirio Abbate, a Pino Maniaci, a Graziella Proto, a Valerio Monteventi, a Marco di Radio Onda Rossa, ad Antonella di Radio Popolare Milano, hanno evidenziato la difficoltà del doversi muovere e lavorare in un terreno che è sotto il totale controllo dell’informazione di regime foraggiata, con finanziamenti pubblici e al servizio di potentati economici o di partiti politici i quali decidono spesso con un generale conformismo la tipologia delle informazioni da dare, il linguaggio da usare e la qualità del messaggio informativo rispetto a quella che si ritiene essere l’esigenza dell’utenza o l’intenzione di conquistare audience. Rispetto a ciò il caso di Peppino, che con pochissimi mezzi è riuscito a creare una radio e a non sottoporsi al ricatto di un padrone, serve da riferimento come modello di autogestione. E’ emersa anche la necessità di creare un coordinamento tra le varie voci libere e di dotarsi di uno strumento informativo autonomo. Particolarmente interessante, nella giornata del 9 la scelta di una radio di Partinico, Primaradio, che per un giorno ha scelto di chiamarsi Radio Aut ed ha trasmesso musiche dell’epoca e registrazioni con la voce di Peppino Impastato.
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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