| Fare impresa in carcere |
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Si può avviare una cooperativa con le detenute di un carcere nell’entroterra siculo? E’ questa la domanda che pone la giornata studio organizzata dalla Casa Circondariale di Enna il 13 maggio alle 9 e trenta, dal tema “Atelier dietro le sbarre. Come fare impresa in carcere?”. Alla tavola rotonda parteciperanno il direttore del Carcere di Enna, Letizia Bellelli, Don Luigi Ciotti presidente dell’Associazione “Libera”, Orazio Faramo, provveditore regionale degli Istituti Penitenziari Siciliani, Giovanni Pizzera, presidente del Consorzio CGM, Giovanni Romano, presidente della cooperativa l’Arcolaio, che produce a Siracusa biscotti tipici alla mandorla. L’incontro nasce dal un progetto, al quale la Casa Circondariale lavora da oltre 9 mesi, rivolto alle detenute che, guidate da una esperta, Ninni Fussone, sociologa con la passione per la lana e i tessuti, e una stilista Tamuna Kiria, hanno insegnato alle donne una tecnica antica per fare il feltro. Con la lana di Enna, ma non solo, quella grezza, colorata con piante tintoree, le detenute realizzano accessori di moda e di arredamento, corredini per neonati, coperte, cappelli, e tanti altri deliziosi oggetti. Nonostante le richieste da parte del mercato, il carcere ha ricevuto una serie di commesse dall’esterno, non essendo costituita una cooperativa di lavoro questi manufatti non possono essere venduti. “Tra i nostri obiettivi, come istituzione carceraria, c’è quello di favorire i percorsi che possano portare ad un completo inserimento dei detenuti – dice la direttrice Bellelli – Ecco perché di fronte al talento che alcune delle detenute stano mostrando in questo progetto vogliamo capire se può esserci un futuro”. All’incontro parteciperanno le detenute della sezione femminile coinvolte nel progetto. Per l’accredito inviare un fax allo 0935/501504
Info: Pierelisa Rizzo
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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