La Rivista
Editoriali
La post@ del Direttore n°35 | La post@ del Direttore n°35 |
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PER MOTIVI DI SPAZIO E PER SODDISFARE TUTTE LE VOSTRE RICHIESTE DI COLLABORAZIONE, VI INVITIAMO AD INVIARCI TESTI CONCISI, ALTRIMENTI DOVREMO ACCORCIARLI SECONDO NOSTRO CRITERIO OPPURE TRALASCIARLI. LETTERA DI ANTONIO DI PIETRO PRESIDENTE DELL’ITALIA DEI VALORI "Caro Direttore, all'indomani della fissazione da parte della Corte Costituzionale della data per decidere sul ricorso presentato alla Procura di Milano contro la costituzionalità del Lodo Schifani possiamo ora riflettere più a ragion veduta. Nonostante l'indifferenza del centrodestra e la malcelata ostilità di alcuni altolocati esponenti del centrosinistra (a cominciare dall'onorevole Rutelli), quasi un milione di cittadini questa estate hanno sottoscritto il quesito referendario proposto dall'Italia dei Valori per abolire il "Lodo Schifani", ovvero quella legge varata in fretta e furia dalla maggioranza parlamentare alla fine di giugno di quest'anno per impedire ai giudici di Milano di portare a termine i processi in corso nei confronti del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tutte queste persone hanno sottoscritto il referendum perche' vogliono che la legge sia uguale per tutti e non ad eccezione di chi ci governa; perche' vogliono sapere se il loro Presidente del Consiglio sia un galantuomo o un poco di buono e soprattutto vogliono saperlo prima e non dopo che ha governato; perche' ritengono che i cittadini di un paese normale hanno diritto di avere come Presidente del Consiglio una persona che - se accusata - sia riconosciuta innocente e non una che non si vuole far processare (anzi che si fa fare le leggi apposta per non essere processato); perche' vogliono cosi' esprimere la loro solidarieta' ai magistrati di Milano ed a tutti quei magistrati che - solo per fare il loro dovere nei confronti di tutti (anche dei propri colleghi corrotti o di potenti di Stato) - vengono messi alla gogna, offesi, ingiuriati, diffamati, delegittimati, criminalizzati (perfino accusati di essere matti da manicomio); perche' vogliono ridare dignita' al nostro paese, sempre piu' bistrattato e deriso all' estero; perche' vogliono risvegliare la coscienza civile collettiva, troppo spesso in questi ultimi tempi drogata ed addormentata da una mistificante opera di disinformazione portata avanti da mass media asserviti o prezzolati. [...]A coloro che adombrano il timore che poi - quando si tratterà di andare a votare - non si raggiungera' il quorum rispondiamo e rilanciamo: non scambiamo la "causa" con "l'effetto". La colpa della eventuale mancanza del quorum non e' di chi ha promosso il referendum (un milione di cittadini sottoscrittori vanno rispettati gia' solo per questo) ma di chi - leaders di partito o comunque portatori di informazione qualificata - si disimpegna, si mostra rinunciatario, se non addirittura connivente. Come quei leaders e opinionisti che invitano i cittadini a disertare le urne (e loro stessi si comportano in tal modo, dando così il cattivo esempio). Il nostro dovere di politici è quello di tornare a far scaldare i cuori dei tiepidi, degli indecisi, dei rassegnati e degli arrabbiati, di coloro che potrebbero lasciarsi ingannare dalle sirene berlusconiane. Dobbiamo ricreare un clima di fiducia nei cittadini verso la politica ed i politici. Insomma, dobbiamo fare come i preti di una volta quando vedevano le chiese vuote: andare noi in giro per le città e le campagne a convincere gli elettori a tornare alle urne, non "suggerire" loro di non andare a votare. Certo, l'impegno referendario non è facile ma la politica non è un'opera ragionieristica. È azione. Ed oggi la nostra azione è proprio quella di convincere gli italiani che il governo Berlusconi li ha traditi e li sta usando per farsi gli affari propri (e per sistemare i propri guai giudiziari). Solo così potremo convincere coloro che l'hanno votato a cambiare opinione e soprattutto schieramento. Ora la "palla della responsabilità" sta ai leaders del centrosinistra: se la sentiranno di impegnare ufficialmente e formalmente i loro partiti in una battaglia così decisiva? I loro elettori lo vogliono. Anzi lo vogliono molti elettori non solo di centrosinistra ma anche del centrodestra come dimostrano le migliaia di persone che venendo a firmare hanno tenuto a specificare tale loro appartenenza ideologica e come viene evidenziato dai tormenti che attraversano la base sociale della destra. Ciò sta a significare che questo referendum "unisce e non divide", e unisce non solo il popolo di centrosinistra ma anche molti elettori dell'altra sponda. Soprattutto molti cittadini che prima erano stufi di sentir parlare di politica. Insomma, per evitare lo scoglio del mancato raggiungimento del quorum dobbiamo impegnarci a creare un fronte politico sociale ampio e trasversale a sostegno dell'iniziativa referendaria e non boicottarla (come purtroppo anche nel centrosinistra qualcuno ha già cominciato a tramare). Già da oggi registriamo con soddisfazione che molti partiti e associazioni - dai Comunisti Italiani (che peraltro si sono pure impegnati con noi nella raccolta delle firme) ai Verdi, da Rifondazione Comunista ad una grande parte dei DS e a molti esponenti della "base" della Margherita - si sono schierati al nostro fianco come pure gran parte del mondo dei Movimenti e dei Girotondi (anche Nanni Moretti, Gino Strada, Pancho Pardi e Tom Benettollo hanno firmato).Più difficile sarà invece convincere ad impegnarsi nella battaglia referendaria alcuni blasonati dirigenti del centrosinistra per lo più mossi da desiderio di rivalsa personale nei miei confronti o da preconcetta indisponibilità al dialogo con un forza politica come l'Italia dei Valori. Anche costoro dovranno rendersi conto prima o poi che - se vogliono vincere davvero le elezioni - l'Italia dei Valori può rappresentare un valore aggiunto per la coalizione del centrosinistra e quindi è bene che la smettano di considerarci come una palla al piede. Le raccomandazioni (ed i moniti) piu' ricorrenti rivolti alla coalizione (noi compresi) che abbiamo sentito attorno ai nostri banchetti di raccolta firme sono state le seguenti: "smettetela di litigare. non ce ne frega niente dei vostri mal di pancia. avete il dovere di stare insieme anche se non andate d'accordo ... dovete liberarci del Governo Berlusconi, gia' questo obiettivo e' un valore in se' per tenervi uniti." Noi abbiamo capito la lezione e vorremmo che anche gli altri la capissero. Per questo non posso esimermi dal denunciare pubblicamente alcune scorrettezze commesse ancora ultimamente nei nostri confronti. Innanzitutto smentisco nel modo più categorico l'infondata insinuazione di alcuni dirigenti dello SDI secondo cui noi dell'Italia dei Valori avremmo cercato di barattare la rinuncia a depositare in Cassazione le firme per il referendum in cambio di qualche posto nella costituenda lista unica per le Europee. Trattasi di un'offesa personale e politica gravissima, non solo nei confronti di noi dell'Italia dei Valori, ma anche di coloro che avrebbero dovuto prestarsi ad un tale scambio scellerato. Rinnovo perciò espressamente la richiesta ai vari Fassino, Rutelli, Violante, Angius, Castagnetti, Parisi (gia' avanzata loro per iscritto e finora rimasta lettera morta) di smentire pubblicamente l'insinuazione velenosa avanzata dai dirigenti dello SDI. È una 'questione d'onore' irrinunciabile per ridare serenità e dare serietà al dialogo appena iniziato. Sempre che questo dialogo lo si voglia veramente. Il che non pare proprio, almeno stando alle reiterate affermazioni apparse di recente sulla stampa secondo cui "Di Pietro bisogna tenerlo fuori" ("Il Riformista" del 27 settembre e del primo di ottobre), "avanti lo stesso con la lista unica, ma Di Pietro stia fuori" (Boselli ed Intini sul "Corriere della Sera del 2 ottobre). Si dirà: ma sono voci minoritarie. Non tanto se si considera "l'assordante silenzio" in cui sono rimasti alcuni alti esponenti del centrosinistra (a cominciare ancora una volta da Rutelli). Le pagine di questo giornale ci saranno testimoni: la ripetizione dell'errore della divisione elettorale del 2001 questa volta non potrà essere addebitata all'Italia dei Valori giacche' non si può fare un matrimonio se una delle due parti proprio non vuole. E quella non siamo noi!"Antonio Di PietroPresidente Italia dei Valori(www.italiadeivalori.it) ANTIMAFIADuemila N°35 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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