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Riciclavano i milioni di Cosa Nostra, tre arresti | Riciclavano i milioni di Cosa Nostra, tre arresti |
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8 maggio 2008
Un maxi-giro di soldi targati Cosa nostra. Un sequestro da 13milioni di euro custoditi in conti correnti e fondi nel paradiso fiscale caraibico delle Bahamas. E poi tre arresti per due imprenditori di Palermo e il funzionario di una banca svizzera. Sono gli sviluppi di un´inchiesta partita da Palermo e intrecciatasi con la procura del Canton Ticino. Agli arresti domiciliari sono finiti gli imprenditori Francesco e Ignazio Zummo padre e figlio (il sospetto è che abbiano riciclato soldi dell´ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino) e il banchiere Nicola Bravetti, già amministratore e membro della direzione generale della Banca Arner SA, sede legale in piazza Manzoni 8 a Lugano. I due Zummo e Bravetti sono accusati di concorso in intestazione fittizia di beni, aggravato dall´aver agito al fine di favorire Cosa nostra. L´indagine della Direzione distrettuale antimafia, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Scarpinato, e condotta dai sostituti Fernando Asaro, Domenico Gozzo e Antonio Ingroia, è uno dei filoni aperti anni fa per scovare e confiscare l´enorme tesoro di Ciancimino, il potente ex sindaco Dc di Palermo protagonista del "sacco edilizio" del capoluogo siciliano. Il ruolo di Bravetti, secondo i primi particolari che trapelano, sarebbe stato quello di far sparire mediante intestazioni fittizie i soldi girati dagli Zummo. Già nel 2007 la Procura di Palermo ha chiesto la confisca di tutti i beni sequestrati a Zummo, condannato in primo grado dal Gup di Palermo a 5 anni (al figlio erano stati inflitti 3 anni per favoreggiamento ed associazione mafiosa). Secondo la Dda di Palermo i due Zummo sarebbero prestanomi anche del costruttore Vincenzo Piazza (suocero di Ignazio), pure lui indicato come prestanome di Ciancimino. Negli anni ´80 era stato Giovanni Falcone ad ipotizzare un giro di riciclaggio ad opera di Francesco Zummo: una rogatoria effettuata nel corso dell´operazione "Pizza Connection" aveva fatto emergere alcuni conti correnti di Zummo utilizzati per operazioni legate al traffico di stupefacenti. Le accuse relative al narcotraffico vennero però dichiarate prescritte. Nel novembre 2001 Francesco Zummo fu arrestato a Palermo e gli vennero sequestrati beni per un valore di 300 miliardi di lire. Tre anni prima era stato arrestato il figlio Ignazio, sempre con l´accusa di avere favorito il suocero. Nel 2001 le autorità svizzere sequestrarono agli Zummo 50 miliardi di lire. Nel gennaio 2006, nei confronti degli Zummo è scattato un sequestro preventivo di somme di denaro pari a 20 milioni di euro, alcuni dei quali depositati presso banche di Monaco.
COMUNICATO STAMPA
MAFIA E FINANZA: due imprenditori ed un alto funzionario di Istituto di Credito svizzero arrestati dalla D.I.A. a Palermo e Milano. Sequestrati 13 milioni di euro, un’imbarcazione d’altura ed altri beni mobili.
La Direzione Investigativa Antimafia, al termine di un’articolata attività investigativa nei confronti di ZUMMO Ignazio e Francesco, noti imprenditori palermitani (già arrestati da questo Centro rispettivamente nel 1998 e nel 2001, condannati in primo grado per concorso in associazione mafiosa e favoreggiamento aggravato e sottoposti alla misura di prevenzione patrimoniale con il sequestro di beni per un valore di svariati milioni di euro), ha accertato la sussistenza di stabili collegamenti e contatti proseguiti nel tempo fra gli ZUMMO ed il co-direttore di una importante banca con sede a Lugano, BRAVETTI Nicola ( membro, tra l’altro, di un’associazione interbancaria elvetica per la lotta al riciclaggio), nonché il canale di trasferimento fraudolento di valori e l’intestazione fittizia di beni per il collocamento all’estero di ingenti disponibilità finanziarie riferibili a ZUMMO ed all’organizzazione mafiosa Cosa nostra. Le indagini hanno consentito di acquisire elementi relativi al tenore di vita dell’intero nucleo familiare ed individuare il reticolo di prestanome e/o persone di fiducia a disposizione, che di fatto hanno supportato l’originaria ipotesi investigativa, ovvero la disponibilità all’estero - da parte di ZUMMO - di ingenti somme di denaro di provenienza illecita e sfuggite, almeno sino a questo momento, all’intervento repressivo dell’autorità giudiziaria. Infatti l’esistenza di un notevole importo di denaro, pari a quasi 13 milioni di euro, in un conto estero - identificato con il nome di un personaggio di Disney -, ed in particolare presso la filiale della Arner Bank in Nassau (Bahamas), emergeva dalle attività tecniche e dinamiche svolte da questo Centro Operativo, nonostante il ricorso, in via esclusiva, di Francesco ZUMMO a posti telefonici pubblici di questo capoluogo per i contatti con il BRAVETTI, unito all’ulteriore precauzione sempre adottata dal primo di presentarsi utilizzando un alias. L’attivazione, poi, da parte della Procura dell’U.I.F. Italiana (Unità di Informazione Finanziaria), grazie alla cooperazione dei collaterali organi esteri F.I.U. (Financial Intelligence Units), consentiva l’esatta individuazione del predetto fondo con un saldo attivo effettivamente pari a circa 13 milioni di euro – denominato PLUTO FUND – gestito da BRAVETTI Nicola - attraverso l’intermediazione del suo referente in Nassau David Thain -, e direttamente riconducibile a ZUMMO Francesco, pur se intestato a MACALUSO Teresa, moglie di quest’ultimo, che ha costituito a partire dal 2003 oggetto di numerose conversazioni ed incontri tra BRAVETTI e gli ZUMMO, nonché di scambi tra i due di comunicazioni e documenti per controllare la provvista del fondo e per effettuare transazioni finanziarie su disposizione di ZUMMO Francesco. Nella mattinata odierna sono stati tratti in arresto, in esecuzione dell’Ordinanza di Custodia Cautelare con applicazione della misura degli arresti domiciliari n°12600/06 R.G.N.R. e n°4572/07 G.I.P., emessa in data 2 maggio 2007 dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Palermo – Dr. Roberto CONTI -, con la collaborazione del Centro D.I.A di Milano e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Como, le sottonotate persone:
per i reati di cui all’art. art. 110 c.p. e 12 quinquies del decreto legge 8 giugno 1992 n. 306, convertito nella legge 7 agosto 1992 n. 356 con l’aggravante dell’art. 7 D.L. 152/91;
per i reati di cui all’art. art. 110 c.p. e 12 quinquies del decreto legge 8 giugno 1992 n. 306, convertito nella legge 7 agosto 1992 n. 356
Tutti
gli indagati sono attualmente agli arresti domiciliari. Sequestrate un’imbarcazione da diporto, cabinato di circa 13 m. e una autovettura BMW 3.30, entrambe riconducibili ad Ignazio Zummo, nonché notificate nr.5 informazioni di garanzia ai soggetti risultati intestatari fittizi dei beni indicati. Contestualmente l’A.G. svizzera, su richiesta rogatoriale, ha eseguito l’accesso presso la sede centrale di Lugano del medesimo istituto di credito, al fine di rinvenire documentazione bancaria relativa alle transazioni effettuate dagli arrestati. Le indagini, sono state coordinate dal Procuratore Agg. presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo Dr. Roberto Scarpinato e dai Sostituti Procuratori Dr. Antonio Ingroia, Dr. D. Gozzo e Dr. Fernando Asaro, che hanno altresì curato le richieste di rogatoria all’Autorità Giudiziaria svizzera e bahamense.
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Inserto Terzo Millennio N. 57 |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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