Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Tuesday
May 13th
Home arrow La Rivista arrow Marco Travaglio arrow Nel segno del Saladino
Nel segno del Saladino PDF Stampa E-mail

marco-travaglio-web2.jpg

di Marco Travaglio - 9 maggio 2008
La giunta dell'Anm apre alle componenti di Sinistra e riconferma il presidente, Simone Luerti, che non si è distinto nella difesa di De Magistris e della Forleo di fronte agli attacchi della politica e del Csm. Ma su di lui c'è l'ombra di un possibile conflitto di interessi.


Nei giorni scorsi l'Associazione nazionale magistrati, retta da sei mesi da un monocolore della corrente centrista Unicost, ha allargato la sua giunta alle componenti di sinistra: Magistratura democratica e Movimenti. Un passo importante, in vista della guerra già annunciata dal nuovo governo all'indipendenza delle toghe. Resta da capire se il presidente, il riconfermato Simone Luerti, 45 anni, gip milanese affiliato ai Memores Domini di Cl con tanto di voto d'obbedienza, sia la persona più adatta per fronteggiare la prevedibile onda d'urto. Luerti, noto come un ottimo giudice, non si è particolarmente distinto nella difesa di colleghi come Luigi De Magistris e Clementina Forleo, attaccati dalla politica e dunque dal Csm sotto il governo dell'Unione. Precedenti pericolosissimi come le due inchieste avocate a De Magistris dal procuratore capo e dal procuratore generale e come le invasioni di campo del Csm nei provvedimenti del pm di Catanzaro e dalla gip milanese sono passati nel silenzio pressoché totale di Luerti. Il quale s'è addirittura associato al pugno di ferro del Csm che ha trasferito De Magistris con una sentenza a dir poco sconcertante ("È la prova che il sistema funziona. È finita la difesa corporativa a tutti i costi"). E si è guadagnato un'intera pagina di elogi dal 'Foglio' di Giuliano Ferrara, che finora di giudici aveva lodato solo Carnevale, Squillante e pochi altri. Nessuno, a parte 'L'espresso', ha ipotizzato un conflitto d'interessi di Luerti, che lavorò fino al 1999 a Catanzaro e lì fece amicizia col capo della Compagnia delle Opere nel Sud, Antonio Saladino, indagato da due anni proprio da De Magistris per l'affare Why Not. La società ha sede nella stessa strada di Sant'Eufemia di Lamezia, via Scotellaro, dove Luerti viveva fino al 1999. Interpellato da 'L'espresso' a fine gennaio,
il presidente dell'Anm minimizzò i rapporti con Saladino: roba "di dieci anni fa, non lo sento da tempo". Eppure, agli atti di Why Not, ci sono le agende sequestrate a Saladino con i suoi vorticosi appuntamenti romani. Alla data del 25 ottobre 2006, ne risulta uno alle 11.30 con tali "Luerti, Ferlini, Boscoletto" in "via Arenula", dove ha sede il ministero della Giustizia. Ferlini è il numero due della Cdo. Alle 12, poi, il terzetto e Saladino si spostarono al "Ministero" per incontrare "Mastella", all'epoca ministro della Giustizia. Nulla di grave, per carità. Ma allora Saladino era già oggetto di attenzioni della Procura catanzarese, che tre mesi dopo gli avrebbe perquisito l'ufficio e notificato un avviso di garanzia per associazione a delinquere finalizzata alla truffa all'Ue. Se per caso il "Luerti" dell'agenda è il futuro presidente dell'Anm, allora non è vero che interruppe i rapporti con Saladino dieci anni fa. E forse dovrebbe chiarire che cosa facesse con lui, quel giorno, nell'ufficio del ministro Mastella.

Signornò
 
L'ESPRESSO

 
Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    copert57.gif In edicola dal 3 marzo 2008

    In questo numero:
    Elezioni politiche 2008 ecco alcuni nomi da non votare a causa di un curriculum discutibile. Con un’operazione da manuale il Ros cattura Pasquale Condello, il “Provenzano” della ‘ndrangheta.
    Scandalo sanità ed arresti eccellenti in Calabria per mafia, droga ed appalti.
    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
    Duro colpo alla mafia trapanese: arrestato Grigoli, re della catena Despar e prestanome del boss Matteo Messina Denaro.
    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
    Intervista all’avv. Tamburello: un viaggio nell’orrore delle stragi del ’92.
    Gli affari ed i misteri dello Ior, la banca del Vaticano.
    Ed altro ancora…

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_100_pixel.jpg

     

    Inserto Terzo Millennio N. 57



    In questo numero:

    l’Europa plaude all’indipendenza del Kosovo, ma Giulietto Chiesa avverte che così è stata innescata una miccia nei Balcani.E’ davvero la Cina il pericolo maggiore per l’emissione di CO2?
    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

Video

Google Adv

Statistiche

Utenti: 95
Notizie: 3555
Collegamenti web: 103
Visitatori: 677118

Libri

perche-la-mafia-ha-vinto-w.jpg

Libri

la-caccia-web-5.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

teatro-massimo-palermo-1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg